Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Staminali cordonali nella banca di Boston, la scelta di Federica Panicucci

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale e conservate in banche genetiche, pronte per essere utilizzate in caso di malattia del nascituro. Una pratica impossibile in Italia, ma gia' effettuata all'estero. Ad esservi ricorsa, come ha spiegato lei stessa in un'intervista nell'ultimo numero di 'Gente', e' Federica Panicucci. "Non ero ancora incinta quando ho letto che era possibile prelevare le cellule staminali presenti nel sangue cordonale e conservarle nelle banche genetiche estere. In Italia non esistono strutture che effettuano questo tipo di raccolta, perche' da noi quelle cellule possono solo essere donate per la ricerca". Cosi', "cinque mesi fa, quando ho partorito Sofia ho chiesto che venissero raccolte le staminali e le ho inviate alla Viacord, una banca di raccolta di Boston, che, in caso di necessita', le spedisce ovunque nel giro di 24 ore". Il costo del deposito ammonta a circa duemila euro, piu' un centinaio di euro l'anno, sino al compimento del diciottesimo anno della piccola. "Sicuramente la mia Sofia non le usera' mai pero' e' importante mettere a disposizione di una figlia il meglio che la scienza puo' offrire. Spero di avere altri bambini: per ognuno di loro chiedero' che venga effettuata la stessa raccolta di cellule staminali".

La crioconservazione delle cellule del cordone ombelicale per uso personale e' vietata in Italia e secondo vari esperti si tratta di una pratica che non ha presupposto scientifico. Si stima, infatti, che solo 1 persona su 20.000, e soltanto nei primi 20 anni di vita, potrebbe mai aver bisogno del proprio cordone in caso di malattia. Tale pratica -hanno piu' volte sottolineato vari specialisti, tra i quali anche la responsabile della banca del cordone ombelicale della regione Lazio, Gabriella Girelli- richiederebbe dei costi enormi in mancanza di un'utilita' effettiva. Per questa ragione, sono molti gli specialisti convinti della necessita' di disincentivare le madri dal richiedere la conservazione autologa del cordone, oggi possibile all'estero, anche per non alimentare, affermano, il mercato lucroso nato attorno a questa attivita'. Cosa diversa sono, invece, le banche del cordone a scopo di trapianto. Un sistema che sta crescendo anche nel nostro Paese. In ogni regione e' infatti presente una banca di sangue dal cordone, con piu' punti di raccolta, i cui dati confluiscono in un'unica sede di coordinamento a Milano: si tratta del Gruppo per la raccolta e amplificazione delle cellule staminali emopoietiche (Grace), con funzioni di coordinamento e in collegamento con gli altri centri a livello mondiale. Cio' nell'interesse dei centri trapianto che, in questo modo, possono rivolgersi a uno sportello informativo unico. I dati vengono messi in rete in un circuito internazionale, con un aggiornamento costante del database. Le cellule staminali da sangue di cordone ombelicale vengono sottoposte a crioconservazione e sono finalizzate al trapianto per malattie ematologiche maligne e non, dalle leucemie e linfomi alle anemie congenite come la talassemia. Il trapianto e' eseguibile sia su bambini che adulti ma, per questi ultimi, il problema nasce dal fatto che il numero di cellule staminali che si vanno ad infondere deve essere proporzionale al peso corporeo e quelle che si riescono a ottenere con il cordone sopperiscono bene alle necessita' di un bambino o adolescente, ma non sono sempre sufficienti per un adulto. Per questo la scienza sta lavorando all'obiettivo di far replicare in vitro le staminali raccolte in questo modo, per meglio sopperire alle necessita' dei pazienti adulti.
E' "solo una speculazione commerciale". Cosi' l'ex ministro della Salute Girolamo Sirchia giudica la pratica di crioconservazione delle cellule staminali da cordone ombelicale per uso personale in caso di necessita'. Pratica vietata per decreto in Italia proprio durante il mandato ministeriale di Sirchia. "Si tratta di una speculazione commerciale poiche' l'evenienza che si possano utilizzare cellule da sangue placentare per uso proprio e' praticamente inesistente. Le banche genetiche che conservano tali cellule a questo scopo, dietro pagamento puntano dunque a sfruttare l'ingenuita' della gente". Per queste ragioni, Sirchia, nel 2002, decise di vietare tale pratica in Italia: "Con decreto abbiamo vietato la crioconservazione delle staminali da cordone per uso personale tranne per i casi in cui si rilevano malattie genetiche per curare le quali l'uso delle staminali proprie potrebbe concretamente rappresentare una via importante". In quest'ultimo caso, ha sottolineato l'ex ministro, la conservazione delle cellule da cordone e' gratuita ed a carico dello Stato. Una posizione, quella contraria alla crioconservazione delle staminali ad uso personale, ha concluso Sirchia, "che non e' d'altronde solo italiana, ma pienamente condivisa anche dal Consiglio d'Europa che di recente ha emanato una direttiva in materia".
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