Italia. Gli smart shop della Penisola
Salvia divinorum, sida acuta, rivea corymbosa, mautenus ehrifolia non sono semplici piante. Usate gia' secoli fa dalle popolazioni maya e atzeche come allucinogeni, si possono trovare oggi in commercio nei cosiddetti smart shop, piccoli negozi che sull'esempio dell'Olanda hanno iniziato ad invadere da un anno a questa parte la nostra penisola, e in cui si vendono queste droghe naturali sotto la veste di integratori alimentari, tisane o incensi. Tutto legale e naturale, anche se gli esperti del settore hanno qualche dubbio.
"Purtroppo in questi ultimi anni -spiega il farmacologo Luciano Caprino- si e' creata la moda del 'naturale fa bene', incorrendo spesso in gravi errori. Non tutto cio' che e' naturale infatti fa bene. Ogni fiore o pianta sono un piccolo laboratorio chimico, senza contare che erbe come il ginseng hanno 7-8 nomi diversi, con principi attivi ed effetti che differiscono da Paese a Paese. In ogni caso, si tratta sempre di sostanze non certo curative, ma usate per uscire dalla normalita"'. La salvia divinorum per esempio, venduta come incenso, "contiene il salvinorin A -prosegue Alessandro Tagliamonte, professore di farmacologia all'Universita' di Siena-, il piu' potente allucinogeno naturale conosciuto, che come la marijuana e' attivissimo se fumato, provocando intense allucinazioni per qualche ora, mentre la rivea corymbosa, contenuta in alcune pillole, contiene derivati dell'acido lisergico, strutturalmente vicino all'Lsd, ha attivita' allucinogena".
Di tutt'altro avviso coloro che hanno indirizzato la loro attivita' commerciale su questo settore. "E' tutto legale -spiega Monica Secci, una dei proprietari di 'Pura vida', lo smart shop aperto da qualche mese a Roma-. I nostri sono prodotti erboristici, tutti confezionati in Olanda e controllati secondo le leggi locali. Non provocano nessun effetto collaterale, se non dare piu' energia a chi ha la pressione bassa o alterare la percezione dei colori per qualche ora, come avviene con il Morning glory, i cui semi hanno lo stesso principio attivo dell'Lsd, senza mai perdere la lucidita'. Del resto anche il ministero della Salute e la polizia non hanno trovato niente da ridire".
Le sostanze utilizzate rientrano infatti in apposite categorie merceologiche, quali tisane, incensi, energizzanti e integratori alimentari, per cui la legislazione in materia prevede il solo obbligo di notificare al ministero della Salute la lista dei componenti. Passati 90 giorni senza risposta, scatta il silenzio-assenso. "I nostri clienti vengono informati di tutto, componenti ed effetti compresi - continua Secci -, tant'e' vero che spesso arrivano anche genitori con figli per capire meglio. Cio' che ci preme e' creare consapevolezza, scambiando informazioni con addetti del settore. In questi giorni abbiamo preso contatto con le unita' di strada antidroga di varie associazioni".
Gli affari comunque, per questi piccoli supermercati del 'piacere della mente', dove si trova di tutto, stimolatori sessuali compresi, vanno piuttosto bene, tanto che a Milano, nel giro di un anno si e' creata una catena di franchising. "In un anno abbiamo aperto 12 negozi - spiega Danilo Russo, promotore di quest'iniziativa -, ma abbiamo 40 contratti firmati piu' altri 9 previsti per settembre. Gli esercizi sono un po' in tutta la penisola, da Trento a Latina, da Verona a Bologna. Certo, al sud e' piu' difficile trapiantare una cosa del genere, c'e' molta diffidenza: ad Agrigento il parroco non ha voluto 'battezzare' il negozio". E il fatturato a quanto ammonta?
"Non posso dirlo, ma sono parecchie migliaia di euro a settimana -continua-. Del resto c'e' una grande lavoro di equipe dietro quest'attivita'". Prima di iniziare, Russo e altri 3 antropologi hanno girato il mondo per riscoprire le erbe dei vecchi popoli, "che con principi attivi molto simili, se non identici a quelli di Lsd a marijuana -prosegue Russo- rendono la nostra vita un po' meno deprimente, senza pero' creare dipendenza". La clientela va dai ragazzini ai manager cinquantenni un po' 'sbottonati'. "Il nostro successo e' giocare con l'ambiguita' -conclude Russo- associando le erbe naturali a prodotti che fanno effetto".
"Purtroppo in questi ultimi anni -spiega il farmacologo Luciano Caprino- si e' creata la moda del 'naturale fa bene', incorrendo spesso in gravi errori. Non tutto cio' che e' naturale infatti fa bene. Ogni fiore o pianta sono un piccolo laboratorio chimico, senza contare che erbe come il ginseng hanno 7-8 nomi diversi, con principi attivi ed effetti che differiscono da Paese a Paese. In ogni caso, si tratta sempre di sostanze non certo curative, ma usate per uscire dalla normalita"'. La salvia divinorum per esempio, venduta come incenso, "contiene il salvinorin A -prosegue Alessandro Tagliamonte, professore di farmacologia all'Universita' di Siena-, il piu' potente allucinogeno naturale conosciuto, che come la marijuana e' attivissimo se fumato, provocando intense allucinazioni per qualche ora, mentre la rivea corymbosa, contenuta in alcune pillole, contiene derivati dell'acido lisergico, strutturalmente vicino all'Lsd, ha attivita' allucinogena".
Di tutt'altro avviso coloro che hanno indirizzato la loro attivita' commerciale su questo settore. "E' tutto legale -spiega Monica Secci, una dei proprietari di 'Pura vida', lo smart shop aperto da qualche mese a Roma-. I nostri sono prodotti erboristici, tutti confezionati in Olanda e controllati secondo le leggi locali. Non provocano nessun effetto collaterale, se non dare piu' energia a chi ha la pressione bassa o alterare la percezione dei colori per qualche ora, come avviene con il Morning glory, i cui semi hanno lo stesso principio attivo dell'Lsd, senza mai perdere la lucidita'. Del resto anche il ministero della Salute e la polizia non hanno trovato niente da ridire".
Le sostanze utilizzate rientrano infatti in apposite categorie merceologiche, quali tisane, incensi, energizzanti e integratori alimentari, per cui la legislazione in materia prevede il solo obbligo di notificare al ministero della Salute la lista dei componenti. Passati 90 giorni senza risposta, scatta il silenzio-assenso. "I nostri clienti vengono informati di tutto, componenti ed effetti compresi - continua Secci -, tant'e' vero che spesso arrivano anche genitori con figli per capire meglio. Cio' che ci preme e' creare consapevolezza, scambiando informazioni con addetti del settore. In questi giorni abbiamo preso contatto con le unita' di strada antidroga di varie associazioni".
Gli affari comunque, per questi piccoli supermercati del 'piacere della mente', dove si trova di tutto, stimolatori sessuali compresi, vanno piuttosto bene, tanto che a Milano, nel giro di un anno si e' creata una catena di franchising. "In un anno abbiamo aperto 12 negozi - spiega Danilo Russo, promotore di quest'iniziativa -, ma abbiamo 40 contratti firmati piu' altri 9 previsti per settembre. Gli esercizi sono un po' in tutta la penisola, da Trento a Latina, da Verona a Bologna. Certo, al sud e' piu' difficile trapiantare una cosa del genere, c'e' molta diffidenza: ad Agrigento il parroco non ha voluto 'battezzare' il negozio". E il fatturato a quanto ammonta?
"Non posso dirlo, ma sono parecchie migliaia di euro a settimana -continua-. Del resto c'e' una grande lavoro di equipe dietro quest'attivita'". Prima di iniziare, Russo e altri 3 antropologi hanno girato il mondo per riscoprire le erbe dei vecchi popoli, "che con principi attivi molto simili, se non identici a quelli di Lsd a marijuana -prosegue Russo- rendono la nostra vita un po' meno deprimente, senza pero' creare dipendenza". La clientela va dai ragazzini ai manager cinquantenni un po' 'sbottonati'. "Il nostro successo e' giocare con l'ambiguita' -conclude Russo- associando le erbe naturali a prodotti che fanno effetto".
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