Italia. La Russa (An) e Bertolini (Fi): caso Hina dimostra pericolosita' strategia della sinistra
"Sulla vicenda di Hina, la giovane pachistana uccisa, in Italia si e' assistito a un silenzio assordante di tutte le donne di sinistra". Cosi' Ignazio La Russa a Brescia e' intervenuto sui temi della sicurezza e dell'immigrazione, riferendosi a uno dei piu' efferati delitti avvenuti nelle settimane scorse.
"Ho sentito tanti giornalisti - ha detto ancora l'esponente di An - dire che queste cose non avvengono solo tra extracomunitari". La Russa ha quindi aggiunto che "una ragazza non puo' essere uccisa perche' vuole vivere la propria vita. E per quello che e' accaduto non c'e' stata nessuna mobilitazione". Ha concluso dicendo: "E' difficile da dire ma vi sono comunita' piu' integrabili e altre meno facilmente integrabili con altri modelli culturali".
"La drammatica storia di Kaur,in provincia di Modena, che si e' uccisa per sottrarsi a tradizioni culturali oscurantiste e liberticide, come quella di Hina nel bresciano, massacrata da un cieco fondamentalismo religioso, ci obbligano a chiedere alla sinistra di abbandonare la strada sbagliata del multiculturalismo, che tanti danni ha portato in tutta Europa". Lo dice Isabella Bertolini (Fi) che aggiunge: "Queste assurde morti, insieme a tutti gli altri casi, piu' o meno saliti alla ribalta della cronaca, di applicazione della sharia o di altri dettami religiosi liberticidi, sono figli di una irresponsabile arrendevolezza delle istituzioni europee ed occidentali nei confronti di regole ed usi opposti e contrari al nostro ordinamento giuridico ed ai nostri principi". La parlamentare del centrodestra continua: "Se gli immigrati extracomunitari vogliono vivere in Italia, e magari diventarne cittadini, non possono assolutamente pensare di poter trasferire qui regole di vita, che contrastano con le nostre e che limitano la liberta' ed opprimono la dignita' della donna". Bertolini rileva che non e' possibile "neppure ritenersi liberi di poter comminare pene, che arrivano fino alla morte, decise sulla base di tradizioni religiose che si contrappongono alla nostra giustizia laica e garantista". Inoltre, "su questi principi non potremo cedere di un passo- conclude Isabella Bertolini- pena il ritorno di un oscurantismo medioevale che trascinerebbe nella barbarie anche il nostro paese, patria del diritto".
"Ho sentito tanti giornalisti - ha detto ancora l'esponente di An - dire che queste cose non avvengono solo tra extracomunitari". La Russa ha quindi aggiunto che "una ragazza non puo' essere uccisa perche' vuole vivere la propria vita. E per quello che e' accaduto non c'e' stata nessuna mobilitazione". Ha concluso dicendo: "E' difficile da dire ma vi sono comunita' piu' integrabili e altre meno facilmente integrabili con altri modelli culturali".
"La drammatica storia di Kaur,in provincia di Modena, che si e' uccisa per sottrarsi a tradizioni culturali oscurantiste e liberticide, come quella di Hina nel bresciano, massacrata da un cieco fondamentalismo religioso, ci obbligano a chiedere alla sinistra di abbandonare la strada sbagliata del multiculturalismo, che tanti danni ha portato in tutta Europa". Lo dice Isabella Bertolini (Fi) che aggiunge: "Queste assurde morti, insieme a tutti gli altri casi, piu' o meno saliti alla ribalta della cronaca, di applicazione della sharia o di altri dettami religiosi liberticidi, sono figli di una irresponsabile arrendevolezza delle istituzioni europee ed occidentali nei confronti di regole ed usi opposti e contrari al nostro ordinamento giuridico ed ai nostri principi". La parlamentare del centrodestra continua: "Se gli immigrati extracomunitari vogliono vivere in Italia, e magari diventarne cittadini, non possono assolutamente pensare di poter trasferire qui regole di vita, che contrastano con le nostre e che limitano la liberta' ed opprimono la dignita' della donna". Bertolini rileva che non e' possibile "neppure ritenersi liberi di poter comminare pene, che arrivano fino alla morte, decise sulla base di tradizioni religiose che si contrappongono alla nostra giustizia laica e garantista". Inoltre, "su questi principi non potremo cedere di un passo- conclude Isabella Bertolini- pena il ritorno di un oscurantismo medioevale che trascinerebbe nella barbarie anche il nostro paese, patria del diritto".
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