Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Sotto sequestro la "birra alla marijuana"

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La Guardia di Finanza ha fatto sequestrare 180 mila bottiglie di birra contenente, tra gli altri ingredienti, aroma di fiori e foglie di cannabis.
L'operazione, denominata "Canna-bier" e finalizzata al sequestro di bevande alcoliche contenenti tracce di stupefacenti, e' partita dalla Guardia di Finanza di Vasto. I primi interventi sono stati eseguiti nei confronti dei principali distributori per l'Italia della birra in questione e dei loro rappresentanti, individuati in cinque province (Roma, Torino, Como, Chieti e Pescara). Le ipotesi di reato sono la frode in commercio e la vendita non autorizzata di sostanze stupefacenti.
Ad accertare che nella birra in vendita e' presente il tetraidrocannabinolo (Thc) sono state le analisi svolte dal dipartimento di Chieti dell'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente (Arta), su richiesta delle Fiamme Gialle. Cosi' come realizzata, la bevanda alcolica -per la quale, se ingerita, non si possono escludere gli effetti caratteristici degli stupefacenti- non puo' essere commercializzata in Italia. Per questo motivo il Gip di Vasto, Guido Campli, su richiesta del sostituto procuratore Annarita Mantini, ha disposto il sequestro del prodotto a livello nazionale, "ovunque esso si trovi e in qualsiasi forma venga commercializzato".
In realta', e' l'aroma di canapa che, in Italia, puo' essere utilizzato nella preparazione di bevande e dolciumi. Alcuni anni fa una ditta italiana, con l'intenzione di produrre caramelle, ottenne appunto il brevetto dell'aroma che non contiene il Thc -considerato uno stupefacente-, e conserva invece le proprieta' benefiche della canapa, ritenuta rinfrescante, rilassante e anti-stress.
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