Italia. Staffetta oratoria dei Radicali: no alla legge sulla fecondazione
"No a una legge ingiusta, illiberale e incostituzionale". Questo il messaggio della manifestazione tenutasi davanti al Senato, dove la Commissione Sanita' discuteva la legge sulla fecondazione medicalmente assistita, "nel piu' completo disinteresse dei mass media che avallano cosi' la scelta del presidente della Commissione di negare la registrazione delle sedute richiesta da Radio Radicale".
Alla staffetta oratoria, organizzata dall'Associazione Luca Coscioni, hanno partecipato anche le associazioni Madre Provetta, Mammeonline, Cerco un bimbo, Radicaliroma, la Federazione Giovanile Repubblicana e l'associazione culturale Galileo con un unico slogan: "L'embrione e' un essere umano, il malato, no".
"Liberta' di cura e di ricerca scientifica per uno Stato laico capace di non soccombere alle etiche religiose" e' la richiesta dell'Associazione Luca Coscioni, che "si batte per l'approvazione di una nuova legge gia' depositata alle Camere sulla regolamentazione di clonazione terapeutica e fecondazione medicalmente assistita". Antonello Marzano, tesoriere dell'Associazione, ha spiegato che questa legge renderebbe di fatto impraticabile la tecnica della fecondazione assistita nel nostro Paese, abbassando ulteriormente la probabilita' di riuscita di un'operazione gia' di per se' difficile. "Il nostro obbiettivo e' anche quello di denunciare con forza la proibizione della ricerca sulle cellule staminali embrionali."
Il rischio, ha sottolineato Monica Soldano, presidente di Madre Provetta, e' che venga approvata una legge solo perche' diventa uno strumento di manifesto politico e ideologico. La legge non riguarda infatti solo le coppie infertili, ma ha tutta una serie di ricadute sui costi sociali e sanitari, visto che si rischia anche di aumentare il numero di gravidanze plurigemellari fino a tre volte quello attuale. "La nostra e' una battaglia per migliorare la qualita' della vita non solo della donna, ma anche del nascituro". Tra gli interventi anche quello del prof. Gilberto Corbellini, Ordinario di Storia della Medicina all'Universita' di Roma, secondo il quale "c'e' da essere preoccupati dal silenzio che ha accompagnato l'iter di questa legge, che rendera' impraticabile tutta una serie di ricerche che oggi rappresentano la frontiera di quella che e' chiamata medicina rigenerativa". Con questa legge, per assecondare i diktat del Vaticano, secondo Corbellini si e' deciso di non creare anche in Italia le condizioni perche' i cittadini abbiano dalla Sanita' e dalla ricerca gli strumenti per migliorare la loro qualita' di vita e per guarire da gravissime malattie.
Dello stesso parere anche il senatore Antonio Del Pennino (Pri), che ha ricordato che "una maggioranza trasversale, che ha raccolto consensi dalla Cgil e dalla Margherita, ha respinto senza motivazione ogni emendamento, anche i piu' ragionevoli e moderati. Si tratta di proposte di modifica che non toccavano questioni di principio, su cui e' logico dividersi. C'e' solo da augurarsi che in aula prevalga il buonsenso e che il testo venga modificato". Il senatore ha poi annunciato che ripresentera' in aula i 64 emendamenti gia' proposti in commissione.
Hanno aderito alla manifestazione anche le parlamentari diessine Vittoria Franco e Monica Bettoni, indignate e stupite da questo provvedimento che sembra sempre piu' anacronistico. "E' un provvedimento oscurantista che mortifica in un colpo solo il corpo femminile, i medici, la liberta' di ricerca, i malati. Abbiamo cercato di modificare e migliorare il testo in tutti i modi, anche con nostre proposte alternative, ma in commissione e' stato impossibile ogni confronto di merito e nessun emendamento e' stato accolto. In realta' si tratta di una legge inapplicabile, il cui unico risultato sara' quello di incentivare il turismo procreativo, verso altri Paesi piu' avanzati e tolleranti del nostro".
Durante la staffetta oratoria sono state analizzate le circostanze che rendono l'Italia un Paese anomalo dal punto di vista della ricerca, nonche' i disagi e le frustrazioni che questa situazione comporta. Un esempio per tutti: Vittoria, una donna sposata da due anni, che non riesce ad avere figli. "Abbiamo deciso col mio compagno di sposarci dopo anni di convivenza perche' volevamo dei figli. Dopo il matrimonio, mio marito ha scoperto di soffrire di un disturbo chiamato azoospermia di tipo secretivo, per cui non produce spermatozoi". Vittoria si e' gia' sottoposta a vari cicli di fecondazione di tipo eterologo. "Non abbiamo ancora avuto successo con la fecondazione intrauterina, ora vogliamo passare a quella in provetta. Non mi sento per questo immorale, ne' mi vergogno per questa scelta, eppure, se questa legge dovesse passare, non potrei piu' continuare su questa strada. Ritengo che la nostra sia una malattia e come tale vada curata. Se questa legge ci impedira' di avere un figlio andremo all'estero. Oggi stiamo lottando per una battaglia civile e per tutte le coppie che non hanno disponibilita' economiche per recarsi all'estero".
Con una nota diffusa il giorno seguente della manifestazione, l'associazione Luca Coscioni "rilancia" la sua campagna e "non rimanda a settembre il problema della liberta' di scienza, di ricerca e di cura".
"Riscontriamo, ancora una volta, se serve, che la voce di 1700 professori universitari, ricercatori e scienziati, firmatari dell'Appello di Luca Coscioni ai parlamentari contro il ddl sulla fecondazione assistita e per la liberta' di ricerca sulle cellule staminali embrionali, non vale, sui giornali, che qualche riga di controcanto ai vari Pedrizzi di turno", sottolinea duramente l'associazione.
"Il professore Gilberto Corbellini e il professore Fernando Aiuti -rappresentando davanti al Senato, insieme a Luca Coscioni, tutte queste voci- hanno ribadito ancora una volta che fermare la ricerca sulle cellule staminali embrionali significa condannare, prima ancora che il mondo della scienza, milioni di malati a non avere, per il futuro prossimo, una seria speranza di cura. La denuncia così forte e autorevole, di un tema fondamentale riguardante la vita e (o) la morte delle persone, meriterebbe -conclude la nota- degli spazi di dibattito che ad oggi non possono che essere considerati del tutto insufficienti e inadeguati".
Su radioradicale.it e' possibile rivedere, e riascoltare, tutta la manifestazione.
Alla staffetta oratoria, organizzata dall'Associazione Luca Coscioni, hanno partecipato anche le associazioni Madre Provetta, Mammeonline, Cerco un bimbo, Radicaliroma, la Federazione Giovanile Repubblicana e l'associazione culturale Galileo con un unico slogan: "L'embrione e' un essere umano, il malato, no".
"Liberta' di cura e di ricerca scientifica per uno Stato laico capace di non soccombere alle etiche religiose" e' la richiesta dell'Associazione Luca Coscioni, che "si batte per l'approvazione di una nuova legge gia' depositata alle Camere sulla regolamentazione di clonazione terapeutica e fecondazione medicalmente assistita". Antonello Marzano, tesoriere dell'Associazione, ha spiegato che questa legge renderebbe di fatto impraticabile la tecnica della fecondazione assistita nel nostro Paese, abbassando ulteriormente la probabilita' di riuscita di un'operazione gia' di per se' difficile. "Il nostro obbiettivo e' anche quello di denunciare con forza la proibizione della ricerca sulle cellule staminali embrionali."
Il rischio, ha sottolineato Monica Soldano, presidente di Madre Provetta, e' che venga approvata una legge solo perche' diventa uno strumento di manifesto politico e ideologico. La legge non riguarda infatti solo le coppie infertili, ma ha tutta una serie di ricadute sui costi sociali e sanitari, visto che si rischia anche di aumentare il numero di gravidanze plurigemellari fino a tre volte quello attuale. "La nostra e' una battaglia per migliorare la qualita' della vita non solo della donna, ma anche del nascituro". Tra gli interventi anche quello del prof. Gilberto Corbellini, Ordinario di Storia della Medicina all'Universita' di Roma, secondo il quale "c'e' da essere preoccupati dal silenzio che ha accompagnato l'iter di questa legge, che rendera' impraticabile tutta una serie di ricerche che oggi rappresentano la frontiera di quella che e' chiamata medicina rigenerativa". Con questa legge, per assecondare i diktat del Vaticano, secondo Corbellini si e' deciso di non creare anche in Italia le condizioni perche' i cittadini abbiano dalla Sanita' e dalla ricerca gli strumenti per migliorare la loro qualita' di vita e per guarire da gravissime malattie.
Dello stesso parere anche il senatore Antonio Del Pennino (Pri), che ha ricordato che "una maggioranza trasversale, che ha raccolto consensi dalla Cgil e dalla Margherita, ha respinto senza motivazione ogni emendamento, anche i piu' ragionevoli e moderati. Si tratta di proposte di modifica che non toccavano questioni di principio, su cui e' logico dividersi. C'e' solo da augurarsi che in aula prevalga il buonsenso e che il testo venga modificato". Il senatore ha poi annunciato che ripresentera' in aula i 64 emendamenti gia' proposti in commissione.
Hanno aderito alla manifestazione anche le parlamentari diessine Vittoria Franco e Monica Bettoni, indignate e stupite da questo provvedimento che sembra sempre piu' anacronistico. "E' un provvedimento oscurantista che mortifica in un colpo solo il corpo femminile, i medici, la liberta' di ricerca, i malati. Abbiamo cercato di modificare e migliorare il testo in tutti i modi, anche con nostre proposte alternative, ma in commissione e' stato impossibile ogni confronto di merito e nessun emendamento e' stato accolto. In realta' si tratta di una legge inapplicabile, il cui unico risultato sara' quello di incentivare il turismo procreativo, verso altri Paesi piu' avanzati e tolleranti del nostro".
Durante la staffetta oratoria sono state analizzate le circostanze che rendono l'Italia un Paese anomalo dal punto di vista della ricerca, nonche' i disagi e le frustrazioni che questa situazione comporta. Un esempio per tutti: Vittoria, una donna sposata da due anni, che non riesce ad avere figli. "Abbiamo deciso col mio compagno di sposarci dopo anni di convivenza perche' volevamo dei figli. Dopo il matrimonio, mio marito ha scoperto di soffrire di un disturbo chiamato azoospermia di tipo secretivo, per cui non produce spermatozoi". Vittoria si e' gia' sottoposta a vari cicli di fecondazione di tipo eterologo. "Non abbiamo ancora avuto successo con la fecondazione intrauterina, ora vogliamo passare a quella in provetta. Non mi sento per questo immorale, ne' mi vergogno per questa scelta, eppure, se questa legge dovesse passare, non potrei piu' continuare su questa strada. Ritengo che la nostra sia una malattia e come tale vada curata. Se questa legge ci impedira' di avere un figlio andremo all'estero. Oggi stiamo lottando per una battaglia civile e per tutte le coppie che non hanno disponibilita' economiche per recarsi all'estero".
Con una nota diffusa il giorno seguente della manifestazione, l'associazione Luca Coscioni "rilancia" la sua campagna e "non rimanda a settembre il problema della liberta' di scienza, di ricerca e di cura".
"Riscontriamo, ancora una volta, se serve, che la voce di 1700 professori universitari, ricercatori e scienziati, firmatari dell'Appello di Luca Coscioni ai parlamentari contro il ddl sulla fecondazione assistita e per la liberta' di ricerca sulle cellule staminali embrionali, non vale, sui giornali, che qualche riga di controcanto ai vari Pedrizzi di turno", sottolinea duramente l'associazione.
"Il professore Gilberto Corbellini e il professore Fernando Aiuti -rappresentando davanti al Senato, insieme a Luca Coscioni, tutte queste voci- hanno ribadito ancora una volta che fermare la ricerca sulle cellule staminali embrionali significa condannare, prima ancora che il mondo della scienza, milioni di malati a non avere, per il futuro prossimo, una seria speranza di cura. La denuncia così forte e autorevole, di un tema fondamentale riguardante la vita e (o) la morte delle persone, meriterebbe -conclude la nota- degli spazi di dibattito che ad oggi non possono che essere considerati del tutto insufficienti e inadeguati".
Su radioradicale.it e' possibile rivedere, e riascoltare, tutta la manifestazione.
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