Italia. Staminali per curare il linfoma della sorellina
Dalle cellule staminali della sorellina appena nata arrivera' la cura per la bambina ricoverata in ospedale a Brescia per un linfoma. Le preziose cellule sono state prelevate questa mattina dal cordone ombelicale che teneva unita la neonata alla mamma all'atto della nascita. Dopo i controlli di rito verranno inviate all'ospedale di Monza dove potranno aiutare la sorellina piu' grande a guarire piu' in fretta dalla sua malattia. Il fatto e' accaduto a Cava dei Tirreni, ma la vicenda parte da un piccolo centro del cilento.
Protagonista della storia e' la signora F.M., 27 anni, mamma di una bambina che a soli due anni e' ricoverata all'ospedale San Gerardo di Monza perche' affetta da un linfoma. In corso di gravidanza ed in attesa di una seconda figlia, la coraggiosa mamma ha saputo che le cellule staminali prelevate dal sangue che si trova nel proprio cordone ombelicale avrebbero potuto curare la malattia della prima bambina in cura presso l'ospedale lombardo. Rivoltasi al presidio ospedaliero di Sapri per avere informazioni su come fare per poter regalare alla bambina questa speranza di guarigione, la signora F.M. e' stata indirizzata alla divisione di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale di Cava dei Tirreni, struttura abilitata ad effettuare tali prelievi, a cui e' arrivata tramite l'ospedale Napoletano Pausilipon e la Banca Dati del Sangue Cordonale.
Successivamente la d.ssa Daniela Longoni, sanitario dell'ospedale di Monza, si e' messa in contatto con il dr. Giuseppe Balsamo, referente dell'Asl per la raccolta del sangue cordonale. la dottoressa ha confermato che, per la cura della malattia che affligge la bambina, il sangue cordonale potrebbe essere di molto aiuto. La piccola e' venuta alla luce nella divisione di Ostetricie e Ginecologia dell'ospedale di Cava, diretta dal dr. Gennaro Guarino. Erano le ore 9.30 del 7 agosto. Si chiama Sofia, pesa 3 chili e 250 grammi e gode di ottima salute. La sacca con il sangue prelevato e' stata prontamente inviata alla d.ssa Stefania Caruso, dell'ospedale Napoletano Pellegrini, per i test di compatibilita' e la tipizzazione. Da qui, non appena avuti gli esiti degli esami, ci sara' l'invio a San Gerardo di Monza, devi i medici attendono il 'prezioso carico'.
Protagonista della storia e' la signora F.M., 27 anni, mamma di una bambina che a soli due anni e' ricoverata all'ospedale San Gerardo di Monza perche' affetta da un linfoma. In corso di gravidanza ed in attesa di una seconda figlia, la coraggiosa mamma ha saputo che le cellule staminali prelevate dal sangue che si trova nel proprio cordone ombelicale avrebbero potuto curare la malattia della prima bambina in cura presso l'ospedale lombardo. Rivoltasi al presidio ospedaliero di Sapri per avere informazioni su come fare per poter regalare alla bambina questa speranza di guarigione, la signora F.M. e' stata indirizzata alla divisione di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale di Cava dei Tirreni, struttura abilitata ad effettuare tali prelievi, a cui e' arrivata tramite l'ospedale Napoletano Pausilipon e la Banca Dati del Sangue Cordonale.
Successivamente la d.ssa Daniela Longoni, sanitario dell'ospedale di Monza, si e' messa in contatto con il dr. Giuseppe Balsamo, referente dell'Asl per la raccolta del sangue cordonale. la dottoressa ha confermato che, per la cura della malattia che affligge la bambina, il sangue cordonale potrebbe essere di molto aiuto. La piccola e' venuta alla luce nella divisione di Ostetricie e Ginecologia dell'ospedale di Cava, diretta dal dr. Gennaro Guarino. Erano le ore 9.30 del 7 agosto. Si chiama Sofia, pesa 3 chili e 250 grammi e gode di ottima salute. La sacca con il sangue prelevato e' stata prontamente inviata alla d.ssa Stefania Caruso, dell'ospedale Napoletano Pellegrini, per i test di compatibilita' e la tipizzazione. Da qui, non appena avuti gli esiti degli esami, ci sara' l'invio a San Gerardo di Monza, devi i medici attendono il 'prezioso carico'.
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