Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Scoperte cellule progenitrici che alimentano sarcoma Kaposi

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Passi avanti contro il sarcoma di Kaposi. Uno studio tutto italiano, pubblicato su 'PLoS One', ha dimostrato che le cellule progenitrici endoteliali che originano dal midollo osseo, presenti nel sangue periferico di pazienti con sarcoma di Kaposi, sono stabilmente infettate dal virus erpetico umano 8 (HHV-8). Dunque queste cellule sono un potenziale serbatoio del virus.

Lo studio, coordinato da Maria Luisa Villa del Dipartimento di scienze e tecnologie biomediche dell'Universita' degli Studi di Milano e svolto in collaborazione con il Dipartimento di dermatologia dell'Ospedale Maggiore di Milano e con l'Unita' di Immunologia diagnostica molecolare oncologica dell'Istituto oncologico veneto di Padova, aggiunge cosi' un tassello importantissimo nella comprensione dei meccanismi patogenetici del Sarcoma di Kaposi. Non solo. "Queste cellule progenitrici endoteliali, una sorta di staminali -spiega all'Adnkronos Salute Silvia Della Bella, del Laboratorio di immunologia del Dipartimento di scienze e tecnologie biomediche dell'ateneo milanese- potrebbero costituire un bersaglio privilegiato per nuove terapie mirate". Al centro dello studio, ricordano i ricercatori in una nota, un tumore vascolare maligno che colpisce prevalentemente la cute, sotto forma di noduli o placche violacee intensamente vascolarizzate (ma anche, piu' raramente, le mucose e organi interni quali linfonodi, polmoni, fegato e ossa). E' diventato 'famoso' perche' spesso presente in pazienti con Aids, ma si sviluppa in molti Paesi dell'area Mediterranea (tra cui l'Italia) anche in soggetti non sieropositivi, e colpisce di preferenza persone in eta' avanzata.
Il sarcoma di Kaposi e' caratterizzato da una proliferazione di tipo tumorale di cellule endoteliali, che rivestono i vasi sanguigni e linfatici. Il virus HHV-8 e' presente nel 100% delle lesioni sarcomatose, e infetta anche le cellule del sistema immune, in particolare i B-linfociti e i monociti. Puo' generare anche forme linfomatose come la malattia di Castleman e i linfomi PEL (primary effusion lymphoma). "La relazione esistente tra sarcoma di Kaposi, linfomi e HHV-8 non e' ancora stata completamente chiarita - ricordano i ricercatori - e la sua interpretazione e' complicata dal fatto che l'infezione da HHV-8 nelle zone endemiche e' abbastanza diffusa e, nella grande maggioranza dei casi, del tutto innocua".

Questo studio dimostra l'esistenza, nel sangue periferico di pazienti con Kaposi, "di cellule progenitrici di origine midollare, infettate da HHV-8 e capaci di supportare l'infezione litica del virus". Poiche' queste cellule sono dotate di potenzialita' evolutive, "la scoperta -commenta Della Bella- apre nuove prospettive nella comprensione dei meccanismi patogenetici del sarcoma di Kaposi. E' assai probabile, infatti, che i progenitori HHV-8 positivi rappresentino proprio le cellule che, localizzandosi in particolari sedi, diano origine alle molteplici lesioni tumorali del sarcoma di Kaposi o, in altre condizioni e in presenza di altri co-fattori, generino le lesioni linfomatose. Se confermata in modelli sperimentali in vivo, questa ipotesi potrebbe aprire nuove importanti prospettive diagnostiche e terapeutiche".
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