Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Sirchia illustra il nuovo Istituto Mediterraneo di Ematologia

U.E. - ITALIA
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"In Italia e' la prima operazione di questa portata. Roma, per infrastrutture, tradizione scientifica, capillarita' degli istituti di ricerca e capacita' di muovere capitali, e' il terreno ideale per un centro di eccellenza a livello mondiale. Stiamo cercando di fare lo stesso a Milano: per ora senza riuscirci". E' il ministro della Salute Girolamo Sirchia che illustra tappe e prospettive di una svolta nella sanita' romana: la nascita all?ospedale Regina Elena dell?Istituto mediterraneo di ematologia. In un'intervista rilasciata al quotidiano "La Stampa", Sirchia ha spiegato le funzionalita' e le aspettative di questo nuovo centro di ricerca che avra' un patrimonio iniziale erogato al 50% dal ministero della Salute e al 50% dalla Regione Lazio.
"Verra' subito rimessa a nuovo la vecchia sede dell?Istituto Regina Elena e nel giro di tre anni iniziera' la formazione dei medici, lo scambio di esperienze con i principali poli scientifici del pianeta, la cura dei bambini talassemici (350mila nell?area del Mediterraneo, 5 mila in Italia) e delle piu' gravi patologie ematiche. Roma e' il baricentro del Mediterraneo. Si e' tenuto conto di una pluralita' di ragioni: la rete dei trasporti, gli aeroporti, il tessuto di universita' e affermate scuole mediche. Il Regina Elena, poi, e' l?ideale, inserito com?e' fra il Policlinico, l?Istituto di genetica Mendel della Sapienza e l?Istituto superiore di Sanita', l?organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale che avra' un ruolo decisivo nella delicata ricerca sulle cellule staminali.
"L?esempio di Roma dovra' avere necessariamente un seguito. La prossima tappa dovrebbe essere Milano, pero' finora non si e' riusciti a passare dai progetti all?attuazione. Oltre all?ematologia anche in altri settori la nostra medicina e' in grado di esprimere centri di eccellenza mondiali, pero' non si sono ancora verificate le condizioni necessarie. Quanto avviene ora nella capitale e', comunque, una svolta, un laboratorio per tutta la sanita'. Non a caso i governi di Israele, Turchia, Egitto e Siria ci sollecitavano da tempo a creare una struttura capace di mettere a frutto la nostra esperienza clinica d?avanguardia. La sanita' romana e' pioniera nella lotta alle malattie del sangue, come testimoniano le storiche scoperte di Ida Bianco sull?anemia mediterranea, la microcitemia e le anomalie ematologiche ereditarie. Intuizioni rivoluzionarie come la creazione a Roma, quasi vent?anni fa, di un reparto per lo studio del DNA mirato a individuare particolari mutazioni genetiche".
"Per le malattie del sangue il Regina Elena diventa il naturale referente per tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Da qui partiranno le politiche sanitarie di prevenzione, qui arriveranno i migliori ematologi in circolazione. Un punto di riferimento, rafforzato da sinergie e collaborazioni con i privati. Cosi' potremo esportare l?eccellenza italiana, fermare la fuga dei cervelli verso l?estero e fare una forte politica di solidarieta'. Al Regina Elena saranno chiamati scienziati e medici di primo livello, una concentrazione di talenti e tecnologia premiata da fondi consistenti. E? stato nominato commissario, per tre anni, il dottor Ilja Gardi, mentre Mandelli sara' responsabile scientifico per la cura e la ricerca sulle malattie ematiche e il professor Lucarelli sara' responsabile scientifico per il trattamento e lo studio della talassemia e delle emoglobinopatie. L?obiettivo e' quello di triplicare la cura ai malati, creare un scuola di formazione per medici e tecnici in modo da portare anche all?estero le cure scoperte in Italia, e sviluppare la ricerca scientifica sull?uso delle cellule staminali e trapianti di midollo. Per l?Italia sara' un vanto internazionale e un momento di cooperazione reale".
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