Mercoledì 10 giugno 2026
Menu

Italia. San Patrignano: molti dubbi e contrarieta' per il test antidroga nelle scuole

Notizia ·

Per approfondimenti:

sul meeting internazionale Rainbow di San Patrignano


Test antidroga nelle scuole? "I controlli possono essere utili, pero' non li abbiamo studiati, non intendiamo pronunciarci prima di avere studiato il problema, in particolare insieme ad altri tre Paesi, verificando anche altre esperienze e, soprattutto, verificando quella delle Nazioni Unite che ha presentato questa proposta". Cosi' il ministro dell'Istruzione Letizia Moratti, in una conferenza stampa a San Patrignano durante il convegno Rainbow, ha risposto a una domanda sulla proposta di introdurre test antidroga avanzata ieri sempre a San Patrignano da Antonio Costa, direttore dell'Undcp.
"Abbiamo appreso ieri dal dottor Costa che c'e' questa iniziativa di studio presso le Nazioni Unite -ha spiegato il ministro- il Governo, noi, riteniamo che la funzione primaria della scuola sia quella educatrice e che tutto ruoti attorno a questa missione che, tra l'altro, deve rafforzarsi". Letizia Moratti ha sottolineato come negli ultimi periodi la scuola sia stata "sbilanciata verso la trasmissione del sapere piuttosto che rivolta all'equilibrio tra sapere, saper essere, saper fare. Quindi una scuola che recuperi fortemente la propria missione educatrice: questo per noi e' il tema fondamentale e da questo naturalmente derivano poi delle iniziative come quella che stiamo presentando oggi (un progetto per sostenere la crescita intellettuale e personale dei giovani ndr) e che vanno nella direzione di una scuola che aiuti lo sviluppo culturale e psicologico dei ragazzi rafforzandoli come persone. Questo e' il nostro obiettivo principale. Poi siamo aperti anche a studiare altre opportunita'".

Non e' d'accordo il ministro della Salute, Girolamo Sirchia
"Non credo che questa sia la strada da percorrere anche perche' ci sarebbero problemi di accettabilita' e difficolta' organizzative. La strada e' quella di usare le scuole per spiegare bene ai ragazzi i pericoli della dipendenza. I termini reali del problema consistono nel fatto che dipendere da qualcosa che puo' essere la droga, l'alcool, il tabacco oppure il gioco o a volte anche il cibo, e' un meccanismo patologico che va combattuto. Questo e' il messaggio che credo si debba dare nelle scuole". La tossicodipendenza o piu' in genere la dipendenza, "non e' un vezzo, ne' una liberta', ne' un atteggiamento pseudoliberale. Si deve solo dire che la dipendenza e' di per se stessa una patologia che va combattuta".

Per Franco Corleone e' una proposta demenziale.
Un proposta 'allucinante' e 'demenziale': lo ha detto il presidente del Forum Droghe.
"Il meeting annuale di S. Patrignano non ha detto nulla di nuovo sul piano dei contenuti scientifici sulla questione delle droghe, se non confermare che i giovani sono piu' intelligenti degli adulti e dei proibizionisti. L'unica novita' e' che si e' confermata la teoria che non c'e' limite al peggio. Infatti pensavamo che con Arlacchi avevamo toccato il fondo, invece il suo sostituto, il cattofamilista Costa ha fatto una dichiarazione davvero allucinante, quella di sottoporre, bonta' sua non in maniera obbligatoria ma su richiesta della famiglia e quindi semiobbligatoria, tutti gli studenti ad un test sulla saliva, sul sudore e sui capelli. E' una misura che produrrebbe danni devastanti, come e' subito stato rilevato non solo per il rischio di stigmatizzazione ed emarginazione, ma addirittura per il rischio di suicidio che adolescenti potrebbero mettere in atto. C'e' una spiegazione per questa demenziale proposta, e cioe' che il direttore abbia abusato del vino che S.Patrignano produce, in perfetta coerenza con la sua politica sulle sostanze che danno dipendenza. Sarebbe stata utile una prova palloncino immediatamente dopo l'esternazione".

"La proposta serve solo a tentare di reprimere, senza nessuna prevenzione". Lo ha dichiarato il senatore Fiorello Cortiana (Verdi) della commissione scuola e cultura. "Forse prima che nelle scuole il test andrebbe fatto in certi ministeri. Proposte come quelle di Costa servono solo ad aumentare l'emarginazione dei ragazzi che fanno uso di sostanze, non certo all'integrazione e ad aiutare chi della droga e' una vittima".
"Lede profondamente la dignita' degli studenti, instaurando un inaccettabile clima di paura". Lo dichiara l'Unione degli Studenti. "Crediamo che le istituzioni dovrebbero capire che esiste un consumo consapevole di droghe leggere che non puo' essere combattuto, l'assunzione di droghe leggere va considerata un aspetto normale della vita di un giovane, cosi' come bere birra o fumare sigarette".

ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →