Italia. Il Senato e la fecondazione assistita
Rimane fermo il dibattito politico sulla procreazione assistita. Il pomeriggio del 4 febbraio, infatti, la commissione Sanita' di Palazzo Madama non ha iniziato la discussione generale sui nove ddl, depositati in commissione, e che affiancheranno nell'iter parlamentare il testo approvato dalla Camera. Se ne sono aggiunti altri due quello del diessino Giorgio Tonini e quello di Natale D'Amico (Margherita), illustrati dal relatore Flavio Tredese (Fi).
"All'apertura della discussione generale in commissione -ha spiegato Antonio Tomassini (Fi), presidente della commissione- nessuno, in sostanza, ha voluto prendere la parola, non credo che corrisponda ad una scarsa sensibilita' nei confronti del tema, ma piuttosto ad una sorta di pretattica su cosa dire e fare". Tomassini ha aggiunto che in accordo con il vicepresidente Giuseppe Mascioni (Ds) ritiene sia necessario che gia' a partire dal prossimo incontro, che dovrebbe avvenire martedi' 11, "la presenza dei senatori sia consistente e che si parli senza reticenza riguardo questa legge". "Qualora dovessi riscontrare ancora lo stesso meccanismo -ha proseguito Tomassini- ma non credo, perche' ci sono gia' cinque senatori iscritti a parlare, portero' il ddl direttamente in aula". Riguardo ai due nuovi ddl che si sono aggiunti oggi Tomassini ha parlato la possibilita' di essere ricondotti ad emendamenti. Secondo Tomassini i nuovi testi non si discostano molto da quello di base della Camera ad eccezione della proposta di una Authority per le decisioni tecniche contenuta nella proposta di Tonini. "Si tratta -ha concluso- di una Authority per le decisioni tecniche che dovrebbe intervenire in quei casi che vengono esclusi dalla legge. In questo modo si dovrebbero evitare le discriminazioni tra chi non e' in condizione di poter accedere alla fecondazione".
E lo scorso 31 gennaio l'Osservatore Romano auspicava una "collaborazione" tra le forze politiche per varare al piu' presto la legge sulla fecondazione assistita, ferma da mesi al Senato.
In generale, spiegava il giornale Vaticano, "il dialogo sulle riforme dovra' ripartire da zero". Ma "non cosi' la collaborazione su una legge, quella sulla fecondazione assistita, che e' ferma da mesi al Senato e non si comprende il perche', data l'importanza e l'urgenza di regolamentare una materia cosi' delicata". "Ora la discussione sembra essere ripresa", scrive il quotidiano, citando anche il Presidente della Camera, Pierferdinando Casini, che nei giorni scorsi aveva espresso fiducia sulla possibilita' di trovare "un terreno di comune sentire nell'individuare un limite condiviso alla manipolazione della vita". Quello di Casini "e' un auspicio di molti", rimarcava l'Osservatore, smentito pero' dalla seduta del 4 febbraio.
"All'apertura della discussione generale in commissione -ha spiegato Antonio Tomassini (Fi), presidente della commissione- nessuno, in sostanza, ha voluto prendere la parola, non credo che corrisponda ad una scarsa sensibilita' nei confronti del tema, ma piuttosto ad una sorta di pretattica su cosa dire e fare". Tomassini ha aggiunto che in accordo con il vicepresidente Giuseppe Mascioni (Ds) ritiene sia necessario che gia' a partire dal prossimo incontro, che dovrebbe avvenire martedi' 11, "la presenza dei senatori sia consistente e che si parli senza reticenza riguardo questa legge". "Qualora dovessi riscontrare ancora lo stesso meccanismo -ha proseguito Tomassini- ma non credo, perche' ci sono gia' cinque senatori iscritti a parlare, portero' il ddl direttamente in aula". Riguardo ai due nuovi ddl che si sono aggiunti oggi Tomassini ha parlato la possibilita' di essere ricondotti ad emendamenti. Secondo Tomassini i nuovi testi non si discostano molto da quello di base della Camera ad eccezione della proposta di una Authority per le decisioni tecniche contenuta nella proposta di Tonini. "Si tratta -ha concluso- di una Authority per le decisioni tecniche che dovrebbe intervenire in quei casi che vengono esclusi dalla legge. In questo modo si dovrebbero evitare le discriminazioni tra chi non e' in condizione di poter accedere alla fecondazione".
E lo scorso 31 gennaio l'Osservatore Romano auspicava una "collaborazione" tra le forze politiche per varare al piu' presto la legge sulla fecondazione assistita, ferma da mesi al Senato.
In generale, spiegava il giornale Vaticano, "il dialogo sulle riforme dovra' ripartire da zero". Ma "non cosi' la collaborazione su una legge, quella sulla fecondazione assistita, che e' ferma da mesi al Senato e non si comprende il perche', data l'importanza e l'urgenza di regolamentare una materia cosi' delicata". "Ora la discussione sembra essere ripresa", scrive il quotidiano, citando anche il Presidente della Camera, Pierferdinando Casini, che nei giorni scorsi aveva espresso fiducia sulla possibilita' di trovare "un terreno di comune sentire nell'individuare un limite condiviso alla manipolazione della vita". Quello di Casini "e' un auspicio di molti", rimarcava l'Osservatore, smentito pero' dalla seduta del 4 febbraio.
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