Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Scuderi: ottimi risultati con pelle nuova da staminali

U.E. - ITALIA
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Tredici pazienti con una pelle 'nuova'. Ricercatori italiani, i primi al mondo, hanno applicato pelle artificiale, ovvero derma ed epidermide innestati, per dare una nuova speranza a bambini affetti da nevo gigante (7 casi). Ma anche a pazienti che avevano subito ferite traumatiche (2), cicatrici diventate un 'incubo' da nascondere (3), nonche' per curare un caso di angiolipoma gigante, una neoplasia. La cattedra di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica de 'La Sapienza' di Roma diretta da Nicolo' Scuderi e' riuscita due anni fa nell'ardua impresa, prelevando lembi di pelle sana dai 13 pazienti e coltivando in laboratorio tre diversi tipi di cellule staminali.  Da qui, le cellule sono state fatte crescere su membrane artificiali di acido ialuronico, reimpiantate negli stessi pazienti per riparare lesioni molto gravi ed estese. "A distanza di due anni -assicura Nicolo' Scuderi, direttore della cattedra di Chirurgia plastica dell'universita' capitolina, a margine della conferenza di apertura del II congresso della Corte (Conferenza italiana per lo studio e la ricerca sulle ulcere, piaghe, ferite e riparazione tissutale)- i risultati del nostro studio non ci hanno deluso: la pelle innestata ha tenuto registrando ottimi risultati".  Per questo i chirurghi guidati da Scuderi sono decisi ad andare avanti e a riprendere presto nuovi studi, testando la 'pelle artificiale' su un nuovo campione di pazienti. Nel primo studio, in un solo caso "l'attecchimento del nuovo lembo di pelle e' stato del 100%, in tutti gli altri si aggira tra il 50 e l'80%'". E quando la cute 'one-step' non aderisce come dovrebbe, "e' necessario un secondo innesto, che tuttavia ci consente di creare una pelle piu' spessa". Per dar vita alla 'nuova' cute "da un lato della membrana artificiale, quella interna, si applicano i fibroblasti, dall'altra i cheratinociti. In genere facciamo lembi di 8 centimetri per 8, ma potremmo creare anche interi metri quadri di cute". E il futuro guarda "alla vascolarizzazione delle parti applicate", ma anche alla creazione "di bulbi piliferi".    
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