Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Gli scienziati protestano in Parlamento

U.E. - ITALIA
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Una delegazione e' stata ricevuta a Palazzo Madama, come avevano chiesto gli scienziati dopo l'assemblea sulla ricerca del 10 settembre. I ricercatori, capeggiati da Rino Falcone del Cnr, hanno illustrato con preoccupazione le conseguenze per la ricerca italiana dei tagli previsti sul fondo gia' per il 2002, ulteriormente aggravati nella finanziaria 2003. Grafici alla mano, hanno mostrato ai senatori come le quote di stanziamento si stiano assottigliando sempre di piu', e come il "congelamento" del 10% del fondo prefigurato dal decreto del Governo rischia di costringere gli enti a barcamenarsi a malapena con le spese "ordinarie" (stipendi e strutture). Anziche' crescere come scritto nelle "Linee guida" dello scorso aprile, anche per il 2003, le spese per la ricerca previste in finanziaria sono inferiori a quelle dell'anno in corso. Il presidente della Camera, on. Gianfranco Casini, ha cosi' dichiarato: "c'e' un grido di allarme generalizzato relativo al finanziamento italiano per la ricerca, inaccettabile rispetto agli investimenti fatti negli altri Paesi dell'Unione europea". Mentre il presidente della Commissione Istruzione Pubblica e Beni Culturali del Senato, sen. Franco Asciutti: "sono tematiche importanti su cui chiameremo ad esprimersi il ministro Moratti". Nei corridoi del Senato il gruppo ha incontrato, per caso, anche il viceministro con delega alla Ricerca, Guido Possa. A lui hanno chiesto un maggior impegno del ministero per garantire gli aumenti promessi e l'esenzione degli enti di ricerca dal blocco delle assunzioni. "I ricercatori italiani sono gia' i piu' vecchi d'Europa", dice Flaminia Sacca', segretaria dell'Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani. E sono riusciti a strappargli una promessa: un incontro al ministero su questi temi per i primi di novembre.
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