Italia. Senato: biotech, no alla clonazione
L'assemblea del Senato ha dato il via libera al disegno di legge di delega al Governo per il recepimento delle norme Ue sulla brevettabilita' delle invenzioni biotecnologiche. Le biotecnologie potranno essere brevettate, purche' venga rispettata la dignita' dell'uomo e l'unicita' del suo corpo. E' questo, in sintesi, il contenuto del ddl di delega approvato lo scorso 2 aprile dall'assemblea di Palazzo Madama con 166 si', 20 no e 21 astenuti. Il provvedimento, che recepisce una direttiva europea, dovra' tornare alla Camera perche' i senatori hanno introdotto alcune modifiche marginali.
Il provvedimento vieta espressamente la brevettabilita' delle tecniche e delle procedure per la clonazione umana. Inoltre, stabilisce il principio secondo il quale possono essere brevettate tutte le invenzioni connesse alle biotecnologie, purche' non siano "contrarie alla dignita' umana, all'ordine pubblico e al buoncostume, alla tutela della salute e della vita delle persone e degli animali, alla preservazione dei vegetali e della biodiversita', alla prevenzione di gravi danni ambientali". Un altro principio stabilito dalla legge e' che il corpo umano, fin dal momento del suo concepimento, non puo' essere brevettabile. La prima conseguenza riguarda il divieto di utilizzare il Dna in procedimenti di clonazione oppure per modificare l'identita' genetica di esseri umani.
Una delle modifiche introdotte al Senato riguarda l'utilizzo di "materiali umani" a scopo di ricerca: possono essere brevettati, ma a condizione che l'industria dimostri di aver preventivamente ottenuto l'autorizzazione dalla persona che si e' prestata agli esperimenti. Il "donatore" dei materiali deve essere anche informato preventivamente dell'uso e del tipo di ricerca che verra' fatta.
"Respingendo gli emendamenti laici del senatore Antonio Del Pennino, la maggioranza del Senato ha deciso, ancora una volta, di stare dalla parte dell'oscurantismo scientifico", e' stato il commento di Rita Bernardini, Presidente di Radicali Italiani e Segretaria dell'Associazione Luca Coscioni. "Non ci diamo per vinti. Il ddl deve, infatti, ritornare alla Camera che dovra' confermare o meno la modifica talebana che esclude dalla brevettabilita' delle invenzioni biotecnologiche qualsiasi procedimento e tecnica riguardante le cellule staminali embrionali umane, anche quelle ottenute con la tecnica del Tnsa (Trasferimento Nucleare di cellule Staminali Autologhe) prevista dal Rapporto Dulbecco; un'impostazione che e' assai più restrittiva della direttiva comunitaria che il nostro Paese e' chiamato a recepire e che impedirebbe all'Italia di competere internazionalmente sul fronte della ricerca scientifica togliendo a milioni di cittadini italiani -come e' scritto nell'appello di Luca Coscioni e degli scienziati, gia' sottoscritto da 937 scienziati, professori e ricercatori- la speranza concreta di cura e guarigione in un futuro che appare sempre piu' prossimo. Faremo in modo che, tanto su questo provvedimento quanto sull'altro riguardante la fecondazione medicalmente assistita, l'informazione e la mobilitazione possa essere al massimo livello nel momento in cui i due disegni di legge ritorneranno alla Camera dei Deputati a causa delle modifiche apportate".
Soddisfazione per l'approvazione della legge e' espressa dal senatore Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di Alleanza Nazionale per le politiche della famiglia e vicepresidente della consulta etico-religiosa del partito. Secondo Pedrizzi e' "sacrosanta, in particolare, la norma che stabilisce il divieto di brevetto per ogni procedimento tecnologico che conduca alla clonazione di un essere umano, qualunque sia la tecnica impiegata e la finalita' della clonazione". "Infatti, -spiega Pedrizzi- la clonazione e' illecita non solo per generare nuovi esseri umani, ma anche in prospettiva di produrre embrioni per ricavarne le cellule staminali, perche' l'embrione, sin dal primissimo stadio, e' un microscopico essere umano con dignita' e diritti inviolabili. Esso ha il diritto alla vita e allo sviluppo e ad essere concepito in modo umano e non gia' formato in laboratorio, come se fosse un prodotto industriale".
Il provvedimento vieta espressamente la brevettabilita' delle tecniche e delle procedure per la clonazione umana. Inoltre, stabilisce il principio secondo il quale possono essere brevettate tutte le invenzioni connesse alle biotecnologie, purche' non siano "contrarie alla dignita' umana, all'ordine pubblico e al buoncostume, alla tutela della salute e della vita delle persone e degli animali, alla preservazione dei vegetali e della biodiversita', alla prevenzione di gravi danni ambientali". Un altro principio stabilito dalla legge e' che il corpo umano, fin dal momento del suo concepimento, non puo' essere brevettabile. La prima conseguenza riguarda il divieto di utilizzare il Dna in procedimenti di clonazione oppure per modificare l'identita' genetica di esseri umani.
Una delle modifiche introdotte al Senato riguarda l'utilizzo di "materiali umani" a scopo di ricerca: possono essere brevettati, ma a condizione che l'industria dimostri di aver preventivamente ottenuto l'autorizzazione dalla persona che si e' prestata agli esperimenti. Il "donatore" dei materiali deve essere anche informato preventivamente dell'uso e del tipo di ricerca che verra' fatta.
"Respingendo gli emendamenti laici del senatore Antonio Del Pennino, la maggioranza del Senato ha deciso, ancora una volta, di stare dalla parte dell'oscurantismo scientifico", e' stato il commento di Rita Bernardini, Presidente di Radicali Italiani e Segretaria dell'Associazione Luca Coscioni. "Non ci diamo per vinti. Il ddl deve, infatti, ritornare alla Camera che dovra' confermare o meno la modifica talebana che esclude dalla brevettabilita' delle invenzioni biotecnologiche qualsiasi procedimento e tecnica riguardante le cellule staminali embrionali umane, anche quelle ottenute con la tecnica del Tnsa (Trasferimento Nucleare di cellule Staminali Autologhe) prevista dal Rapporto Dulbecco; un'impostazione che e' assai più restrittiva della direttiva comunitaria che il nostro Paese e' chiamato a recepire e che impedirebbe all'Italia di competere internazionalmente sul fronte della ricerca scientifica togliendo a milioni di cittadini italiani -come e' scritto nell'appello di Luca Coscioni e degli scienziati, gia' sottoscritto da 937 scienziati, professori e ricercatori- la speranza concreta di cura e guarigione in un futuro che appare sempre piu' prossimo. Faremo in modo che, tanto su questo provvedimento quanto sull'altro riguardante la fecondazione medicalmente assistita, l'informazione e la mobilitazione possa essere al massimo livello nel momento in cui i due disegni di legge ritorneranno alla Camera dei Deputati a causa delle modifiche apportate".
Soddisfazione per l'approvazione della legge e' espressa dal senatore Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di Alleanza Nazionale per le politiche della famiglia e vicepresidente della consulta etico-religiosa del partito. Secondo Pedrizzi e' "sacrosanta, in particolare, la norma che stabilisce il divieto di brevetto per ogni procedimento tecnologico che conduca alla clonazione di un essere umano, qualunque sia la tecnica impiegata e la finalita' della clonazione". "Infatti, -spiega Pedrizzi- la clonazione e' illecita non solo per generare nuovi esseri umani, ma anche in prospettiva di produrre embrioni per ricavarne le cellule staminali, perche' l'embrione, sin dal primissimo stadio, e' un microscopico essere umano con dignita' e diritti inviolabili. Esso ha il diritto alla vita e allo sviluppo e ad essere concepito in modo umano e non gia' formato in laboratorio, come se fosse un prodotto industriale".
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