Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Staminali 'embrionali' in liquido amniotico, una bufala?

U.E. - ITALIA
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Forti dubbi sulla correttezza del lavoro di Paolo De Coppi, il ricercatore dell'universita' di Padova e ora in Gran Bretagna presso il Great Ormond Street Hospital di Londra, che nel gennaio 2007 annunciava, con Anthony Atala, della statunitense Wake Forest University, la scoperta nel liquido amniotico di cellule staminali simili alle embrionali, capaci tra l'altro di differenziarsi in neuroni. A manifestarli, nelle pagine della stessa rivista che pubblico' l'articolo, sono quattro esperti italiani di cellule staminali neurali. Alle loro critiche si uniscono quelle di gran parte della comunita' scientifica internazionale. Nella ricerca pubblicata nel gennaio 2007, De Coppi sosteneva che le staminali del liquido amniotico possono produrre cellule differenziate e specializzate di diverso tipo, con una plasticita' simile a quella delle embrionali. Tanto che da esse e' possibile ottenere cellule di tipo molto diverso, come neuroni e cellule di fegato e ossa. 'L'articolo di De Coppi non riesce a fornire nessuna evidenza convincente a supportare l'affermazione che le cellule staminali derivate dal liquido amniotico sono in grado di generare neuroni', scrivono Elena Cattaneo (universita' di Milano), Mauro Toselli (universita' di Pavia), Elisabetta Cerbai (universita' di Firenze) e Ferdinando Rossi (universita' di Torino). Si esprimono in modo analogo il consorzio di ricerca europeo sulle staminali EuroStemCell, che sulla vicenda diffonde un comunicato. E gli esperti di cellule staminali Ole Isacson e Oliver Cooper, dell'universita' di Harvard dicono in una nota: 'speriamo che De Coppi e gli altri autori dell'articolo siano in grado di rispondere alle preoccupazioni sollevate e di fornire nuova evidenza a sostegno delle loro affermazioni iniziali'. Critico anche per Tiziano Barberi, dell'Istituto californiano Beckman, il lavoro di De Coppi e Atala non e' sostenuto da alcuna evidenza convincente.   
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