Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Sabato veglia per e con Welby in 48 citta'

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Domani in 48 citta' italiane veglie per Piergiorgio Welby, il copresidente dell'associazione Luca Coscioni malato di distrofia muscolare amiotrofica che ha chiesto gli venga staccata la spina. Nella capitale l'appuntamento e' per le 21 in piazza del Campidoglio. Parteciperanno Marco Pannella, Marco Cappato, Maria Antonietta Coscioni e Rita Bernardini dei Radicali italiani. Tra gli altri hanno finora assicurato la loro presenza Carla Welby, sorella di Piergiorgio, Giorgio Albertazzi e Maurizio Costanzo. Il ministro Emma Bonino sara' invece a Milano in piazza del Duomo.

Si contano, inoltre, le adesioni di 204 parlamentari. Tanti sono i membri del Parlamenti italiano ed europeo che parteciperanno nella loro citta' alle 'Veglie per e con Piergiorgio Welby' - questo il nome dell'iniziativa - sottoscrivendo la seguente motivazione: 'Sosteniamo la mobilitazione civile volta a rendere omaggio ad un cittadino che, a prezzo di una sua incommensurabile sofferenza, porta un contributo fondamentale per un alto e necessario dibattito, sin qui rimosso, nel nostro Paese'.

Dei parlamentari che aderiranno all'iniziativa, 168 deputati sono iscritti ai gruppi: Rosa nel Pugno (16), Ulivo (78), Rifondazione Comunista (31), Verdi (10), Comunisti Italiani (6), Italia dei Valori (2), Udeur (1), Forza Italia (10), Lega Nord Padania (6), Movimento per l'Autonomia (4), Nuovo Psi (2), Partito Repubblicano (2). I 15 senatori, invece, sono iscritti ai gruppi: Rifondazione Comunista (6), Ulivo (5), Verdi-Comunisti Italiani (1), Alleanza Nazionale (1), Forza Italia (1) e Gruppo per le Autonomie (1).

Vi sono, inoltre, 21 parlamentari europei iscritti ai gruppi: Alde-Adle Alleanza dei democratici e dei liberali per l'Europa (3), Gue-Ngl Gruppo Confederale della Sinistra Unitaria Europea (4), Ppe-De Partito Popolare Europeo e Democratici Europei (1), Pse Gruppo Socialista (10), Uen Unione per l'Europa delle Nazioni (1) e Ni Gruppo dei Non Iscritti (2).

L'appuntamento con 'Per e con Piergiorgio Welby' si terranno a partire dalle 21 nelle seguenti citta': Arezzo (piazza G. Monaco), Bari (piazza del Ferrarese nei pressi della Sala Murat), Belluno (piazza dei Martiri e piazza Duomo), Bologna (piazza Maggiore angolo via D'Azeglio), Bolzano (piazza Walther), Brescia (piazza Duomo), Brusciano (piazza 11 Settembre), Cagliari (piazza Yenne), Catania (piazza Duomo, dalle 22.30), Cremona (piazza Stradivari angolo via Lombardini), Ferrara (piazza Trento e Trieste davanti al Duomo), Firenze (piazza della Repubblica), Foggia (isola pedonale di corso Vittorio Emanuele), Forli' (piazza Saffi loggiato Unicredit), Francavilla Fontana (piazza Umberto I), Genova (via San Lorenzo altezza Palazzo Ducale), Gorizia (piazza del Municipio), La Spezia (via del Prione presso Museo Amedeo Lia, dalle ore 16.30), Latronico (piazza Umberto I), Lecce (piazza Mazzini angolo via Trinchese), Lecco (di fronte all'Ospedale Manzoni), Lodi (piazza della Vittoria), Mantova (piazza Mantegna), Milano (piazza Duomo angolo corso Vittorio Emanuele, dalle ore 20), Modena (piazza Grande), Napoli (piazza dei Martiri), Palermo (piazza Ruggero Settimo, dalle ore 17), Padova (piazza delle Erbe), Pavia (piazza della Vittoria, dalle ore 22).
E ancora: Perugia (piazza della Repubblica), Piacenza (corso Vittorio Emanuele), Pistoia (via Carducci), Pordenone (piazza Cavour), Reggio Emilia (piazza Prampolini davanti al Municipio), Rimini (piazza Cavour), Salerno (piazza Portanova, dalle ore 19), Sassari (piazza Azuni), Savona (via Paleocapa angolo corso Italia, dalle ore 18), Sellia Marina (piazzetta antistante il Municipio), Siena (piazza Salimbeni), Teramo (piazza Martiri), Terni (piazza Tacito), Torino (via Garibaldi angolo via Bellezia), Varese (piazza Monte Grappa inizio via Matteotti), Venezia (piazza San Marco), Verbania (piazza Ranzoni) e Viareggio (giardini Margherita, a partire dalle ore 20).
All'iniziativa prendera' parte anche l'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori (Aduc). 'Siamo certi che Welby - puntualizza l'associazione in una nota - abbia il diritto, prima di tutto umano, di poter prestare o negare il suo consenso a qualsiasi trattamento medico. La decisione, a nostro avviso, appartiene solo a lui, e non a medici, politici, giudici o prelati, per altro mai d'accordo l'uno con l'altro. Se Welby perdera' la sua battaglia pubblica, avremo perso tutti. Come pensare - si chiede l'Aduc - che possa avere efficacia, ad esempio, una qualsiasi legge sul testamento biologico se rimane inascoltata addirittura la volonta' di una persona cosciente e lucida?'

WELBY: NON POSSO ANDARE AVANTI, SONO STREMATO

'Sono estenuato, sono stremato, non posso andare avanti'. Sono le parole che Welby, alla vigilia della veglia organizzata per lui dall'associazione Luca Coscioni, ha detto a Marco Pannella il quale per tre quanti d'ora e' stato al telefono con Mina che ha fatto da interprete con suo marito.
'E lui ha voluto che io sentissi il suo respiro. Sta malissimo, peggiora ogni giorno, oggi faceva fatica a deglutire. Mina e tutti quelli che gli stanno vicini temono che gli scoppi un'infezione'.
Pannella esprime rammarico per l'attesa della sentenza del tribunale 'che speravamo - afferma - di avere gia' oggi pomeriggio, ma oramai pensiamo arrivera' solo lunedi' '.
Ma Piergiorgio non molla e si prepara alla veglia: 'La prende - dice Pannella - come un conforto alla determinazione di esigere che lo si aiuti a farla finita con questa storia crudele con la quale lui continua ad essere torturato. Forse anche noi non abbiamo sentito adeguatamente l'urgenza della situazione'.
Partecipa ma soprattutto si parla 'dell'adeguatezza tecnica a quello che la Costituzione consente'.
'E' urgente, urgentissimo  sono passati circa 90 giorni senza poter far niente: e' troppo'. Il leader dei radicali spiega come sia difficile la conversazione con Welby. 'Gli si consente di dire si' o no.
Dobbiamo essere sommari. E' complesso comunicare con lui. Il dibattito che abbiamo e' molto duro, io non sono consolatorio.
Si parla come si parla tra di noi. Noi non stiamo a dare risposte consolanti'.

ALTRI COMMENTI

'Attraverso la nostra struttura, ho visto quasi dieci mila malati terminali: non abbiamo mai avuto richieste di eutanasia. A Welby dico non mi chiedere eutanasia, non mi chiedere di ucciderti, io posso aiutarti'.
Cosi' il dottor Giuseppe Casale, oncologo fondatore dell'Antea, e' intervenuto questa mattina ai microfoni di 'Viva Voce' su radio 24 sul caso Welby. Insieme a lui il professor Federico Sciarra, pneumologo che da dieci anni cura Piergiorgio e il dottor Roberto Santi della Asl 4 di Chiavari che nei giorni scorsi si era detto disponibile a staccare la spina.
'A Welby -ha detto Casale- vedendolo sofferente dal punto di vista spirituale e psicologico ho detto, se vuoi ti posso addormentare'. Per l'oncologo l'unica possibilita' e' quella di togliere 'coscienza ma soprattutto la sofferenza e poi quando sara' il momento, quando le condizioni vitali verranno meno, si stacchera' il respiratore, quando ai fini della sopravvivenza non cambia nulla'.
'Mi sento vicino a Piergiorgio -ha testimoniato Sciarra- e condivido la sua scelta'. Secondo il medico, 'Non si puo' lasciare il peso della scelta sulle spalle dei medici. E deve essere condiviso anche il supporto alle famiglie. In Italia sono molti i pazienti di questo tipo gestiti per anni dai familiari.
Ci sono pazienti che vogliono andare avanti altri no'. Roberto Santi della Asl 4 di Chiavari, che si offerto di aiutare Welby a staccare la spina ha invece sottolineato come 'l'accanimento terapeutico e' un fatto soggettivo. Non puo' una terza persona dire non ti devi sentire cosi''. Ed ha detto: 'Sono a conoscenza di casi simili a quelli di Welby, ci sono casi quotidiani, solo che la nostra ipocrisia ci porta ad accettare quello che non e' visibile, sono drammi che si consumano quotidianamente che avvengono nelle case, nelle corsie degli ospedali senza il supporto dei media e dei riflettori'.
'Tre anni fa -ha raccontato- ero pronto ad aiutare a morire mia madre affetta di Sla'. Volevano farle un'apertura nella pancia per infilare una sonda e alimentarla. 'Mi disse: 'Se mi vuoi bene mi aiuti a morire' perche' per lei quello era un attacco alla sua dignita'. Mi attrezzai aiutarla in quel senso e lei mori' quella sera stessa'. 'Eutanasia e' quando con i farmaci si interrompe la vita, ma nel momento in cui noi sospendiamo la terapia, non e' il medico che uccide il paziente, ma la malattia, che fa il suo corso'.

"Sono totalmente contrario all'eutanasia, cosi' come all'aborto, perche' la vita e' un bene supremo che va sempre difeso e tutelato". E' quanto afferma il deputato dell'Ulivo Franco Laratta, esponente della Margherita, che interviene sulla vicenda di Welby. Il parlamentare spiega, pero', "che anche un cattolico convinto non puo' non provare un profondo senso di pieta' davanti al caso drammatico di Piergiorgio Welby, che sta soffrendo pene indicibili in piena lucidita'".
Per l'esponente della Margherita "anche noi credenti davanti ad un dramma cosi' sconvolgente dobbiamo riflettere, ponendoci in un atteggiamento aperto, pur consapevoli di trovarci davanti a questioni di grandissima delicatezza. Spenti i riflettori - rileva Laratta - che hanno inopportunamente creato un caso troppo spettacolarizzato, dovremmo iniziare una profonda analisi in sede politica per cominciare a dare - conclude - qualche risposta ai casi cosi' sconvolgenti".

"Io sono contraria al concordato, ma se c'è bisogna rispettarlo. E allora un cardinale non può permettersi di dire che una legge italiana è un capriccio, né il papa può dire che Pier Giorgio Welby è un attentato alla pace".
Lo afferma la senatrice del Prc, Lidia Menapace, partecipando alla conferenza stampa di avvio della campagna tesseramenti di radicali Italiani.
"E' in corso un pericolosissimo trend - aggiunge la senatrice - questo papa vuole riprendersi l'Italia politicamente. E questo costituisce una formale violazione del concordato".

"Penso che Welby abbia diritto a non avere un accanimento terapeutico che lo tenga forzatamente in vita contro la sua volonta'".
Cosi' Dario Franceschini risponde sul caso di Piergiorgio Welby su LA7. Il capogruppo dei deputati dell'Ulivo condivide che non sia un atto di civilta' costringerlo a morire per soffocamento, ma precisa: "Servirebbe un intervento urgente per rispettare la volonta' di Welby, senza pero' aprire le porte all'eutanasia che e' una cosa sbagliata e non e' degna di un paese civile. Credo che si debba ragionare sul confine tra accanimento terapeutico ed eutanasia: questo e' il vero tema su cui serve un confronto che esca dagli schemi del passato. Trovo assurdo - conclude - che anche su questo si voglia costruire una distinzione tra laici e cattolici. Penso che la coscienza di ciascuno di noi, indipendentemente o no dall'aver fatto una scelta di fede, di fronte a queste nuove domande sui diritti e sulla vita, debba interrogarsi".

"Occorre fare in modo che ci sia il minore numero possibile di pazienti che faccia una richiesta come quella di Piergiorgio Welby. Dunque si deve accellerare su tre progetti: l'hospice, il programma sull'ospedale senza dolore e quello sull'umanizzazione dell'assitenza sanitaria con un audit civico formato da diversi esperti". Durante la presentazione alla stampa del convegno organizzato domani a Ravenna per parlare di accanimento terapeutico e terapia intensiva, l'assessore comunale alla Sanita' Gianluca Dradi fa il punto su cosa occorra fare in citta' e auspica un intervento legislativo, comunque complesso, per fare chiarezza su un tema di grande attualita'.
Intervento politico, precisa, che va pero' preceduto da un intervento della scienza "per chiarire cos'e' un malato terminale, quando c'e' accanimento terapeutico e quali terapie vanno utilizzate". In maniera tale da "affrontare a ogni livello di responsabilita' i temi correlati", dalle cure palliative agli ospedali senza dolore. L'attenzione mediatica sul caso Welby e' alta anche a Ravenna, anche se secondo Dradi, il "dibattito e' strano su un caso semplice: non si tratta di eutanasia o accanimento terapeutico perche' il mancato e cosciente consenso al trattamento e' un principio sovraordinato agli altri". E' il codice deontologico inoltre a sancire da una parte che il medico deve attenersi alla volonta' di cura del paziente; dall'altra che deve astenersi se non c'e' possibilita' di un esito positivo o di un miglioramento nella qualita' di vita del paziente.

Giorgio Albertazzi partecipera' domani, leggendo brani tratti dal libro di Welby, alla veglia, organizzata in piazza del Campidoglio a Roma, per Piergiorgio Welby.
In una dichiarzione a Radio radicale, l'attore sottolinea: " 'Partecipo con entusiasmo, anche se si tratta di una cosa di una gravita' fuori del comune, a una delle veglie che si tengono in Italia domani per e con Piergiorgio Welby. E' un tema che ha invaso il paese e il mondo intero quello di un uomo che da' il suo corpo a testimonianza di un diritto, alla vita, che vuol dire anche diritto alla morte, con una sofferenza estrema, indicibile. E' una lotta di civilta' per tutti noi. Io sono pieno di ammirazione per lui e penso che verra' un giorno in cui lo imitero'. Partecipo alla veglia con entusiasmo nella mia citta' ed invito tutti a partecipare nelle loro citta' a questa veglia".

Don Vinicio Albanesi, presidente della Comunita' di Capodarco, ha scritto a Piergiorgio Welby parole di conforto e comprensione: 'Ti siamo vicini: comprendiamo il tuo lasciarti andare, insieme ai molti che lottano, giorno dopo giorno, per una vita dignitosa'.
Nella lettera pubblicata oggi sul suo blog, il prete dice:' Ho pensato molto in questi giorni leggendo i tuoi appelli a morire, che cosa potesse dirti un credente che comprende che cosa significhi 'la prigione infame del corpo' abbiamo vissuto in comunita' -spiega Don Vinicio- molte storie simili alla tua: morti lente, inutilmente atroci, causate da malattie irreversibili'.
' Dopo aver combattuto una vita, alcuni chiedono di morire, la fatica li ha stremati.Noi li accompagniamo alla morte, impedendo che la medicina si accanisca per i pochi attimi in piu' che dice di garantire -afferma Albanesi - se la sfida a vivere ha prodotto risultati eccellenti, per esagerazione, ha negato alla morte di essere accolta nella naturalita' della vita'.

'Ogni paziente e' libero di accettare o rifiutare qualsiasi terapia, dall'antibiotico, all'intervento chirurgico, alla ventilazione meccanica. Lo sottolinea il prof. L. Gattinoni, presidente della Societa' Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI), osservando che in riferimento al caso Welby, 'sui media sono state riportate le opinioni piu' disparate. Fra queste, che l' 'eutanasia' sia pratica quotidiana nelle Rianimazioni'.
Gattinoni intende 'ribadire quanto espresso nelle Linee Guida della Societa' Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva, in accordo con la nostra legislazione e con tutti i documenti internazionali'. Il primo punto fermo e' appunto la liberta' del paziente di accettare o rifiutare ogni tipo di intervento.
Secondo: 'non iniziare o sospendere una terapia gia' iniziata sono due azioni equivalenti sul piano morale. Chiunque rifiuti una terapia gia' in atto ne ha il pieno diritto'.
'In Rianimazione, specialita' dedicata alla vita - sottolinea il prof. Gattinoni -, il rischio non e' certo l'eutanasia, atto che deliberatamente la toglie, ma piuttosto l'accanimento terapeutico, atto che inutilmente prolunga l'agonia, con l'uso di tecnologie complesse'. 'L'uso inappropriato delle parole eutanasia, accanimento terapeutico, sospensione della cura, genera solo incertezza e confusione.
Piu' che una legge - conclude Gattinoni - e' necessario un uso corretto dei concetti e delle parole.

A Natale silenzio stampa sul caso Welby. Lo chiede oggi l'Associazione Giuseppe Dossetti, ribadendo la sua contrarieta' a ogni forma passiva e attiva di eutanasia, in occasione dell'anniversario della morte di Don Giuseppe Dossetti, fondatore della Carta costituzionale.
'Chiediamo - dice il responsabile dell'Osservatorio di tutela civica dell'associazione, Corrado Stillo - che nell'imminenza delle festivita' natalizie i mass media concedano una pausa di riflessione e silenzio a Piergiorgio Welby e alla sua famiglia. Le foto del suo dolore sono diffuse da tanto tempo con dovizia di particolari su giornali, riviste, televisioni e su tutto quanto possa servire a diffondere il suo dramma umano e civile. Ora che la sua persona e' diventata oggetto non solo di discussioni tra cittadini, ma anche di dibattiti politici, di strumentalizzazioni pro o contro l'eutanasia, di decisioni di organi della magistratura, di pronunciamenti di comitati etici, di dichiarazioni di esperti o pseudo esperti, chiediamo - incalza - nel giorno della ricorrenza della morte di Don Giuseppe Dossetti, che quest'uomo sia rispettato, nella sua dignita' di persona che sulla sua pelle vive le sofferenze della malattia', conclude Stillo.

'Voglio manifestare tutta la mia solidarieta' umana a Piergiorgio Welby e sottolineare l'importanza della sua protesta che costringe tutti, istituzioni e gente comune, a riflettere e affrontare finalmente sul serio il problema'. Lo afferma Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte.
'Non parliamo di eutanasia. E' fondamentale, a mio parere, riconoscere il diritto a poter scegliere le cure e quindi anche a rifiutarle nei casi in cui la persona, pur lucida e presente mentalmente, non abbia giovamento e neppure speranze di guarigione, ma - conclude Bresso - ulteriore sofferenza'.
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