Italia. I Sert al collasso. Il Governo: non e' corretto chiedere soldi in questo momento di crisi
'I sert (servizi pubblici per la cura delle tossicodipendenze) rischiano un lento collasso' mentre i pazienti aumentano del quasi 17%: a lanciare l'allarme e' la FpCgil in un convegno che ha fatto il punto della situazione. 'A fronte di un aumento del 16,7% degli utenti di questi servizi, arrivati ad essere nel 2007 oltre 170 mila contro i 147mila del 2000 - spiega Lorena Splendori, responsabile Cgil per i servizi sanitari e i sert - il numero dei lavoratori e dei sert diminuisce'. Nel 2000 i sert attivi in Italia erano 554, mentre nel 2007 sono scesi a 543. Gli operatori sono invece 7.248, ognuno dei quali ha in carico 23,7 tossicodipendenti. 'In realta' secondo i criteri previsti dalla legge, dovrebbero esserci 1.145 sert e 48mila operatori. Si capisce quindi che, se non si interviene potenziando le risorse e razionalizzando quelle che ci sono in modo efficace, i sert sono destinati al collasso'. Soprattutto se si considerano altri due pesanti fattori, che mettono sempre piu' a rischio la gestione di questi servizi. 'Con l'ultima finanziaria tutti i lavoratori precari dei Sert, circa l'11%, rischiano il licenziamento dal prossimo 1 luglio. Accanto a questo c'e' la sempre maggiore diffusione dell'uso di droga e alcol'. Basti pensare che negli ultimi 4 anni la diffusione di eroina e' rimasta costante, con 3 persone su 1000 che la assumono. 'E che nell'ultimo anno quasi un milione e mezzo di persone in Italia ha fatto uso di cocaina' conclude. Le categorie piu' a rischio sono i giovani e i lavoratori dei settori piu' stressanti, come ad esempio metalmeccanica ed edilizia. Il consumo di droga ora e' sempre piu' orientato all'assunzione contemporanea di piu' sostanze, tra droghe e alcol'. "E' evidente che un aumento dei tossicodipendenti del 17% non puo' andare di pari passo con la riduzione dei servizi". Lo afferma il sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio, intervenendo al convegno. Ma riguardo ad aumento delle risorse Fazio avverte che "viviamo un periodo di forte crisi economica" e che, dunque, di questi tempi "e' inutile" oltre che "non corretto chiedere fondi al Governo". Il sottosegretario spiega poi di non condividere la tesi della Cgil secondo cui l'azione governativa si muova solo in un'ottica "repressiva" e aggiunge: "sono convinto- conclude- che una buona politica di prevenzione debba partire dal territorio. Per questo stiamo cercando di rimettere mano al sistema della sanita'".
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