Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Un San Valentino antiproibizionista

Notizia ·
Una manifestazione nazionale per dire no al disegno di legge del vicepremier Fini sulle droghe e alla politica di "repressione" e di "tolleranza zero" del governo, e' stata indetta per il prossimo 14 febbraio a Roma da un cartello composto da decine di associazioni, centri sociali, operatori sociali e partiti di sinistra.
La decisione e' scaturita al termine dell'assemblea tenutasi al centro sociale Forte Prenestino di Roma(clicca qui). La manifestazione sara' preceduta da altre due iniziative: due giornate di mobilitazione locale in tutta Italia, il 15 e 16 gennaio, e un'assemblea nazionale in programma sempre a Roma il 18 gennaio.
"E' ora di attivarsi per dire no al disegno di legge sulle droghe -affermano i firmatari del documento- un'orchestrazione repressiva che mette in discussione la facolta' di ogni individuo ad autodeterminare la propria esistenza e rappresenta un ulteriore strumento attraverso cui si spiana la strada alla frenetica maratona repressiva attuata da questo Governo".
Secondo gli organizzatori della manifestazione, dietro la legge si cela una "piu' generale volonta' di vietare e punire, prima ancora del consumo, il comportamento e lo stile di vita di una cospicua parte della popolazione". La criminalizzazione del consumatore e la messa in discussione della sua liberta' di scelta, ma anche di cura, proseguono, "calpesta il referendum del '93 che gia' dieci anni fa aveva sancito la non punibilita' del consumo".
Critiche anche sulla possibilita' di eliminare la distinzione tra droghe pesanti e droghe leggere, perche' "getta in un unico calderone tutte le sostanze, alimentando la propaganda terroristica della tolleranza zero". Un'eventuale approvazione del ddl, sostengono ancora associazioni, centri sociali, operatori sociali e partiti di sinistra "umilierebbe e mortificherebbe il lavoro e l'esperienza di persone come gli operatori del Sert e delle unita' di strada", "favorirebbe il mercato nero" e aumenterebbe la popolazione carceraria, gia' per il 40% composta da detenuti per reati di droga, "perche' sarebbero inasprite le vessatorie sanzioni amministrative che limitano le liberta' personali".
Alla manifestazione hanno gia' aderito, tra gli altri, i Ds di Roma, Prc e Verdi, Cgil, la federazione romana di Pdci, Arci, Lila, Cooperativa Parsec, Movimento di massa antiproibizionista, Disobbedienti, Action e decine di centri sociali in tutta Italia.

Non si e' fatto attendere il commento del senatore di Alleanza nazionale Michele Bonatesta: "il prossimo 14 febbraio scende in piazza il partito dello Sballo cosi' le famiglie italiane, anche e soprattutto quelle che hanno sperimentato sulla propria pelle la tragedia di un figlio tossicodipendente, potranno guardare in faccia uno ad uno i fautori della liceita' dell'uso degli stupefacenti, i sostenitori del diritto a drogarsi, i rappresentanti di quella cultura dell'accettazione della droga e della convivenza con essa che va stroncata se si vogliono avere possibilita' effettive di sconfiggere la tossicodipendenza".
Se il fronte antiproibizionista di sinistra scende in piazza contro il ddl Fini, aggiunge Bonatesta, "vuol dire che il provvedimento presentato dal vicepremier va nella direzione giusta. Questa manifestazione conferma e avvalora la giustezza di quel ddl, che non vuole mettere in galera i drogati, come la propaganda mistificatrice dei soliti noti vorrebbe far credere, ma evitare che i nostri figli entrino nella galera della droga ed aiutare chi vi e' entrato ad evadere".
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