Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Un sondaggio delle Acli: 9 italiani su 10 contro la "clonazione"

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Decisamente contrari alla clonazione -anche se non viene specificato se di tipo riproduttivo o terapeutico, ndr- (9 su 10) come anche -ma in modo piu' soft- agli ogm (65%), gli italiani mostrano aperture verso l'eutanasia su malati allo stato terminale (favorevole il 42%) e una non trascurabile adesione alle tecniche di fecondazione artificiale (le sostengono il 52%). In generale, pero', verso i temi della bioetica circa un italiano su due (il 43%) ha un atteggiamento laico: ognuno dovrebbe regolarsi come meglio crede, in base alla propria coscienza.
Sono i principali risultati di un sondaggio promosso dalle Acli (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani), e realizzato da Coesis sui temi piu' scottanti della bioetica. Temi di attualita', sia per le ricadute nella vita dell'uomo della strada sia per le decisioni legislative che richiedono, che saranno affrontati e discussi dagli addetti ai lavori ad Orvieto (dal 5 al 7 settembre), in occasione dell'incontro di studio promosso dalle stesse Acli.
Gli italiani -secondo il sondaggio- hanno mostrato una "forte sensibilita'" alla sfida bioetica: i temi sono concepiti come vicini alle persone, gli indifferenti sono appena, ad esempio, l'1% per la clonazione e il 5% per gli ogm.
La clonazione e' il tema su cui si e' concentrato il dissenso maggiore: 9 italiani su 10 sono contrari, appena il 5% e' favorevole. A fronte di un 42% di italiani favorevoli all'eutanasia il 37% si dice contrario; ma un italiano su 5 (il 19%) su questa ipotesi non si esprime. Sulle tecniche di fecondazione artificiale (il Parlamento da anni discute della legge per la regolamentazione), circa un italiano su tre (il 35%) si dice non favorevole; d'accordo invece il 52%.
Altro tema caldo, l'impiego degli ogm: solo il 18% e' favorevole perche' ritiene che potrebbe risolvere la fame nel mondo, ma ben il 65% e' contrario. Numericamente scarsi i 'non saprei' su clonazione (4%) e donazione degli organi (7%). Piu' incertezza sugli ogm dove i senza opinione rappresentano l'11%.
Sul dato dei 'non saprei', il presidente delle Acli, Luigi Bobba, ritiene che "bisogna lavorare. Le opinioni -osserva- si formano in famiglia, nella scuola, nelle associazioni e attraverso la televisione. Occorre che tutte le agenzie di formazione si aggiornino e diano la possibilita' di approfondire queste tematiche su cui si gioca tanta parte del futuro dell'umanita', alla luce di alcuni valori etici e sociali di riferimento. Non si tratta solo -precisa Bobba- di fornire delle informazioni ma anche di dare quanti piu' elementi possibili ai fini di un orientamento".
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