Italia. Sardegna: delibera per migliorare l'assistenza per la tossicodipendenza
Le comunita' sarde per il recupero dei tossicodipendenti faranno presto un salto di qualita', migliorando gli standard di assistenza, adeguando le strutture e offrendo nuove possibilita' a tanti pazienti che ora per farsi curare sono costretti a lasciare la Sardegna. Lo prevede la delibera che determina i requisiti minimi per l'autorizzazione al funzionamento e per l'accreditamento delle comunita', presentata dall'assessore regionale della Sanita' Nerina Dirindin e approvata dalla Giunta Soru nella sua seduta di ieri.La delibera recepisce l'atto d'intesa Stato-Regioni firmato nel 1999 e adottato da appena cinque regioni (Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna, Marche e Veneto). Si tratta di un documento che istituisce nuove tipologie di comunita', fissa criteri di accesso e prestazioni, riorganizza il sistema tariffario e avvia una piu' generale riqualificazione del settore. "Finalmente -commenta l'assessore Dirindin- chi lavora in questo settore vedra' riconosciuta la sua professionalita' ma al tempo stesso si impegnera' per garantire una maggiore attenzione ai nuovi tipi di dipendenza".
Tra le novita', quella che le comunita' sarde potranno accogliere e curare pazienti con doppia diagnosi (cioe' con un disagio psichico legato a quello piu' specifico della dipendenza), cosi' come nasceranno strutture in grado di accogliere donne tossicodipendenti insieme ai loro figli. In Sardegna esistono solo comunita' di tipo terapeutico-riabilitativo e pedagogico-riabilitativo, che accolgono pazienti che accettano di aderire ad un programma personalizzato non superiore a 18 mesi (che possono diventare 24 o 30, d'accordo con il Sert). Verra' istituito un gruppo di lavoro che dovra' preparare un Programma regionale di contrasto delle dipendenze patologiche, mentre la Regione valutera' i risultati ottenuti dalle comunita'.
Grazie ad un maggiore apporto di professionalita', sostenuto da un sistema tariffario piu' adeguato, le comunita' verranno dunque ripensate anche in funzione delle "nuove dipendenze". Con questa delibera, frutto di un confronto con il Coordinamento delle comunita' terapeutiche isolane, la Sardegna si propone di diventare una delle regioni all'avanguardia nella cura delle tossicodipendenze. In Sardegna la rete dei servizi di contrasto delle tossicodipendenze e' costituita da 14 Sert, di cui almeno uno operativo in ciascuna Asl, 17 Comunita' terapeutiche (con un'offerta di residenzialita' di 464 posti), di cui 12 strutture terapeutico-riabilitative, 3 strutture pedagogico-riabilitative, una struttura residenziale per persone dipendenti da alcol e una struttura di pronta accoglienza.
Nel 2004 i pazienti in trattamento nei Sert sono stati circa 5.000. Nelle comunita' sono state accolte 732 persone, mentre 298 sardi hanno scelto una comunita' fuori dall'isola. Nel 2004 la Regione ha riconosciuto alle comunita' 3 milioni 148 mila euro, mentre per i sardi curati fuori dall'isola la spesa e' stata di poco piu' di due milioni di euro. Sempre nel 2004, nell'isola sono state registrate queste linee di tendenza: l'aumento del numero di inserimenti nelle comunita' terapeutiche (con un incremento pari al 6,7% rispetto al 2003 e al 7,9% rispetto al 2002); la riduzione (pari al 12,6% rispetto al 2003 e al 6,2% rispetto al 2002) del numero di pazienti in trattamento presso i Sert; l'aumento delle persone che utilizzano sostanze di abuso e che non fanno alcun riferimento al sistema dei servizi per le tossicodipendenze pubblico e di privato sociale.
In termini generali, la rete delle strutture di contrasto risponde in modo adeguato alle esigenze d'intervento e presenta affidabili livelli qualitativi. Tuttavia, a fronte dell'aumento nella variabilita' delle tipologie di dipendenza, non si e' osservata una diversificazione adeguata delle risposte. Con la delibera approvata dalla Giunta, l'assessorato intende dare un ulteriore impulso verso un sistema maggiormente integrato, che presenta una maggiore articolazione delle figure professionali coinvolte nel processo di cura, diversificando le modalita' di risposta.
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