Italia. Scontro fra i poli sulla Bossi-Fini
LA CDL DIFENDE LA BOSSI-FINI
'Siamo il ventre molle dell'Europa, dobbiamo prendere esempio da Zapatero'. L'ha detto l'altro ieri al Giornale l'ex ministro leghista Roberto Maroni, lo ripete Fabrizio Cicchitto (Fi) chiedendo al governo Prodi di seguire la 'linea durissima' del primo ministro spagnolo, 'il piu' significativo beniamino della sinistra'. E a proposito delle polemiche sulla legge Bossi-Fini - scrive IL GIORNALE - il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi attacca l'esecutivo: 'Troppe posizioni demagogiche e irresponsabili'. Poi apre al dialogo: 'Siamo disposti a confrontarci anche sulla legge sull'immigrazione'. Il dibattito sui clandestini continua ad animare le stanze della Casa delle liberta' che conferma, comunque, una coesione d'intenti sul percorso da seguire. Per il centrodestra la 'durezza' del premier spagnolo applicata al Belpaese si traduce in tre concetti fondamentali: 'L'applicazione sino in fondo della Bossi-Fini', lo stop ai viaggi della speranza 'alimentati dal mito della cittadinanza facile' e il rafforzamento delle frontiere per scoraggiare le partenze. 'Anche con l'uso della forza', sostiene il leghista Roberto Calderoli. A fare da collante ai tre punti - come per le missioni militari, cosi' per l'immigrazione - il Polo propone un confronto con la maggioranza. 'Dialoghiamo sulla Bossi-Fini', propone Bondi, 'anche perche' non intendiamo strumentalizzare una questione cosi' delicata e drammatica'. Il coordinatore degli azzurri ha colto al volo le aperture di questi giorni del vicepresidente della Commissione europea, Franco Frattini, e dell'ex ministro dell'Interno, Beppe Pisanu. Il primo (convinto che il dimezzamento dei tempi per la concessione della cittadinanza italiana stia 'incentivando l'arrivo dei clandestini'), ha difeso il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, riconoscendogli il merito di aver 'saputo applicare una politica di equilibrio tra il rispetto della legalita' e della solidarieta". Pisanu ha invece auspicato un aggiornamento della Bossi-Fini. 'L'immigrazione clandestina via mare, pero', non ha nulla a che fare con questa legge - ha spiegato ai microfoni di Radio24 - che semmai ha adottato misure di rigore che scoraggiano i viaggi della speranza. Il problema va risolto prima e non dopo lo sbarco'".
"Sulla stessa linea di Frattini - si legge sul GIORNALE - c'e' il presidente dei senatori di An, Altero Matteoli. 'Auspico che i ministri piu' responsabili dell'Unione come Amato alzino la voce nella maggioranza e assumano iniziative forti per fronteggiare la situazione insieme all'Ue. Addebitare la colpa della morte dei clandestini alla Bossi-Fini', sottolinea Matteoli 'e' davvero surreale. La sinistra sta soltanto tentando di mascherare i danni causati dal disegno di legge sulla cittadinanza, presentata come una sorta di paradiso per chi vuole lasciare i Paesi del sud del mondo'. Da Alleanza nazionale arrivano anche le voci di Italo Bocchino, Adolfo Urso e Maurizio Gasparri sulla 'bonta' della Bossi-Fini'. 'Ho presentato un disegno di legge - dice quest'ultimo - per chiedere sanzioni piu' pesanti per gli ingressi clandestini da considerarsi come reato penale. La Bossi-Fini deve restare e deve avere norme ancora piu' severe'. L'ex ministro Carlo Giovanardi (Udc) si appella alle 'componenti piu' responsabili' della maggioranza. 'Sconfessate gli esponenti della sinistra antagonista - precisa -: stanno gettando benzina sul fuoco del problema dell'immigrazione clandestina'. Gianfranco Rotondi (Dc) loda l'impianto della Bossi-Fini e rilancia: 'L'ho votata perche' e' una buona legge, seppur migliorabile. È opportuno che i Poli cerchino una mediazione e un confronto sereno - conclude - altrimenti non se ne esce piu" Oltre che sugli sbarchi, il dibattito s'infiamma sul problema delle partenze. E quindi sulla ripresa della collaborazione con il governo di Tripoli. Pisanu chiede di 'riallacciare i rapporti con la Libia: dobbiamo aiutarla a tutelare le sue frontiere e ricercare la collaborazione dell'Europa che a parole c'e' e nei fatti meno'. Anche Rotondi invoca l'intervento dell'Ue. 'La comunita' internazionale deve costringere Gheddafi a bloccare le partenze - precisa il leader Dc - e non a usarle come strumento di ricatto nei confronti dell'Italia'. Ma dalla Lega arriva la secca chiusura di Calderoli. 'Nessun accordo con Gheddafi, e' un dittatore - accusa il vicepresidente del Senato - e non possiamo continuare a cedere ai suoi "icatti'".
PRODI: IL GOVERNO VA AVANTI
"La linea del governo non cambia: il canale di dialogo con la Libia resta aperto, ma dovra' essere l'Unione Europea a farsi carico dell'emergenza - lo scriver il CORRIERE DELLA SERA -. Romano Prodi lo dice in maniera chiara: 'Deve essere costruita una cooperazione nel lungo periodo e deve essere anche di carattere europeo come chiede la Libia, per fare in modo che i clandestini vengano fermati prima di entrare nel suo territorio'. L'accusa di mancata collaborazione, rilanciata ieri dal ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, non e' piaciuta alle autorita' di Tripoli che gia' in mattinata avevano espresso il proprio disappunto. Nulla di ufficiale, ma non e' un caso che prima il Viminale e poi lo stesso premier abbiano dovuto ribadire che 'i contatti non si sono interrotti'. Il rischio altissimo e' che un inasprimento delle relazioni diplomatiche possa far aumentare le partenze e dunque gli sbarchi sulle nostre coste. Nel pomeriggio il ministero dell'Interno diffonde dunque un comunicato per spiegare che 'la strategia e' quella di rafforzare, non di interrompere, il dialogo con la Libia sulla gestione dei flussi migratori'. Poche ore dopo e' il presidente del Consiglio ad affermare: 'I contatti sono frequenti e la Libia coopera. Questo e' importantissimo. Lavoriamo per una cooperazione con tutti i Paesi dai quali provengono gli immigrati, altrimenti la gente continua ad arrivare e il dramma e' compiuto'. Nessun negoziato diretto tra Italia e Libia sara' pero' avviato".
"A ribadirlo e' il ministro Bianchi, volato a Lampedusa per verificare a nome del governo le misure di accoglienza dei clandestini sopravvissuti agli ultimi naufragi - prosegue il quotidiano di via Solferino -. Quando arriva sull'isola un altro salvataggio e' in corso, altri stranieri sbarcano stremati. Arrivano dalla Libia come tutti quelli che li hanno preceduti, come tutti quelli che non ce l'hanno fatta. 'Su un terreno che vede folle di disperati buttati in mare su vere e proprie carrette - dichiara - non c'e' alcuna trattativa possibile'. Si impegna invece a fronteggiare l'emergenza con uno stanziamento di 10 milioni di euro per potenziare il dispositivo di controllo. Proprio di questo, e in particolare dei pattugliamenti a ridosso delle coste africane per impedire che le carrette del mare arrivino in acque internazionali dove e' impossibile il respingimento senza rischiare altre tragedie, si parlera' durante il vertice a tre - Italia, Malta e Libia - previsto per i prossimi giorni. In attesa di una soluzione che tenti di arginare gli sbarchi continui, il dibattito politico rimane aperto anche sulle modifiche, ritenute 'urgenti' da tutti i partiti della maggioranza, alla legge Bossi-Fini".
"'Cambiamenti radicali', questo e' l'accordo, che dovranno essere approvati dal Parlamento prima possibile - conclude il CORRIERE -. Il nodo da sciogliere rimane quello dei Cpt che la sinistra radicale vorrebbe chiudere, mentre l'ala moderata della coalizione mira a 'ristrutturare in modo da garantire condizioni di vivibilita' per chi arriva nel nostro Paese e deve essere accolto'. Una posizione duramente criticata dall'opposizione. Mentre la Lega e' tornata a invocare 'l'uso della forza prevista dalla Bossi-Fini proprio per impedire nuovi sbarchi', Forza Italia accusa il governo di portare avanti una 'politica delirante e demagogica'. Piu' moderata appare invece la posizione dell'ex ministro Giuseppe Pisanu che l'emergenza clandestini l'ha gestita piu' volte e adesso afferma: 'La normativa in vigore puo' essere migliorata, ma indispensabile e' trovare il modo di impedire alle carrette del mare di salpare'".
ALTRE REAZIONI
"E' il problema del millennio e non a caso Kofi Annan ha messo l'Africa al centro della sua azione. Davanti ai barconi che si rovesciano e a queste vite disperate, il nostro dibattito di accende sui punti e le virgole di una legge. Ma non e' con una legge che si padroneggia il fenomeno". Lo ha dichiarato Vittorio Craxi, sottosegretario agli Esteri, in un'intervista a "Il Mattino". "Il nostro - ha aggiunto - non e' un approdo, ma un Paese di passaggio".
"Non c'e' - ha proseguito - una correlazione tra l'andamento dei nostri rapporti con la Libia e questa ondata migratoria che e' molto forte". "Il problema e' colpire alla radice il fenomeno - ha continuato - Questo flusso che si dirige verso Lampedusa proviene dalla Libia da un corridoio molto vulnerabile che dall'Africa subsahariana scende fino alla costa. E' un problema degli stessi libici riuscire a fronteggiarlo".
La soluzione, secondo Craxi, sta nello stringere "accordi molto forti con i paesi rivieraschi". "La prossima conferenza sull'emigrazione nel Mediterraneo si terra' a Tripoli e questa sara' una delle proposte che faremo al governo libico. E' - ha concluso - un problema di controllo dei confini con i paesi piu' disperati del mondo"
"Io parto dall'applicazione dell'accordo dell'Unione. Occorre il superamento della Bossi-Fini, legge che non risolve i problemi dell'immigrazione. Ma i tasselli sono tanti, a cominciare dal programma di integrazione che accompagna la richiesta di cittadinanza". Lo dichiara Paolo Ferrero, ministro per la Solidarieta' sociale, in un'intervista a 'Il Messaggero'.
"Gli immigrati clandestini sono venuti anche con il governo Berlusconi e dieci anni di attesa per la cittadinanza - continua - Non e' che cambi qualcosa se gli anni di attesa anziche' essere cinque, come diciamo noi, sono sette, come chiede la Cdl".
Ferrero annuncia che la "conoscenza della lingua italiana, con dei corsi nelle scuole pubbliche, diritti sociali, partecipazione e in prospettiva voto, saranno alla base del percorso di chi chiedera' la cittadinanza". "Pensiamo anche a una legge che garantisca tutte le fedi religiose - conclude - e a sistemi di politica sociale che prevengano e combattano la ghettizzazione".
"Solo una presenza programmata puo' avere risvolti positivi abbiamo idee diverse anche sull'integrazione. Il mio partito e' per dare la cittadinanza dopo sette anni e non cinque, ma anche dopo un'adeguata fase di conoscenza della lingua, della cultura e della costituzione". Lo dichiara Clemente Mastella, ministro della Giustizia, in un'intervista a "Il Messaggero". "Sulle presenze - continua Mastella - siamo distanti dalla demagogia aperturista del mio amico Ferrero".
"Chiedero' a Prodi - prosegue - un consiglio dei ministri ad hoc e poi una discussione in sede parlamentare". "Nessuno in questa vicenda puo' rivendicare meriti o assegnare colpe", commenta Mastella riferendosi al costante arrivo di clandestini in Italia. "Noi siamo al governo da pochi mesi - conclude il ministro - ma questo accadeva anche prima con la Cdl. E la Bossi-Fini c'era. Nessun Paese da solo puo' farcela, la questione va posta urgentemente in termini europei".
"Un governo debole, prigioniero dell'estrema sinistra che scarica sugli altri la sua incapacita' e i suoi contrasti interni". Lo ha dichiarato Roberto Maroni, capogruppo della Lega nord alla Camera, in un'intervista al "Corriere della Sera". L'esponente leghista ha aggiunto che bisogna "smetterla con certe dichiarazioni che fanno da calamita". "La maggioranza prova a dire - ha continuato - che la colpa e' la Bossi-Fini, ma perche' non guardano a cosa fa il socialista Zapatero, inneggiano a lui per i Pacs, ma stanno zitti sulle misure repressive che la Spagna prende per impedire l'ingresso dei clandestini".
"E' grottesco - ha proseguito Maroni - la Bossi-Fini e' nata per contrastare i permessi facili, anche per dire di no a chi arriva senza un lavoro, che cosa c'entra la Bossi-Fini con i barconi che arrivano carichi di povera gente. La responsabilita' di questa situazione e' di qualche ministro, che parla di apertura totale, pura incoscienza". "Gli altri paesi fanno un'opera di contrasto seria, non solo la Spagna - ha sottolineato - ma anche la Germania e la Gran Bretagna".
"Non vede che confusione nelle iniziative del consiglio dei ministri? Se ne occupano in quattro, e intanto ogni ministro dice una cosa diversa. Il governo e' incapace di guidare il contrasto all'immigrazione clandestina e - ha concluso l'esponente leghista - il povero Amato non puo' fare nulla, altrimenti la sinistra radicale insorge".
"Altro che Padova, voglio lanciare la provocazione: un muro in ogni grande citta'. Perche' quando e' troppo e' troppo, anche per gli italiani brava gente, che hanno dimostrato coi fatti di non avere pregiudizi razziali". Lo ha dichiarato Alessandra Mussolini, leader di Azione sociale, in un'intervista a "Il Tempo", sottolineando che "i veri razzisti sono quelli che fanno entrare in Italia la gente disperata, e la illudono senza poi offrirgli niente".
"A Padova gli immigrati li hanno chiusi in un ghetto, dietro un muro d'acciaio alto cosi'. La giunta di centrosinistra concludera' il mese prossimo gli ultimi 15 metri degli 80, in via Anelli, con tanto di check point - ha proseguito la Musollini ed ha aggiunto - La sinistra ha creato l'illusione di un finto paradiso. E solo per fare un dispetto a Berlusconi vogliono aumentare i flussi migratori, mentre la sanatoria ha messo altri disperati sulla strada, cui non si offrira' nulla, perche' e' risaputo che le celle erano piene di stranieri, che peseranno sulle spalle degli italiani".
"Noi li abbiamo accolti - ha continuato Mussolini - e loro come ci hanno ripagati? Le violenze non si contano piu', il disprezzo per donne e bambini i rumeni ce l'hanno nel dna e nella loro cultura, e una nuova non gliela puoi insegnare, bisognera' attendere generazioni, ad essere ottimisti". "Se si escludono i cattolici, l'immigrazione sta diventando sempre piu' sinonimo di violenza - ha concluso - L'integrazione a costo zero non esiste e non possiamo essere noi a farne le spese".
"Con il governo Prodi la piaga dell'immigrazione clandestina diventerà sempre più dolorosa. Non troverà soluzione per la devastante politica della sinistra che incoroggia senza criterio gli sbarchi di disperati". Lo ha dichiarato Isabella Bertolini di Forza Italia.
"Bisogna impedire gli arrivi dei clandestini - aggiunge la deputata di Forza Italia - non facilitarli a spese dei cittadini, come fa il ministro Bianchi. Grazie a Prodi la situazione è precipitata. La legge Bossi-Fini deve essere applicata al 100%, cosa che l'Unione non fa. Se deve essere ritoccata, bisogna inasprirla. Deve essere ancora più severa. Bisogna difendere le nostre coste e i nostri cittadini. L'italietta di Prodi eè diventata il ricettacolo degli extracomunitari. Il ventre molle d'europa".
"Vi sono troppe lacune a livello di legislazione europea nell'attivita' di controllo dei fenomeni criminali, con il conseguente abbassamento del livello di sicurezza dei cittadini comunitari e di ordine pubblico dei singoli Stati". Lo ha dichiarato Luigi Camilloni, presidente dell'Osservatorio Sociale.
"Inoltre - ha aggiunto Camilloni - i continui sbarchi di clandestini lungo le coste italiane e spagnole impongono un intervento da parte del Consiglio europeo in materia di controllo delle frontiere esterne, perche' il livello di emergenza raggiunto non puo' piu' essere risolto unilateralmente da ciascun Stato membro. Il governo si faccia promotore nelle sedi opportune - ha concluso il presidente dell'Osservatorio Sociale - di colmare le vistose lacune legislative in materia di sicurezza e di controllo delle frontiere esterne".
"Occorre avviare in Parlamento una verifica sulle politiche dell'immigrazione, rafforzare i meccanismi della legge Bossi-Fini per rendere piu' snelle le procedure di espulsione dei clandestini e introdurre il reato di ingresso clandestino per poter dar luogo sanzioni di carattere penale". Lo dichiara il deputato di Alleanza Nazionale Maurizio Gasparri.
"Bisogna chiarire - continua - che non ci saranno sanatorie o ulteriori decreti sui flussi. Vanno messe in archivio le proposte del governo in materia di ricongiungimenti familiari e di facilitazione di accesso alla cittadinanza. La domanda per la cittadinanza deve essere collegata a 10 anni di presenza in Italia e ad una puntuale verifica dei comportamenti e degli orientamenti di chi chiede di essere italiano. Integralismo, fondamentalismo, intolleranza sono fenomeni incompatibili con la nostra nazione e con la nostra cultura".
"Occorre dunque - conclude l'esponente di An - una stretta anche con atteggiamento di fermezza nei confronti di governi come quello libico di Gheddafi, che rappresentano una minaccia per una convivenza pacifica nel mediterraneo, mentre in Italia vanno messe al bando le organizzazioni integraliste come l'Ucoii".
'Siamo il ventre molle dell'Europa, dobbiamo prendere esempio da Zapatero'. L'ha detto l'altro ieri al Giornale l'ex ministro leghista Roberto Maroni, lo ripete Fabrizio Cicchitto (Fi) chiedendo al governo Prodi di seguire la 'linea durissima' del primo ministro spagnolo, 'il piu' significativo beniamino della sinistra'. E a proposito delle polemiche sulla legge Bossi-Fini - scrive IL GIORNALE - il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi attacca l'esecutivo: 'Troppe posizioni demagogiche e irresponsabili'. Poi apre al dialogo: 'Siamo disposti a confrontarci anche sulla legge sull'immigrazione'. Il dibattito sui clandestini continua ad animare le stanze della Casa delle liberta' che conferma, comunque, una coesione d'intenti sul percorso da seguire. Per il centrodestra la 'durezza' del premier spagnolo applicata al Belpaese si traduce in tre concetti fondamentali: 'L'applicazione sino in fondo della Bossi-Fini', lo stop ai viaggi della speranza 'alimentati dal mito della cittadinanza facile' e il rafforzamento delle frontiere per scoraggiare le partenze. 'Anche con l'uso della forza', sostiene il leghista Roberto Calderoli. A fare da collante ai tre punti - come per le missioni militari, cosi' per l'immigrazione - il Polo propone un confronto con la maggioranza. 'Dialoghiamo sulla Bossi-Fini', propone Bondi, 'anche perche' non intendiamo strumentalizzare una questione cosi' delicata e drammatica'. Il coordinatore degli azzurri ha colto al volo le aperture di questi giorni del vicepresidente della Commissione europea, Franco Frattini, e dell'ex ministro dell'Interno, Beppe Pisanu. Il primo (convinto che il dimezzamento dei tempi per la concessione della cittadinanza italiana stia 'incentivando l'arrivo dei clandestini'), ha difeso il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, riconoscendogli il merito di aver 'saputo applicare una politica di equilibrio tra il rispetto della legalita' e della solidarieta". Pisanu ha invece auspicato un aggiornamento della Bossi-Fini. 'L'immigrazione clandestina via mare, pero', non ha nulla a che fare con questa legge - ha spiegato ai microfoni di Radio24 - che semmai ha adottato misure di rigore che scoraggiano i viaggi della speranza. Il problema va risolto prima e non dopo lo sbarco'".
"Sulla stessa linea di Frattini - si legge sul GIORNALE - c'e' il presidente dei senatori di An, Altero Matteoli. 'Auspico che i ministri piu' responsabili dell'Unione come Amato alzino la voce nella maggioranza e assumano iniziative forti per fronteggiare la situazione insieme all'Ue. Addebitare la colpa della morte dei clandestini alla Bossi-Fini', sottolinea Matteoli 'e' davvero surreale. La sinistra sta soltanto tentando di mascherare i danni causati dal disegno di legge sulla cittadinanza, presentata come una sorta di paradiso per chi vuole lasciare i Paesi del sud del mondo'. Da Alleanza nazionale arrivano anche le voci di Italo Bocchino, Adolfo Urso e Maurizio Gasparri sulla 'bonta' della Bossi-Fini'. 'Ho presentato un disegno di legge - dice quest'ultimo - per chiedere sanzioni piu' pesanti per gli ingressi clandestini da considerarsi come reato penale. La Bossi-Fini deve restare e deve avere norme ancora piu' severe'. L'ex ministro Carlo Giovanardi (Udc) si appella alle 'componenti piu' responsabili' della maggioranza. 'Sconfessate gli esponenti della sinistra antagonista - precisa -: stanno gettando benzina sul fuoco del problema dell'immigrazione clandestina'. Gianfranco Rotondi (Dc) loda l'impianto della Bossi-Fini e rilancia: 'L'ho votata perche' e' una buona legge, seppur migliorabile. È opportuno che i Poli cerchino una mediazione e un confronto sereno - conclude - altrimenti non se ne esce piu" Oltre che sugli sbarchi, il dibattito s'infiamma sul problema delle partenze. E quindi sulla ripresa della collaborazione con il governo di Tripoli. Pisanu chiede di 'riallacciare i rapporti con la Libia: dobbiamo aiutarla a tutelare le sue frontiere e ricercare la collaborazione dell'Europa che a parole c'e' e nei fatti meno'. Anche Rotondi invoca l'intervento dell'Ue. 'La comunita' internazionale deve costringere Gheddafi a bloccare le partenze - precisa il leader Dc - e non a usarle come strumento di ricatto nei confronti dell'Italia'. Ma dalla Lega arriva la secca chiusura di Calderoli. 'Nessun accordo con Gheddafi, e' un dittatore - accusa il vicepresidente del Senato - e non possiamo continuare a cedere ai suoi "icatti'".
PRODI: IL GOVERNO VA AVANTI
"La linea del governo non cambia: il canale di dialogo con la Libia resta aperto, ma dovra' essere l'Unione Europea a farsi carico dell'emergenza - lo scriver il CORRIERE DELLA SERA -. Romano Prodi lo dice in maniera chiara: 'Deve essere costruita una cooperazione nel lungo periodo e deve essere anche di carattere europeo come chiede la Libia, per fare in modo che i clandestini vengano fermati prima di entrare nel suo territorio'. L'accusa di mancata collaborazione, rilanciata ieri dal ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, non e' piaciuta alle autorita' di Tripoli che gia' in mattinata avevano espresso il proprio disappunto. Nulla di ufficiale, ma non e' un caso che prima il Viminale e poi lo stesso premier abbiano dovuto ribadire che 'i contatti non si sono interrotti'. Il rischio altissimo e' che un inasprimento delle relazioni diplomatiche possa far aumentare le partenze e dunque gli sbarchi sulle nostre coste. Nel pomeriggio il ministero dell'Interno diffonde dunque un comunicato per spiegare che 'la strategia e' quella di rafforzare, non di interrompere, il dialogo con la Libia sulla gestione dei flussi migratori'. Poche ore dopo e' il presidente del Consiglio ad affermare: 'I contatti sono frequenti e la Libia coopera. Questo e' importantissimo. Lavoriamo per una cooperazione con tutti i Paesi dai quali provengono gli immigrati, altrimenti la gente continua ad arrivare e il dramma e' compiuto'. Nessun negoziato diretto tra Italia e Libia sara' pero' avviato".
"A ribadirlo e' il ministro Bianchi, volato a Lampedusa per verificare a nome del governo le misure di accoglienza dei clandestini sopravvissuti agli ultimi naufragi - prosegue il quotidiano di via Solferino -. Quando arriva sull'isola un altro salvataggio e' in corso, altri stranieri sbarcano stremati. Arrivano dalla Libia come tutti quelli che li hanno preceduti, come tutti quelli che non ce l'hanno fatta. 'Su un terreno che vede folle di disperati buttati in mare su vere e proprie carrette - dichiara - non c'e' alcuna trattativa possibile'. Si impegna invece a fronteggiare l'emergenza con uno stanziamento di 10 milioni di euro per potenziare il dispositivo di controllo. Proprio di questo, e in particolare dei pattugliamenti a ridosso delle coste africane per impedire che le carrette del mare arrivino in acque internazionali dove e' impossibile il respingimento senza rischiare altre tragedie, si parlera' durante il vertice a tre - Italia, Malta e Libia - previsto per i prossimi giorni. In attesa di una soluzione che tenti di arginare gli sbarchi continui, il dibattito politico rimane aperto anche sulle modifiche, ritenute 'urgenti' da tutti i partiti della maggioranza, alla legge Bossi-Fini".
"'Cambiamenti radicali', questo e' l'accordo, che dovranno essere approvati dal Parlamento prima possibile - conclude il CORRIERE -. Il nodo da sciogliere rimane quello dei Cpt che la sinistra radicale vorrebbe chiudere, mentre l'ala moderata della coalizione mira a 'ristrutturare in modo da garantire condizioni di vivibilita' per chi arriva nel nostro Paese e deve essere accolto'. Una posizione duramente criticata dall'opposizione. Mentre la Lega e' tornata a invocare 'l'uso della forza prevista dalla Bossi-Fini proprio per impedire nuovi sbarchi', Forza Italia accusa il governo di portare avanti una 'politica delirante e demagogica'. Piu' moderata appare invece la posizione dell'ex ministro Giuseppe Pisanu che l'emergenza clandestini l'ha gestita piu' volte e adesso afferma: 'La normativa in vigore puo' essere migliorata, ma indispensabile e' trovare il modo di impedire alle carrette del mare di salpare'".
ALTRE REAZIONI
"E' il problema del millennio e non a caso Kofi Annan ha messo l'Africa al centro della sua azione. Davanti ai barconi che si rovesciano e a queste vite disperate, il nostro dibattito di accende sui punti e le virgole di una legge. Ma non e' con una legge che si padroneggia il fenomeno". Lo ha dichiarato Vittorio Craxi, sottosegretario agli Esteri, in un'intervista a "Il Mattino". "Il nostro - ha aggiunto - non e' un approdo, ma un Paese di passaggio".
"Non c'e' - ha proseguito - una correlazione tra l'andamento dei nostri rapporti con la Libia e questa ondata migratoria che e' molto forte". "Il problema e' colpire alla radice il fenomeno - ha continuato - Questo flusso che si dirige verso Lampedusa proviene dalla Libia da un corridoio molto vulnerabile che dall'Africa subsahariana scende fino alla costa. E' un problema degli stessi libici riuscire a fronteggiarlo".
La soluzione, secondo Craxi, sta nello stringere "accordi molto forti con i paesi rivieraschi". "La prossima conferenza sull'emigrazione nel Mediterraneo si terra' a Tripoli e questa sara' una delle proposte che faremo al governo libico. E' - ha concluso - un problema di controllo dei confini con i paesi piu' disperati del mondo"
"Io parto dall'applicazione dell'accordo dell'Unione. Occorre il superamento della Bossi-Fini, legge che non risolve i problemi dell'immigrazione. Ma i tasselli sono tanti, a cominciare dal programma di integrazione che accompagna la richiesta di cittadinanza". Lo dichiara Paolo Ferrero, ministro per la Solidarieta' sociale, in un'intervista a 'Il Messaggero'.
"Gli immigrati clandestini sono venuti anche con il governo Berlusconi e dieci anni di attesa per la cittadinanza - continua - Non e' che cambi qualcosa se gli anni di attesa anziche' essere cinque, come diciamo noi, sono sette, come chiede la Cdl".
Ferrero annuncia che la "conoscenza della lingua italiana, con dei corsi nelle scuole pubbliche, diritti sociali, partecipazione e in prospettiva voto, saranno alla base del percorso di chi chiedera' la cittadinanza". "Pensiamo anche a una legge che garantisca tutte le fedi religiose - conclude - e a sistemi di politica sociale che prevengano e combattano la ghettizzazione".
"Solo una presenza programmata puo' avere risvolti positivi abbiamo idee diverse anche sull'integrazione. Il mio partito e' per dare la cittadinanza dopo sette anni e non cinque, ma anche dopo un'adeguata fase di conoscenza della lingua, della cultura e della costituzione". Lo dichiara Clemente Mastella, ministro della Giustizia, in un'intervista a "Il Messaggero". "Sulle presenze - continua Mastella - siamo distanti dalla demagogia aperturista del mio amico Ferrero".
"Chiedero' a Prodi - prosegue - un consiglio dei ministri ad hoc e poi una discussione in sede parlamentare". "Nessuno in questa vicenda puo' rivendicare meriti o assegnare colpe", commenta Mastella riferendosi al costante arrivo di clandestini in Italia. "Noi siamo al governo da pochi mesi - conclude il ministro - ma questo accadeva anche prima con la Cdl. E la Bossi-Fini c'era. Nessun Paese da solo puo' farcela, la questione va posta urgentemente in termini europei".
"Un governo debole, prigioniero dell'estrema sinistra che scarica sugli altri la sua incapacita' e i suoi contrasti interni". Lo ha dichiarato Roberto Maroni, capogruppo della Lega nord alla Camera, in un'intervista al "Corriere della Sera". L'esponente leghista ha aggiunto che bisogna "smetterla con certe dichiarazioni che fanno da calamita". "La maggioranza prova a dire - ha continuato - che la colpa e' la Bossi-Fini, ma perche' non guardano a cosa fa il socialista Zapatero, inneggiano a lui per i Pacs, ma stanno zitti sulle misure repressive che la Spagna prende per impedire l'ingresso dei clandestini".
"E' grottesco - ha proseguito Maroni - la Bossi-Fini e' nata per contrastare i permessi facili, anche per dire di no a chi arriva senza un lavoro, che cosa c'entra la Bossi-Fini con i barconi che arrivano carichi di povera gente. La responsabilita' di questa situazione e' di qualche ministro, che parla di apertura totale, pura incoscienza". "Gli altri paesi fanno un'opera di contrasto seria, non solo la Spagna - ha sottolineato - ma anche la Germania e la Gran Bretagna".
"Non vede che confusione nelle iniziative del consiglio dei ministri? Se ne occupano in quattro, e intanto ogni ministro dice una cosa diversa. Il governo e' incapace di guidare il contrasto all'immigrazione clandestina e - ha concluso l'esponente leghista - il povero Amato non puo' fare nulla, altrimenti la sinistra radicale insorge".
"Altro che Padova, voglio lanciare la provocazione: un muro in ogni grande citta'. Perche' quando e' troppo e' troppo, anche per gli italiani brava gente, che hanno dimostrato coi fatti di non avere pregiudizi razziali". Lo ha dichiarato Alessandra Mussolini, leader di Azione sociale, in un'intervista a "Il Tempo", sottolineando che "i veri razzisti sono quelli che fanno entrare in Italia la gente disperata, e la illudono senza poi offrirgli niente".
"A Padova gli immigrati li hanno chiusi in un ghetto, dietro un muro d'acciaio alto cosi'. La giunta di centrosinistra concludera' il mese prossimo gli ultimi 15 metri degli 80, in via Anelli, con tanto di check point - ha proseguito la Musollini ed ha aggiunto - La sinistra ha creato l'illusione di un finto paradiso. E solo per fare un dispetto a Berlusconi vogliono aumentare i flussi migratori, mentre la sanatoria ha messo altri disperati sulla strada, cui non si offrira' nulla, perche' e' risaputo che le celle erano piene di stranieri, che peseranno sulle spalle degli italiani".
"Noi li abbiamo accolti - ha continuato Mussolini - e loro come ci hanno ripagati? Le violenze non si contano piu', il disprezzo per donne e bambini i rumeni ce l'hanno nel dna e nella loro cultura, e una nuova non gliela puoi insegnare, bisognera' attendere generazioni, ad essere ottimisti". "Se si escludono i cattolici, l'immigrazione sta diventando sempre piu' sinonimo di violenza - ha concluso - L'integrazione a costo zero non esiste e non possiamo essere noi a farne le spese".
"Con il governo Prodi la piaga dell'immigrazione clandestina diventerà sempre più dolorosa. Non troverà soluzione per la devastante politica della sinistra che incoroggia senza criterio gli sbarchi di disperati". Lo ha dichiarato Isabella Bertolini di Forza Italia.
"Bisogna impedire gli arrivi dei clandestini - aggiunge la deputata di Forza Italia - non facilitarli a spese dei cittadini, come fa il ministro Bianchi. Grazie a Prodi la situazione è precipitata. La legge Bossi-Fini deve essere applicata al 100%, cosa che l'Unione non fa. Se deve essere ritoccata, bisogna inasprirla. Deve essere ancora più severa. Bisogna difendere le nostre coste e i nostri cittadini. L'italietta di Prodi eè diventata il ricettacolo degli extracomunitari. Il ventre molle d'europa".
"Vi sono troppe lacune a livello di legislazione europea nell'attivita' di controllo dei fenomeni criminali, con il conseguente abbassamento del livello di sicurezza dei cittadini comunitari e di ordine pubblico dei singoli Stati". Lo ha dichiarato Luigi Camilloni, presidente dell'Osservatorio Sociale.
"Inoltre - ha aggiunto Camilloni - i continui sbarchi di clandestini lungo le coste italiane e spagnole impongono un intervento da parte del Consiglio europeo in materia di controllo delle frontiere esterne, perche' il livello di emergenza raggiunto non puo' piu' essere risolto unilateralmente da ciascun Stato membro. Il governo si faccia promotore nelle sedi opportune - ha concluso il presidente dell'Osservatorio Sociale - di colmare le vistose lacune legislative in materia di sicurezza e di controllo delle frontiere esterne".
"Occorre avviare in Parlamento una verifica sulle politiche dell'immigrazione, rafforzare i meccanismi della legge Bossi-Fini per rendere piu' snelle le procedure di espulsione dei clandestini e introdurre il reato di ingresso clandestino per poter dar luogo sanzioni di carattere penale". Lo dichiara il deputato di Alleanza Nazionale Maurizio Gasparri.
"Bisogna chiarire - continua - che non ci saranno sanatorie o ulteriori decreti sui flussi. Vanno messe in archivio le proposte del governo in materia di ricongiungimenti familiari e di facilitazione di accesso alla cittadinanza. La domanda per la cittadinanza deve essere collegata a 10 anni di presenza in Italia e ad una puntuale verifica dei comportamenti e degli orientamenti di chi chiede di essere italiano. Integralismo, fondamentalismo, intolleranza sono fenomeni incompatibili con la nostra nazione e con la nostra cultura".
"Occorre dunque - conclude l'esponente di An - una stretta anche con atteggiamento di fermezza nei confronti di governi come quello libico di Gheddafi, che rappresentano una minaccia per una convivenza pacifica nel mediterraneo, mentre in Italia vanno messe al bando le organizzazioni integraliste come l'Ucoii".
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