Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Si allungano i tempi della riforma antidroga

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Rallentano i tempi per la presentazione del ddl sulla droga annunciato nelle scorse settimane dal vicepremier Gianfranco Fini e che porterebbe la sua firma. Sul provvedimento, che sarebbe dovuto andare martedi' prossimo alla riunione del preconsiglio in vista dell'imminente esame del Governo nel suo complesso, e' giunto l'altola' del ministero del Welfare. Motivi di natura tecnica (in particolare, la definizione delle tabelle per la detenzione di sostanze stupefacenti i cui limiti oltre una certa dose comporteranno la sanzione) all'origine della decisione ma, secondo quanto si apprende, anche formale. Infatti, il ministero diretto da Roberto Maroni -che ha gran parte la competenza in materia- non ha gradito l'invio da parte di Fini del testo gia' scritto e elaborato, pronto per il Consiglio dei ministri. Due giorni fa, il sottosegretario Grazia Sestini e il vice presidente del Consiglio si sono incontrati ed hanno discusso di questo tema. "Servono degli aggiustamenti sulle tabelle -si e' limitato a dire oggi il sottosegretario Sestini- quindi il ddl non andra' al preconsiglio. I tempi si allungano un po' ma e' necessario, e' un tema delicato: 10 grammi in piu' o in meno di detenzione di sostanze stupefacenti fanno la differenza. Penso pero' che il provvedimento potra' andare al Consiglio dei ministri entro il mese di luglio".
Il ddl sulla droga dovrebbe eliminare la distinzione fra droghe pesanti e leggere, prevedendo sanzioni penali al di sopra di una certa dose oltre che sanzioni amministrative. Queste sanzioni (fino alla condanna di 6 anni) pero' potrebbero essere revocate se la persona accetta un percorso di recupero in una comunita' o servizi pubblici. Nel provvedimento potrebbero anche esserci delle revisioni sui Sert e sulla somministrazione del metadone.
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