Italia. Rutelli: 'no alla droga e al dio denaro'
'C'e' un'emergenza educativa nel nostro Paese, anche secondo quanto il cardinal Bagnasco ha detto nella sua recente prolusione all'Assemblea della Cei, e Papa Benedetto ha sottolineato pochi giorni fa? Assolutamente si''. E' da questa constatazione che parte l'analisi di Francesco Rutelli pubblicata oggi sul sito 'Piuvoce.net, cattolici in rete' che arriva a una conclusione per certi versi'controcorrente': 'Diciamo un bel no a droga e dio denaro'. 'Parlo innanzitutto da genitore che ha un punto di osservazione ricco e problematico cui non possono sfuggire gli enormi cambiamenti e i rischi che i nostri ragazzi incontrano - sottolinea il neo presidente del Copasir - mi limito, nella brevita' di questa riflessione, a indicare due argomenti. La priorita' piu' trascurata mi pare il contrasto alla diffusione di sostanze psicotrope: droghe mischiate ad alcolici e a sostanze chimiche di nuova generazione. Un meccanismo che studiosi e psichiatri avvertiti ci stanno indicando come gia' oggi devastante. Non stiamo parlando delle sostanze di qualche decennio fa (e chiarisco che non parlo della mia esperienza personale, poiche' ho avuto la sorte di non accettare e non assumere mai neppure una sigaretta di tabacco e mai nessuna droga; mi riferisco al clima politico - culturale degli anni '70 cui io stesso ho partecipato). E' documentato che uno 'spinello' odierno produce effetti fino a circa venti volte lo 'spinello' di 20 o 30 anni fa, come riconoscono oggi non pochi esperti di orientamento antiproibizionista. La miscela di sostanze che circolano con assoluta facilita' gia' tra i dodicenni di oggi puo' avere effetti distruttivi e irreparabili sulla loro psiche e la loro integrita' fisica'. 'Questi fenomeni - prosegue Rutelli - sono certamente parte di una crisi educativa di cui siamo soliti leggere, tra le manifestazioni principali, la fragilita' dei processi di conoscenza e qualita' dell'apprendimento riguardanti quote crescenti di ragazzi; la perdita di autorita' e autorevolezza degli insegnanti presso i nostri figli; il degrado - troppo a lungo tollerato - del dominante messaggio televisivo, che premia la devozione al dominio del 'dio denaro' e l'emulazione verso l'irresponsabilita', anziche' quel coraggio che non e' bullismo, ma dedizione all'altro e gratuita' del donarsi; rispetto verso il piu' debole, qualita' del concorso al servizio pubblico, civismo. Il vero problema che la generazione adulta deve affrontare e' di dare ai ragazzi il messaggio che essi costituiscono un'enorme opportunita' per il miglioramento della societa', piuttosto che un enorme problema. Per farlo, dobbiamo ricreare le condizioni di una sfida educativa basata sulla loro responsabilizzazione, e sulla capacita' di concorrere a creare nuove speranze, anziche' sentirsi un peso. Impensabile fino a pochi anni fa: lo spaesamento dei ragazzi non ne fa il motore entusiasta e critico del cambiamento, ma fa piuttosto sentire troppi di loro come la sabbia nei motori della nostra comunita''. ADUC è indipendente
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