Italia. Sciopero della fame per il figlio detenuto in India
Giovanni Falcone, di Rotondella (Matera) - padre di Angelo, detenuto in India dal 9 marzo 2007 insieme a Simone Nobili, di Piacenza, con l'accusa di detenzione di 18 chilogrammi di droga - ha deciso 'di continuare lo sciopero della fame cominciato lo scorso 3 giugno e 'di averlo comunicato al Presidente della Repubblica'.
Falcone ha spiegato 'di essere stato contattato dall'on. Zamparutti Elisabetta (radicale eletta nel Pd), la quale mi informava che il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, le ha riferito della impossibilita' di riceverci. Lo stesso Frattini - ha aggiunto Falcone - pero' ha dato disposizioni affinche' il nostro ambasciatore a Delhi facesse i passi opportuni sul problema dei contatti telefonici con Angelo, a noi negati, e che a breve lui personalmente si sarebbe occupato della questione'.
'Continuero' lo sciopero della fame - ha concluso Falcone - fino a quando non saro' chiamato a rappresentare nelle sedi opportune tutta la problematica di Angelo e piu' in generale degli italiani detenuti all'estero: chiedo che il Presidente della Repubblica mi riceva per offrirmi la possibilita' di potergli illustrare la vicenda di Angelo e di tutti gli altri detenuti all'estero privi da sempre delle garanzie previste'.
Falcone ha spiegato 'di essere stato contattato dall'on. Zamparutti Elisabetta (radicale eletta nel Pd), la quale mi informava che il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, le ha riferito della impossibilita' di riceverci. Lo stesso Frattini - ha aggiunto Falcone - pero' ha dato disposizioni affinche' il nostro ambasciatore a Delhi facesse i passi opportuni sul problema dei contatti telefonici con Angelo, a noi negati, e che a breve lui personalmente si sarebbe occupato della questione'.
'Continuero' lo sciopero della fame - ha concluso Falcone - fino a quando non saro' chiamato a rappresentare nelle sedi opportune tutta la problematica di Angelo e piu' in generale degli italiani detenuti all'estero: chiedo che il Presidente della Repubblica mi riceva per offrirmi la possibilita' di potergli illustrare la vicenda di Angelo e di tutti gli altri detenuti all'estero privi da sempre delle garanzie previste'.
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