Italia. Rutelli: quale sanatoria? Accolte solo domande in regola
Il governo non esclude una revisione delle quote di ingresso dei cittadini stranieri immigrati in Italia.
Lo ha precisato il vice presidente del Consiglio Francesco Rutelli in aula alla Camera nel corso del question time, rispondendo a un'interrogazione della Lega Nord illustrata da Andrea Gibelli sulle affermazioni di recente pronunciate dal ministro della Solidarieta' Sociale, Paolo Ferrero. 'Agli sportelli unici per l'immigrazione -ha puntualizzato Rutelli- saranno accolte esclusivamente le domande dei lavoratori in regola con le norme prescritte dalla legge Bossi-Fini'.
Rispetto alla quota di 170mila unita' fissata nel decreto sui flussi, ha aggiuto il vice premier, 'risulta un'eccedenza di circa 315mila domande presentate. E' possibile, ma lo si sapra' con certezza solo quando le procedure di saranno concluse, che le domande in regola superino la quota inizialmente fissata. Il governo non pensa a una procedura di sanatoria di stranieri extracomunitari presenti sul terriotorio italiano ma a misure volte alla ridefinizione delle quote di ingresso, al fine di accogliere le domande regolari, presentate dai datori di lavoro, contenenti tutti i requisiti richiesti per l'ingresso di lavoratori regolari'.
Ne contestare l'uso del termine 'sanatoria' da parte dell'esponente leghista, Rutelli ha fatto notare che 'la piu' grande sanatoria in materia e' stata fatta dal precedente governo. Ci siamo mossi nel solco della legge Bossi-Fini e quindi, se sanatoria e' questa, sanatoria e' anche quella di prima con la differenza che e' la piu' grande mai fatta. Vorrei inoltre ricordare che le domande sono largamente richieste dal mondo produttivo e che gli imprenditori, veneti in particolar modo, le sollecitano, pena la chiusura delle loro attivita''.
Nel dichiararsi insoddisfatto della risposta ricevuta, Gibelli ha poi commentato: 'dobbiamo pensare che il ministro della Solidarieta' sociale e' al di fuori della linea del governo. Non ci sorprende e conferma la vostra posizione assolutamente equivoca in materia di immigrazione. Voi, accettando di fatto tutte le richieste che verranno presentate, farete un servizio a chi vuole abbassare il livello dei salari, delle prestazioni e delle tutele, elevando la concorrenza in modo selvaggio. Poiche' -ha concluso- essendo gli immigrati disposti a lavorare con stipendi bassissimi, faranno uscire dal mondo del lavoro i nostri figli'.
Il mensile dei missionari comboniani, Nigrizia, chiede al Presidente del Consiglio, Romano Prodi di abolire 'la legge Bossi-Fini' e 'decretare la chiusura definitiva dei centri di permanente temporanea (Ctp), per poi mettere in atto una serie di politiche che mirino a favorire un lima di integrazione ed un reale incontro tra la domanda e l'offerta di manodopera'. In un editoriale pubblicato sull'ultimo numero, il mensile dei missionari interviene per indicare alcuni punti sui quali l'esecutivo dell'Unione dovrebbe intervenire. In primis, oltre al tema dell'immigrazione, c'e' la questione dell''elevato' numero delle missioni di pace che comportano 'una spesa militare pro capite di gran lunga superiore a quella delle altre nazioni del G8, di impegnarsi affinche' siano attuati 'rigorosi controlli nell'esportazione-importazione e transito di materiali di armamento' ed inoltre di portare avanti 'una seria politica di riconversione dell'industria militare verso il settore civile favorendo una politica di disarmo e di pace, e dando vita ad un centro di ricerche sulla pace e il disarmo'.
Nell'elenco delle richieste anche quella di riaffermare l'impegno dell'Italia sulla destinazione dello 0,7 per cento del Pil per l'aiuto pubblico e lo sviluppo ed inoltre che l'intera 'partita della cooperazione sia affidata ad una agenzia autonoma dal Ministero degli Esteri in grado di formulare una strategia e delle politiche piu' attente ai divari Nord-Sud che agli interessi immediati nell'Italia'.
Lo ha precisato il vice presidente del Consiglio Francesco Rutelli in aula alla Camera nel corso del question time, rispondendo a un'interrogazione della Lega Nord illustrata da Andrea Gibelli sulle affermazioni di recente pronunciate dal ministro della Solidarieta' Sociale, Paolo Ferrero. 'Agli sportelli unici per l'immigrazione -ha puntualizzato Rutelli- saranno accolte esclusivamente le domande dei lavoratori in regola con le norme prescritte dalla legge Bossi-Fini'.
Rispetto alla quota di 170mila unita' fissata nel decreto sui flussi, ha aggiuto il vice premier, 'risulta un'eccedenza di circa 315mila domande presentate. E' possibile, ma lo si sapra' con certezza solo quando le procedure di saranno concluse, che le domande in regola superino la quota inizialmente fissata. Il governo non pensa a una procedura di sanatoria di stranieri extracomunitari presenti sul terriotorio italiano ma a misure volte alla ridefinizione delle quote di ingresso, al fine di accogliere le domande regolari, presentate dai datori di lavoro, contenenti tutti i requisiti richiesti per l'ingresso di lavoratori regolari'.
Ne contestare l'uso del termine 'sanatoria' da parte dell'esponente leghista, Rutelli ha fatto notare che 'la piu' grande sanatoria in materia e' stata fatta dal precedente governo. Ci siamo mossi nel solco della legge Bossi-Fini e quindi, se sanatoria e' questa, sanatoria e' anche quella di prima con la differenza che e' la piu' grande mai fatta. Vorrei inoltre ricordare che le domande sono largamente richieste dal mondo produttivo e che gli imprenditori, veneti in particolar modo, le sollecitano, pena la chiusura delle loro attivita''.
Nel dichiararsi insoddisfatto della risposta ricevuta, Gibelli ha poi commentato: 'dobbiamo pensare che il ministro della Solidarieta' sociale e' al di fuori della linea del governo. Non ci sorprende e conferma la vostra posizione assolutamente equivoca in materia di immigrazione. Voi, accettando di fatto tutte le richieste che verranno presentate, farete un servizio a chi vuole abbassare il livello dei salari, delle prestazioni e delle tutele, elevando la concorrenza in modo selvaggio. Poiche' -ha concluso- essendo gli immigrati disposti a lavorare con stipendi bassissimi, faranno uscire dal mondo del lavoro i nostri figli'.
Il mensile dei missionari comboniani, Nigrizia, chiede al Presidente del Consiglio, Romano Prodi di abolire 'la legge Bossi-Fini' e 'decretare la chiusura definitiva dei centri di permanente temporanea (Ctp), per poi mettere in atto una serie di politiche che mirino a favorire un lima di integrazione ed un reale incontro tra la domanda e l'offerta di manodopera'. In un editoriale pubblicato sull'ultimo numero, il mensile dei missionari interviene per indicare alcuni punti sui quali l'esecutivo dell'Unione dovrebbe intervenire. In primis, oltre al tema dell'immigrazione, c'e' la questione dell''elevato' numero delle missioni di pace che comportano 'una spesa militare pro capite di gran lunga superiore a quella delle altre nazioni del G8, di impegnarsi affinche' siano attuati 'rigorosi controlli nell'esportazione-importazione e transito di materiali di armamento' ed inoltre di portare avanti 'una seria politica di riconversione dell'industria militare verso il settore civile favorendo una politica di disarmo e di pace, e dando vita ad un centro di ricerche sulla pace e il disarmo'.
Nell'elenco delle richieste anche quella di riaffermare l'impegno dell'Italia sulla destinazione dello 0,7 per cento del Pil per l'aiuto pubblico e lo sviluppo ed inoltre che l'intera 'partita della cooperazione sia affidata ad una agenzia autonoma dal Ministero degli Esteri in grado di formulare una strategia e delle politiche piu' attente ai divari Nord-Sud che agli interessi immediati nell'Italia'.
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