Italia. Sciabolatore della Guardia di Finanza positivo alla cannabis
Si scusa per 'l'inqualificabile comportamento tenuto in quella maledetta serata di inizio estate'. La definisce 'una cretinata' e non cerca giustificazioni ne' chiede controanalisi. Ma nella lettera inviata al presidente del Coni Gianni Petrucci, Marco Ciari, sciabolatore livornese risultato positivo alla cannabis, tiene a sottolineare 'che l'assunzione di sostanza proibita e' stata fatta solo per uno stupido e ingiustificabile momento di 'leggerezza' con gli amici; mai e poi mai c'e' stata intenzione da parte mia di aumentare le prestazioni psico-fisiche allo scopo di compiere una frode sportiva'. Ciari si rammarica per aver tradito la fiducia dei genitori, del Coni, della Fis, del suo gruppo sportivo delle Fiamme Gialle, di dirigenti, maestri e compagni di squadra. 'Vorrei poter tornare indietro, poter cancellare quel momento di follia, vorrei non aver mai tradito la scherma: uno sport pulito, trasparente ed esaltante, dove tutto si basa sul sano agonismo e sul rispetto dell'avversario, cosa, per altro che non e' mai mancata da parte mia'. 'Mi pento e mi pentiro' amaramente di quella sciocchezza ma, vi prego, non mi considerate un 'dopato' o un 'drogato', casomai un cretino che per gli eccessi di una serata rischia di buttare in fumo dieci anni di lavoro ed una futura possibile carriera sportiva piena di soddisfazioni. Sara' dura stare lontano dai campi di gara, pero' sono pronto ad espiare la mia colpa; sono strapentito per quanto ho commesso ed in particolare per il danno di immagine che ho provocato al Coni, alla scherma italiana ed al Gruppo Sportivo Fiamme Gialle e, soprattutto, per il dolore che ho causato alla mia mamma ed al mio babbo'.ADUC è indipendente
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