Italia. Si parla anche di testamento biologico alla Conferenza delle Democratiche di sinistra
Portare la forza delle donne, di tutto il coordinamento delle Democratiche di Sinistra, dentro il partito Democratico. E' l'obiettivo che ha ribadito la sen. Vittoria Franco, eletta ieri al Palanord di Bologna nuova coordinatrice delle donne Ds al termine della Conferenza nazionale delle Democratiche di Sinistra.
'Sento tutto il peso della responsabilita' di questo ruolo assunto in una fase importante, di grande cambiamento della vita del Paese. Sulla scena pubblica la novita' e' il partito Democratico. Porteremo la forza delle donne nel Pd, mantenendo l'unita' delle donne. Da domani cominciamo a lavorare per questo. Il nostro piano di lavoro prevede tre priorita'. Per prima cosa come Coordinamento delle donne Ds seguiremo il processo legislativo in particolare sulle unioni civili, sul testamento biologico e anche sulla fecondazione assistita. La seconda priorita' riguarda la legge elettorale. Non passera' una legge elettorale che non contenga una norma per il riequilibrio della rappresentanza di genere.
Per ultimo ma non in ultimo, occorre operare per l'empowerment delle donne. In tutti i dipartimenti cruciali del partito ci sara' il punto di vista delle donne. E in particolare ritengo necessario investire sulle giovani donne'.
Su unioni di fatto, testamento biologico e accanimento terapeutico occorre "un quadro normativo e legislativo adeguato, moderno e civile". Piero Fassino, segretario della Quercia, nel suo intervento alla Conferenza nazionale delle democratiche di sinistra. Per dire che occorre una "soluzione condivisa, ma che i Ds non intendono "negoziare sui principi". E rilancia anche la proposta di modificare l'attuale legge sulla fecondazione assistita, che, cosi' com'e', "produce guasti e danni". Sia chiaro, puntualizza Fassino, la Quercia non puo' "considerare esaurito dal referendum il tema".
Parla alla sua maggioranza, Fassino. E dice: "La liberta' di coscienza non puo' diventare un alibi o una dismissione dalle responsabilita' verso questi problemi".
Perche', spiega il numero uno della Quercia, "ognuno una coscienza ce l'ha" e su questa base esprime opinioni e idee. Ma la politica "ha il dovere" di dare risposta a questi temi. E "ciascuno di noi comprende la necessita' di dare soluzioni che corrispondano a principi di civilta'". Infatti, non c'e' bisogno "di essere di sinistra" per capire che ci vuole un limite all'accanimento terapeutico, che il testamento biologico da' alle persone una maggiore disponibilita' di se' e che e' "del tutto di buon senso garantire diritti e tutele alle coppie di fatto, perche' anche li' c'e' un partner piu' debole".
Fassino, poi, ha parlato di fecondazione assistita. E ha sottolineato che la Quercia non puo' "considerare esaurito dal referendum il tema". Perche', si', riconosce il numero uno della Quercia quella consultazione, "ha dato una certa indicazione di cui non possiamo non tenere conto" ma "la partita non e' chiusa e noi abbiamo il dovere di sollecitare anche le forze dell'opposizione su una legge che produce guasti e danni". Su questi temi, sottolinea il numero uno della Quercia, "occorrono soluzioni condivise", perche' sono questioni di grande "delicatezza". E quindi "noi non partiamo dall'idea che siccome abbiamo una maggioranza in parlamento" allora possiamo cambiare le cose nella direzione che vogliamo. Cosi' aveva fatto, invece, il governo di centrodestra. E il risultato e' stato una "lacerazione della societa'". Lacerazione che i Ds vogliono evitare, appunto attraverso soluzioni condivise, ma questo non significa, sottolinea Fassino, che "si cedera' su punti di principio".
"Sulle unioni civili e sul testamento biologico al Senato in questa legislatura non arretreremo neanche di un passo". Lo ha assicurato la capogruppo dell'Ulivo in Senato, Anna Finocchiaro. "Non per attaccamento alle nostre posizioni e ai nostri punti di vista - ha spiegato - ma per grande senso di responsabilità di fronte al Paese".
"Laicità non significa non avere valori, come si sente spesso dire. Per me la laicità - ha sottolineato Finocchiaro - è il luogo ospitale di tutti i valori, compresi quelli religiosi, è il luogo della pari dignità e della pari rappresentanza di tutti i valori, e quindi il luogo della libertà individuale. E sul tema della laicità non ci può essere remissività alcuna".
Per il vicepremier Massimo D'Alema "dal cardinal Martini ci è arrivata una straordinaria lezione.
Cosa c'è di più cristiano dell'essere mossi da un sentimento di solidarietà nei confronti di chi soffre?".
Ecco perché D'Alema ha rilanciato il "dialogo: possiamo, laici e cattolici insieme, costruire un'etica pubblica fondata sulla dignità e la libertà delle persone".
'Sento tutto il peso della responsabilita' di questo ruolo assunto in una fase importante, di grande cambiamento della vita del Paese. Sulla scena pubblica la novita' e' il partito Democratico. Porteremo la forza delle donne nel Pd, mantenendo l'unita' delle donne. Da domani cominciamo a lavorare per questo. Il nostro piano di lavoro prevede tre priorita'. Per prima cosa come Coordinamento delle donne Ds seguiremo il processo legislativo in particolare sulle unioni civili, sul testamento biologico e anche sulla fecondazione assistita. La seconda priorita' riguarda la legge elettorale. Non passera' una legge elettorale che non contenga una norma per il riequilibrio della rappresentanza di genere.
Per ultimo ma non in ultimo, occorre operare per l'empowerment delle donne. In tutti i dipartimenti cruciali del partito ci sara' il punto di vista delle donne. E in particolare ritengo necessario investire sulle giovani donne'.
Su unioni di fatto, testamento biologico e accanimento terapeutico occorre "un quadro normativo e legislativo adeguato, moderno e civile". Piero Fassino, segretario della Quercia, nel suo intervento alla Conferenza nazionale delle democratiche di sinistra. Per dire che occorre una "soluzione condivisa, ma che i Ds non intendono "negoziare sui principi". E rilancia anche la proposta di modificare l'attuale legge sulla fecondazione assistita, che, cosi' com'e', "produce guasti e danni". Sia chiaro, puntualizza Fassino, la Quercia non puo' "considerare esaurito dal referendum il tema".
Parla alla sua maggioranza, Fassino. E dice: "La liberta' di coscienza non puo' diventare un alibi o una dismissione dalle responsabilita' verso questi problemi".
Perche', spiega il numero uno della Quercia, "ognuno una coscienza ce l'ha" e su questa base esprime opinioni e idee. Ma la politica "ha il dovere" di dare risposta a questi temi. E "ciascuno di noi comprende la necessita' di dare soluzioni che corrispondano a principi di civilta'". Infatti, non c'e' bisogno "di essere di sinistra" per capire che ci vuole un limite all'accanimento terapeutico, che il testamento biologico da' alle persone una maggiore disponibilita' di se' e che e' "del tutto di buon senso garantire diritti e tutele alle coppie di fatto, perche' anche li' c'e' un partner piu' debole".
Fassino, poi, ha parlato di fecondazione assistita. E ha sottolineato che la Quercia non puo' "considerare esaurito dal referendum il tema". Perche', si', riconosce il numero uno della Quercia quella consultazione, "ha dato una certa indicazione di cui non possiamo non tenere conto" ma "la partita non e' chiusa e noi abbiamo il dovere di sollecitare anche le forze dell'opposizione su una legge che produce guasti e danni". Su questi temi, sottolinea il numero uno della Quercia, "occorrono soluzioni condivise", perche' sono questioni di grande "delicatezza". E quindi "noi non partiamo dall'idea che siccome abbiamo una maggioranza in parlamento" allora possiamo cambiare le cose nella direzione che vogliamo. Cosi' aveva fatto, invece, il governo di centrodestra. E il risultato e' stato una "lacerazione della societa'". Lacerazione che i Ds vogliono evitare, appunto attraverso soluzioni condivise, ma questo non significa, sottolinea Fassino, che "si cedera' su punti di principio".
"Sulle unioni civili e sul testamento biologico al Senato in questa legislatura non arretreremo neanche di un passo". Lo ha assicurato la capogruppo dell'Ulivo in Senato, Anna Finocchiaro. "Non per attaccamento alle nostre posizioni e ai nostri punti di vista - ha spiegato - ma per grande senso di responsabilità di fronte al Paese".
"Laicità non significa non avere valori, come si sente spesso dire. Per me la laicità - ha sottolineato Finocchiaro - è il luogo ospitale di tutti i valori, compresi quelli religiosi, è il luogo della pari dignità e della pari rappresentanza di tutti i valori, e quindi il luogo della libertà individuale. E sul tema della laicità non ci può essere remissività alcuna".
Per il vicepremier Massimo D'Alema "dal cardinal Martini ci è arrivata una straordinaria lezione.
Cosa c'è di più cristiano dell'essere mossi da un sentimento di solidarietà nei confronti di chi soffre?".
Ecco perché D'Alema ha rilanciato il "dialogo: possiamo, laici e cattolici insieme, costruire un'etica pubblica fondata sulla dignità e la libertà delle persone".
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