Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Spinelli al liceo di Rho: processo al preside?

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La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio di Bruno Dagnini, preside del liceo scientifico Ettore Majorana di Rho, grosso comune dell'hinterland milanese, perche' sarebbe stato troppo permissivo nei confronti degli studenti che, all'ora della ricreazione, in cortile e nei bagni, si facevano gli spinelli.
Dopo la chiusura dell'inchiesta, con il deposito degli atti, l'interrogatorio del preside che aveva chiesto di chiarire la vicenda e ulteriori indagini, il pm Gianluca Bragho' nei giorni scorsi ha chiesto il rinvio a giudizio di Dagnini per omessa denuncia, favoreggiamento personale e agevolazione dell'uso di sostanze stupefacenti. Secondo il magistrato, Dagnini, che ha sempre respinto le accuse, non avrebbe controllato o impedito quanto accadeva nel suo istituto: sarebbe stato tollerante al punto da violare la legge. Le prime indagini, che portarono agli arresti di tre ragazzi, partirono nell'ottobre del 2002 quando ai carabinieri di Rho arrivarono segnalazioni da parte dei genitori di diversi studenti, preoccupati per la diffusione delle 'canne' nelle scuole. I militari cominciarono a indagare in 10 istituti nell'area del grosso centro industriale a nord-ovest di Milano.
In maggio, dopo mesi di controlli, i carabinieri passarono all'azione. Al Majorana arrestarono, nel cortile, uno studente che aveva in tasca 20 grammi di hashish. Un'altra ventina di grammi di sostanze stupefacenti vennero ritrovati in un vano antincendio del liceo mentre nei bagni mozziconi di spinelli e su un davanzale anche tracce di cocaina. All'esterno di un'altra scuola superiore di Rho, il tecnico per geometri 'Mattei', gia' nell'ottobre 2002 vennero arrestati due ragazzi, che frequentavano pero' un altro istituto, mentre spacciavano droga leggera passandola attraverso le cancellate dell'edificio.
Nel corso dell'inchiesta un'ottantina di persone tra genitori, studenti, insegnanti e personale scolastico sono stati interrogati. Bruno Dagnini gia' ai tempi delle chiusura delle indagini condotte dal pm Bragho' aveva dichiarato di avere "la coscienza a posto" e aveva precisato di non aver mai tollerato il consumo e la vendita di droga all'interno dell'edificio scolastico da lui diretto, anzi di avere modificato il regolamento interno adottando molte restrizioni.
"Sono stupefatto e trovo incredibile che si chieda il rinvio a giudizio per chi, come il preside Dagnini, ha speso la sua vita per instaurare un rapporto corretto e di fiducia tra studenti ed insegnanti". Lo ha dichiarato l'avv. Giuliano Pisapia, difensore del preside del liceo scientifico di Rho.
Il legale ha anche sottolineato di essere rimasto "particolarmente colpito in quanto sono stati contestati reati cosi' gravi, pur in presenza di decine di testimonianze che hanno dimostrato come il preside abbia fatto tutto quanto in suo potere, anche in collaborazione con il Sert, gli psicologi e la Gdf, per dare una corretta informazione sulla droga ai ragazzi e per per creare controlli tesi ad evitare che sostanze stupefacenti circolassero all'interno del liceo".
Ora la parola spetta al Gip.


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