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Italia. Spoleto. Convegno sulle staminali cordonali

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Pubblichiamo un articolo apparso su clicca qui lo scorso 18 gennaio 2008.

Un convegno per discutere sulle cellule staminali da sangue del cordone ombelicale. E' quanto ha organizzato l'arcidiocesi di Spoleto-Norcia, nel tradizionale convegno che segue la festa del patrono S. Ponziano, e che si è tenuto oggi venerdì 15 gennaio. L'evento è stato curato, oltre che dalla diocesi, dall'Associazione Scienza e Vita di Spoleto, dalla Asl numero 3 dell'Umbria e dal Comune di Spoleto.

A parlare dell'attualità e delle prospettive delle cellule staminali, definite alleate per il futuro, ci sono stati molti esperti e studiosi: il professor Salvatore Mancuso del comitato etico Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha parlato dell'importanza del prelievo del cordone ombelicale nei punti nascita; la prof.ssa Gabriella Girelli, direttore dipartimento di medicina trasfusionale del policlinico Umberto I di Roma, che trattato la donazione di cellule staminali da sangue di cordone ombelicale; il prof. Carlo Petrini, della presidenza dell'Istituto Superiore di Sanità, ha parlato dei valori etici della donazione solidaristica, dedicata e per uso proprio. Le conclusioni sono state tratte dal prof. Ignazio Marino, presidente della commissione sanità del Senato.

Il convegno di Spoleto si è tenuto in concomitanza con un importante passo nel mondo delle cellule staminali umane, che è sempre di più in rapido sviluppo. Alcuni scienziati, infatti, sono riusciti in vari laboratori a "riprogrammare" cellule umane prelevate da donatori adulti per produrre cellule staminali pluripotenti, che assomigliano nelle loro caratteristiche principali alle cellule staminali embrionali, compreso il potenziale di differenziazione. Forse presto sarà possibile usare questa procedura nella routine, per isolare e coltivare cellule staminali per i pazienti.

"Per tutte le cellule staminali, ha detto il senatore Marino, è sempre importante controllare quattro elementi fondamentali: il rischio di trasmissione da parte del donatore di malattia infettiva o genetica; il rischio di contaminazione o danno delle cellule che potrebbe verificarsi durante il procedimento della loro preparazione; il tipo, la purezza e la potenzialità delle cellule presenti nel 'tessuto' da impiantare; la sicurezza, e efficacia delle cellule staminali in vivo. Credo sia necessario, ha concluso, per il nostro paese regolamentare e, dove eticamente possibile, incentivare sia la ricerca sia l'utilizzo clinico di queste terapia con cellule staminali per migliorare la salute dei pazienti, limitare abusi, e mantenere il nostro paese all'avanguardia sia nel campo biotecnologico che in quello etico".

L'ospedale di Spoleto, insieme, a quello di Terni è l'unico in Umbria ad avere l'autorizzazione per il trapianto della placenta e del cordone ombelicale per ricavarne le cellule staminali. Le cellule vengono conservate a freddo, e scongelate e coltivate quando si presenta una necessità terapeutica. Il trapianto di queste cellule può essere sia autologo che allogenico. Le cellule staminali di origine adulta sono utilizzate da più di quaranta anni per la cura delle persone colpite da gravi malattie ematologiche, sia neoplastiche (leucemie, linfomi, mielosa multiplo, ecc..) che non neoplastiche (talassemie, aplasie midollari ecc..) ed altre rare patologie sia di natura congenita che acquisita. Il trapianto di midollo osseo rappresenta la terapia primaria in molte malattie ematologiche neoplastiche e non neoplastiche. Il primo trapianto a base di cellule staminali è stato proprio con il midollo osseo nel 1968.

"La ricerca e l'applicazione clinica per trapianti di cellule staminali sono forse l'argomento medico di più moderno interesse, la scoperta biologica di più forte potenzialità, e il soggetto di più contrastanti dibattiti etici e di attenzione internazionale da parte dei cittadini e dei media. L'uso di cellule staminali nella medicina rigenerativa è volto a creare "tessuti" umani ex-vivo per trapiantarli in pazienti la cui malattia è causata da degenerazione o danno di cellule, tessuti, e organi.

Attualmente i progressi più importanti nella ricerca sulle cellule staminali, sia embrionali che adulte, riguardano soprattutto la messa a punto di protocolli per isolarle e coltivarle, per indurre la loro differenziazione nei vari tipi cellulari, e per comprendere i meccanismi che conferiscono a queste cellule la loro caratteristica più importante, ossia la pluripotenza o multipotenza.

Proprio in questi giorni un altro importante passo è stato compiuto nel mondo delle cellule staminali umane, che è sempre di più in rapido sviluppo. Alcuni scienziati, infatti, sono riusciti in vari laboratori a "riprogrammare" cellule umane prelevate da donatori adulti per produrre cellule staminali pluripotenti, che assomigliano nelle loro caratteristiche principali alle cellule staminali embrionali, compreso il potenziale di differenziazione. Forse presto sarà possibile usare questa procedura nella routine, per isolare e coltivare cellule staminali per i pazienti.

Parallelamente alla ricerca sulle staminali embrionali, anche le staminali adulte sono oggetto di studio per il loro possibile impiego terapeutico nella medicina rigenerativa. In particolare, negli ultimi cinque anni, il mondo scientifico ha assistito con interesse crescente ai progressi avvenuti nella ricerca sulle cellule staminali provenienti dal cordone ombelicale, sia ematopoietiche, che multipotenti per vari tipi cellulari. Si è scoperto che sia il sangue che l'epitelio e il connettivo del cordone ombelicale, rappresentano una fonte di cellule staminali multipotenti utilizzabili per generare diversi tipi cellulari, quali ad esempio cellule della linea ematopoietica, piastrine, epatociti, mioblasti, cheratinociti, dendriti, cellule dell'endotelio, cellule del pancreas.

I risultati finora ottenuti indicano che la differenziazione delle cellule staminali del cordone ombelicale in progenitori di cellule adulte di vario tipo, può costituire una valida strategia alternativa per la terapia cellulare di molte malattie. Poiché il cordone ombelicale viene di solito gettato via dopo la nascita, la raccolta delle cellule staminali in esso contenute non implica alcuna procedura invasiva, né problemi di tipo etico. Le cellule vengono conservate a freddo, e scongelate e coltivate quando si presenta una necessità terapeutica. Il trapianto di queste cellule può essere sia autologo che allogenico.

Le cellule staminali di origine adulta sono utilizzate da più di quaranta anni per la cura delle persone colpite da gravi malattie ematologiche, sia neoplastiche (leucemie, linfomi, mielosa multiplo, ecc..) che non neoplastiche (talassemie, aplasie midollari ecc..) ed altre rare patologie sia di natura congenita che acquisita. Il trapianto di midollo osseo rappresenta la terapia primaria in molte malattie ematologiche neoplastiche e non neoplastiche. Il primo trapianto a base di cellule staminali e' stato proprio con il midollo osseo nel 1968.

L'efficacia di questi trapianti di cellule staminali ematopoietiche adulte e' limitata, e le possibilità di successo sono ridotte a causa delle difficoltà di ricerca di un donatore compatibile nel Registro internazionale dei donatori di midollo osseo. Si stima che circa il 40-50 per cento dei pazienti per i quali è indicato il trapianto di cellule staminali ematopoietiche non dispone di un donatore compatibile nell'ambito familiare o nei registri internazionali dei donatori volontari di midollo osseo. Una importante opportunità per questi pazienti è rappresentata oggi dalla raccolta del cordone ombelicale. Attualmente, infatti, le cellule staminali ematopoietiche possono essere ottenute anche dal sangue del cordone ombelicale, con l'importante vantaggio di una minore frequenza di rigetto.

Inoltre, allo stato attuale delle conoscenze, anche le cellule mesenchimali del cordone ombelicale possono essere considerate una valida fonte di staminali multipotenti, che si spera di poter usare in futuro per l'applicazione clinica e per la medicina rigenerativa, superando i problemi di natura etica suscitati dall'utilizzo delle cellule staminali embrionali. Il loro potenziale di differenziazione le colloca in una posizione intermedia fra le cellule staminali embrionali e le staminali adulte; inoltre esse mostrano un alto tasso di proliferazione e una buona capacità di auto-rinnovamento. Per tutte le cellule staminali è sempre importante controllare quattro elementi fondamentali: il rischio di trasmissione da parte del donatore di malattia infettiva o genetica; il rischio di contaminazione o danno delle cellule che potrebbe verificarsi durante il procedimento della loro preparazione; il tipo, la purezza e la potenzialita' delle cellule presenti nel 'tessuto' da impiantare; la sicurezza, e efficacia delle cellule staminali in vivo.

Credo sia necessario per il nostro paese regolamentare e, dove eticamente possibile, incentivare sia la ricerca sia l'utilizzo clinico di queste terapia con cellule staminali per migliorare la salute dei pazienti, limitare abusi, e mantenere il nostro paese all'avanguardia sia nel campo biotecnologico che in quello etico".
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