Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. Sottosegretario all'immigrazione nel nuovo governo?

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Istituire un sottosegretariato all'immigrazione presso la Presidenza del Consiglio che possa indirizzare, coordinare e monitorare le politiche dedicate ai cittadini stranieri in Italia. Questo l'appello a Romano Prodi promosso dal gruppo editoriale 'Stranieri in Italia', al quale hanno già aderito sindacati, associazioni, giornalisti ed esponenti politici.
"Oggi le competenze sull'immigrazione sono divise tra una decina di ministeri, con logiche spesso autonome e separate" si legge nell'appello, e questo " si traduce spesso in una frammentazione che impedisce di perseguire politiche unitarie e di largo respiro, indispensabili per affrontare efficacemente e a 360 gradi tutti i temi legati alla vita dei cittadini stranieri in Italia".
Di qui "l'esigenza di una forma di coordinamento e indirizzo, che possa diventare un punto di riferimento per la gestione dell'immigrazione in Italia e realizzare anche a livello istituzionale la sintesi che nei rapporti tra uffici pubblici e cittadini stranieri è stata avviata con l'istituzione degli Sportelli Unici sull'Immigrazione".
I firmatari chiedono quindi "l'istituzione di un sottosegretariato presso la Presidenza del Consiglio che costituisca il punto di riferimento per la programmazione di politiche inerenti la condizione dei cittadini stranieri in Italia, fissando obiettivi, strategie, metodi di monitoraggio e di revisione, cui sia affidato il compito di ricomporre in un quadro coerente tutte le competenze della Pubblica Amministrazione e di rappresentare per la Commissione Europea il referente, finalmente unico, per sostenere l'approccio europeo all'integrazione dei cittadini provenienti dai paesi terzi". Anche per la Uil servirebbe un sottosegretario all'immigrazione. E' questa la proposta che il sindacato di via Lucullo gira al candidato premier Romano Prodi assieme alla richiesta di una 'sanatoria' per quelle 500 mila domande di regolarizzazione respinte con l'ultimo decreto flussi 2006. Un sottosegretario ad hoc, dunque, come spiega il segretario confederale Guglielmo Loy, 'non solo per programmare le politiche migratorie nel nostro Paese e coordinare le competenze oggi sparse in decine di uffici e ministeri, ma anche per dare un segnale forte sulla necessita' di una vera governance dei flussi migratori, con norme efficaci sulla gestione degli ingressi, ma anche con strumenti veri di accoglienza ed integrazione.
Per cinque anni, d'altra parte, 'il governo uscente si e' solo preoccupato di costruire inutili barriere contro la pressione migratoria in aumento, rifiutando il dialogo con le parti sociali e limitando al massimo il coordinamento tra le varie amministrazioni'.
Ma anche il 'proibizionismo' della Bossi -Fini non ha portato, per il sindacato, grandi benefici.'Non e' servito a bloccare i flussi d'ingresso, ma solo a degradarne le condizioni, condannando ad un clima di incertezza ed assenza di futuro centinaia di migliaia di persone di cui abbiamo sempre piu' bisogno'.
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