Italia. Sardegna. Caligaris (Rnp): subito una banca del cordone ombelicale
L'istituzione in Sardegna di un Centro per il prelievo, la conservazione ed il trapianto di cellule staminali proveniente dalla donazione di sangue da cordone ombelicale e' stata chiesta dal consigliere regionale socialista della Rosa nel Pugno Maria Grazia Caligaris in una interrogazione all'Assessore della Sanita'.
Nell'isola, infatti, non e' operativa una struttura pubblica di conservazione di sangue placentare -ha sottolineato Caligaris- e l'unica alternativa e' la donazione ad un Centro autorizzato al di fuori del territorio regionale. Il prelievo e la conservazione di sangue placentare vengono effettuati, secondo la normativa di legge, nell'interesse del neonato o di un consanguineo per la cura di gravi malattie.
Caligaris ha chiesto anche all'Assessore l'invio di una circolare esplicativa ai dirigenti delle Aziende Sanitarie Locali e delle strutture ospedaliere per eliminare dubbi e difficolta' che impediscono di fatto la donazione di sangue placentare autologo prevista dalla Ordinanza ministeriale del 13 aprile 2006, che ha validita' sino al 9 maggio 2007. Il Ministero della Salute consente la conservazione di sangue da cordone per uso autologo in strutture pubbliche previa la presentazione di una motivata documentazione clinico-sanitaria e non comporta oneri a carico del donatore. Autorizza quindi "l'esportazione di campioni di sangue placentare autologo" su richiesta alla Direzione generale della prevenzione sanitaria da parte di soggetti che non potendo fare ricorso a strutture pubbliche, decidano di conservarli a proprie spese in banche private operanti all'estero.
Dopo aver rilevato "con preoccupazione che nelle strutture sanitarie pubbliche isolane vengono frapposti ostacoli ai prelievi di sangue del cordone ombelicale ed alla formazione del personale per l'attivita' trasfusionale", il consigliere della Rosa nel Pugno ha sottolineato che "la donazione e la conservazione di sangue placentare, anche in apposite banche, estere a spese dei richiedenti e' un diritto fondamentale di ogni cittadino e pertanto non puo' essere in alcun modo impedito".
Nell'isola, infatti, non e' operativa una struttura pubblica di conservazione di sangue placentare -ha sottolineato Caligaris- e l'unica alternativa e' la donazione ad un Centro autorizzato al di fuori del territorio regionale. Il prelievo e la conservazione di sangue placentare vengono effettuati, secondo la normativa di legge, nell'interesse del neonato o di un consanguineo per la cura di gravi malattie.
Caligaris ha chiesto anche all'Assessore l'invio di una circolare esplicativa ai dirigenti delle Aziende Sanitarie Locali e delle strutture ospedaliere per eliminare dubbi e difficolta' che impediscono di fatto la donazione di sangue placentare autologo prevista dalla Ordinanza ministeriale del 13 aprile 2006, che ha validita' sino al 9 maggio 2007. Il Ministero della Salute consente la conservazione di sangue da cordone per uso autologo in strutture pubbliche previa la presentazione di una motivata documentazione clinico-sanitaria e non comporta oneri a carico del donatore. Autorizza quindi "l'esportazione di campioni di sangue placentare autologo" su richiesta alla Direzione generale della prevenzione sanitaria da parte di soggetti che non potendo fare ricorso a strutture pubbliche, decidano di conservarli a proprie spese in banche private operanti all'estero.
Dopo aver rilevato "con preoccupazione che nelle strutture sanitarie pubbliche isolane vengono frapposti ostacoli ai prelievi di sangue del cordone ombelicale ed alla formazione del personale per l'attivita' trasfusionale", il consigliere della Rosa nel Pugno ha sottolineato che "la donazione e la conservazione di sangue placentare, anche in apposite banche, estere a spese dei richiedenti e' un diritto fondamentale di ogni cittadino e pertanto non puo' essere in alcun modo impedito".
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