Italia. Spacciatore con polpastrelli abrasi e' da assolvere
Gli spacciatori di droga che si cancellano le impronte digitali devono essere assolti se, al momento del processo, non e' raggiunta la certezza sulla loro identita': e' questo il principio di una sentenza, emessa dal tribunale di Torino, che ha prosciolto un immigrato dall' Africa che, al momento dell' arresto, aveva i polpastrelli abrasi.L' uomo, quando nel 2005 i carabinieri della compagnia di Mirafiori lo sorpresero con 23 ovuli di cocaina, aveva detto di chiamarsi Charle Saadio, di essere originario del Gabon e di essere minorenne; i dubbi sulla sua eta' sono stati rapidamente fugati da una serie di test, ma quelli sulla sua identita' sono rimasti, tanto piu' che l' imputato, scarcerato dal tribunale del riesame dopo qualche settimana di detenzione, non si e' mai presentato in aula.
Il giudice Fabrizia Pironti, su richiesta dello stesso pubblico ministero Andrea Padalino, all' udienza preliminare ha cosi' disposto il 'non luogo a procedere per essere rimasto ignoto l' autore del reato', applicando un orientamento gia' espresso dalla Corte di Cassazione in alcune occasioni analoghe.
'Questa decisione impedisce che, in caso di scambio di identita', qualcuno che si chiami effettivamente Charle Saadio si ritrovi con una condanna per spaccio senza saperlo e senza aver commesso nessun illecito'.
Il sostituto procuratore Andrea Padalino, insieme al collega Paolo Borgna, alcuni mesi fa si e' fatto promotore di una proposta di legge -recepita da diversi parlamentari torinesi- che puo' risolvere il problema: fra le misure previste spicca l' introduzione del reato di 'alterazione di creste papillari', destinato a reprimere il fenomeno dei pusher che per sfuggire all' identificazione utilizzano l' acido per cancellare temporaneamente i propri polpastrelli.
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