Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. E.Romagna. Regione stanzia 60 mila euro contro la droga a Bologna

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Forte rilancio delle unita' di strada, accreditamento dei centri di accoglienza per tossicodipendenti, maggiore collaborazione dei Comuni con le forze dell'ordine e progetti nelle scuole per la prevenzione dell'uso di sostanze stupefacenti. Con una delibera approvata dalla Giunta regionale dell'Emilia-Romagna, riparte la lotta alla droga. Con una richiesta da parte di viale Aldo Moro di una forte collaborazione tra enti locali, anche con le Province, che ricevono fondi proprio per il coordinamento delle iniziative. Alla Provincia di Bologna, per esempio, arrivano 60 mila euro. La delibera di Giunta, approvata a fine 2006, e' stata argomento di un incontro tra gli assessori alla Sanita' di Regione (Giovanni Bissoni) e Provincia (Giuliano Barigazzi) e gli operatori sanitari del territorio provinciale, che si e' tenuto ieri a Palazzo Malvezzi, sede dell'amministrazione provinciale.
La decisione della Regione, ha spiegato stamane Bissoni, deriva dall'emergenza che si sta creando nel mondo dei giovani.
L'eta' di chi inizia ad assumere sostanze si abbassa, aumentano notevolmente i consumatori, la cocaina e' sempre piu' diffusa.
Ecco quindi che oltre al rafforzamento della lotta allo spaccio, servono anche azioni di prevenzione. E per farlo, ha affermato Bissoni, "bisogna ripartire dalle comunita' locali". I Comuni, dunque, le scuole, che devono diventare "contenitori di educazione e promozione della salute".
E quando il consumatore di droga diventa dipendente, serve "la riduzione del danno". Ecco quindi che per i servizi ausiliari, cioe' i centri che si occupano dei tossicomani, assicura Bissoni gli accreditamenti partiranno da aprile. Intanto, e' intenzione dell'assessore rafforzare le Unita' di strada, che gia' nei mesi scorsi, anche a Bologna, hanno lanciato grida di allarme per la carenza di risorse e di mezzi.
La Provincia di Bologna, ha aggiunto Barigazzi, ha gia' avviato progetti che riguardano invece le scuole. Nella scorsa primavera, per esempio, sette scuole superiori (per un totale di 15 classi) hanno partecipato a un laboratorio teatrale che ha portato alla messa in secne di uno spettacolo sul tema dell'abuso. Si tratta di un modo "per comunicare coi giovani con il loro linguaggio che ha la funzione di far riflettere e che ha ottenuto un buon successo".
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