Italia. A San Patrignano presentati prodotti alimentari da coltivazioni alternative colombiane
Prodotti di pace contro la coltivazione della coca in Colombia: sono stati presentati nella comunita' di San Patrignano in occasione della seconda giornata della rassegna enogastronomica 'Squisito'. Hanno parlato delle esperienze in atto in Colombia Sandro Calvani, responsabile Onu Oficina contra la Droga y Delito in Colombia, e Victor Cordero, responsabile della Rete Campesina Ecolsierra-Santa Marta in Colombia, che raggruppa oltre 850 famiglie (in Colombia di queste reti ne sono presenti 63. E' intervenuto anche il responsabile della Comunita' di San Patrignano, Andrea Muccioli."Lo sviluppo alternativo alle coltivazioni di coca (che sono oggi estese in Colombia per circa 80.000 ettari) attraverso la produzione di caffe', cacao, cuore di palma, miele ed altri prodotti -ha detto Calvani- e' possibile, come lo dimostrano le reti di campesinos che hanno deciso di cambiare strada, ma c' e' poco sostegno a questi progetti da parte della comunita' internazionale. Basterebbero infatti 100 milioni di euro all' anno (per un anno o due) per sostituire ed eliminare le attuali coltivazioni di coca presenti in Colombia con produzioni agricole alternative".
Noi -ha aggiunto Calvani- "dobbiamo sostituire 80mila ettari oggi adibiti in Colombia alla coltivazione di coca. E, per fare un esempio, per riconvertire questa produzione a caffe' c'e' bisogno ogni anno di vendere sei milioni di chili di caffe' che, in pacchi da mezzo chilo, sono 12 milioni di confezioni. Questo vuol dire che sarebbe sufficiente che ogni famiglia italiana (ne sono presenti 12 milioni in base all'attuale censimento) comprasse all'anno mezzo chilo di caffe' colombiano per ottenere questo risultato". Nei nostri programmi -ha aggiunto Calvani- "entriamo in competizione con i venditori di cocaina e l'attivita', visto il clima di violenza che accompagna il narcotraffico, non e' certo agevole. Ma constatiamo come sono in continua crescita le famiglie di campesinos che si dimostrano interessate a cambiare coltivazione. E poi non va dimenticato che il narcotraffico, con i suoi enormi profitti, finanzia il terrorismo internazionale. L'azione che stiamo portando avanti non e' solo una semplice sostituzione di tipi di produzione ma di modello di vita: da una situazione fondata sulla violenza ad una situazione pacifica". "Comperando questo prodotto -si legge infatti nelle confezioni di questi prodotti- si contribuisce alla eliminazione delle coltivazioni illecite".
"Quello che stiamo facendo -ha aggiunto Victor Cordero- e' la dimostrazione che e' possibile un cambiamento: dalla violenza ad una pacifica vita produttiva. E, grazie a questi progetti sostenuti dall'Onu, siamo passati ad una economia sana". Per Andrea Muccioli "e' davvero grave assistere in Europa, davanti a questi significativi e concreti progetti per eliminare alla radice il problema della produzione di droga, a continui tentativi di sdoganamento del consumo delle sostanze stupefacenti".
"Attualmente -ha concluso Calvani- questi prodotti di pace colombiani (che sono venduti per la gran parte in Colombia) non sono commercializzati in Italia. Contatti sono in corso con il gruppo Coop".
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