Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Sociologa Monica Massari: analisi dell'islamofobia

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Il saggio di Monica Massari, sociologa e studiosa attenta ai problemi della globalizzazione, e' un viaggio nella paura e nell'Islam discriminato dall'Occidente.
Che cos'e' l'islamofobia e come si manifesta, secondo lei? Una forma di vero e proprio razzismo e non di semplice intolleranza religiosa - risponde la studiosa - l'islamofobia deriva da una curiosita' morbosa e tende velocemente a trasformarsi in rifiuto e stigmatizzazione, e' un'ideologia che si concretizza come rapporto sociale che porta alla discriminazione, all'odio, al disprezzo e all'esclusione. Una nuova forma di razzismo che si esplicita chiaramente dopo l'11 settembre, dopo essere stata incubata lungamente sin dagli anni '80, nutrendosi di 'sentito dire', paura e passione aggressiva.
Il sentimento di alterita' della cultura islamica provoca angoscia e risveglia rancori antichi e nuovi insieme. La creazione di un capro espiatorio nasce, secondo la tesi della studiosa, dal bisogno di indirizzare verso un nemico le tensioni 'insopportabili' prodotte da processi sociali piu' grandi di noi - come i processi della globalizzazione - e viene appagato dall'odio. Una sorta di 'licenza di odiare gli islamici, offerta come su un piatto d'argento dopo gli attentati terroristici di al-Qa ida'. Sono parole di Renate Siebert, allieva di Adorno, studiosa del tema del pregiudizio - anche nelle sue forme meno esplicite - autrice della prefazione al libro.
Monica Massari ci fa fare un esercizio di sguardo differenziato su islam e immigrazione tramite l'osservazione della quotidianita' di persone di fede islamica nel contesto sociale italiano: c'e' la donna col velo buttata fuori dall'autobus, ci sono i bambini puntati col dito a scuola e fatti oggetto di curiosita' e c'e' chi non riesce a trovare un alloggio in affitto.
Per le nuove generazioni cresciute in Italia, la cosiddetta seconda generazione, l'Islam e' vissuto come appartenenza, come orizzonte di senso comunitario col quale identificarsi, una risorsa, un capitale sociale che l'individuo spende all'interno dei propri rapporti sociali. E proprio alla costruzione di questa alterita' irriducibile e irrinunciabile, sentita pero' come nemico interno xenofobicamente connotato, che hanno contribuito - secondo la Massari - la Lega Nord, alcune parti della Chiesa cattolica e singoli intellettuali non solo di destra ma anche progressisti, per non parlare dei messaggi dei mass media che diffondono stereotipi fuorvianti e immagini fittizie della realta' - pensiamo all'equivalenza piuttosto sommaria tra islam e terrore.
Vittime privilegiate di questo nuovo razzismo pare siano le donne e i bambini, per via dell'abbigliamento, per via della fragilita'.
E le tesi del libro vanno anche oltre: l'islamofobia somiglia tanto all'antisemitismo storico. Tutt'e due traggono spunto dall'idea che la religione dell'altro sia immutabile, monolitica e sottratta al cambiamento. Le donne e gli uomini che raccontano la loro storia sono espressione proprio di quel 'filtro cognitivo' fra loro e il mondo, tra 'loro' e 'noi': il che non serve a costruire rapporti di reciprocita' e di riconoscimento nel nome dell'universale e necessario rispetto dei diritti della persona, di cui ormai si rischia di fare solo un gran parlare.
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