Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Il senatore a vita ammette: sniffavo!

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"La cocaina di Giuseppe Martello era per me. Sono un assuntore da non molto, non piu' di un anno, un anno e mezzo. Rocco Russillo e Stefano Donno non sapevano assolutamente niente, telefonavano soltanto ma non erano a conoscenza di che cosa si trattasse". Sono queste le dichiarazioni fatte dal senatore a vita Emilio Colombo giovedi' scorso davanti ai Pm romani Giancarlo Capaldo e Carlo Lasperanza, titolari dell'inchiesta sulla droga ai vip nella capitale.
Il verbale dell'interrogatorio e' stato depositato oggi presso la cancelleria del Gip Luisanna Figliolia, a cui hanno gia' presentato istanza di scarcerazione alcuni degli arrestati.
Colombo ha spiegato ai magistrati che i due militari della Guardia di Finanza, Russillo e Donno (che facevano parte della sua scorta), arrestati mercoledi' scorso, non hanno mai preso la cocaina da Martello, ma che quest'ultimo l'ha sempre consegnata personalmente a lui.
Nel corso della lunga deposizione di giovedi' scorso, durata circa quattro ore, quando il senatore si era presentato spontaneamente per rendere dichiarazioni, Colombo ha anche chiarito come aveva conosciuto Giuseppe Martello, arrestato con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di cocaina e allo sfruttamento della prostituzione. "Martello, che e' titolare di una impresa edilizia mi aveva contattato per ottenere lecitamente dei lavori, degli appalti. Io pero' non l'ho mai aiutato e Martello quei lavori non li ha mai ottenuti".
I difensori di Donno e Russillo, in seguito alla deposizione di Colombo, avevano presentato un'istanza per chiedere che il verbale del senatore venisse depositato agli atti essendo evidentemente favorevole alla posizione dei due militari della Guardia di Finanza.

Colombo ha giudicato successivamente "vergognosa" la diffusione delle sue dichiarazioni ai pubblici ministeri di Roma.
"Il senatore Colombo -si legge in una nota- si e' presentato spontaneamente dinanzi ai pubblici ministeri di Roma per un evidente dovere morale e per fornire ogni utile chiarimento, preoccupandosi innanzitutto della posizione dei suoi collaboratori. Tali dichiarazioni sono state rese confidando ovviamente nella massima riservatezza degli organi inquirenti, sia in relazione all'esigenza di tutelare il segreto istruttorio, sia per un elementare senso di rispetto per la persona e per la privacy. Si apprende oggi che le agenzie di stampa stanno diffondendo ampi stralci di quelle dichiarazioni. Cio' e' semplicemente vergognoso. Il senatore Colombo confida che la Procura della Repubblica di Roma voglia indagare e far luce al piu' presto su questa inammissibile fuga di notizie".

Il segretario dei Radicali Daniele Capezzone, ha invitato il senatore Colombo a fare tesoro di quanto e' successo: "poiche' la buona politica suggerisce sempre di trarre un bene dal male che si ha di fronte, mi auguro che il senatore a vita trovi negli eventi di questi giorni la convinzione per condurre insieme una battaglia: quella contro la criminalizzazione di ogni comportamento o scelta personale che non rechi danno ad altri".
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