Italia. Staminali embrionali contro le lesioni spinali? Per qualcuno una bestemmia!
Cellule staminali embrionali per 'rimettere in piedi' le vittime di lesioni al midollo spinale? "E' una sacrosanta bestemmia. Troppa gente si e' impadronita del campo e ne dibatte a sproposito, senza nemmeno sapere di cosa parla". L'attacco contro chi illude con false speranze i quasi 70 mila italiani costretti in carrozzina perche' para o tetraplegici e' il professor Alfredo Gorio, farmacologo dell'universita' degli Studi di Milano-ospedale San Paolo, membro della Commissione tecnico-scientifica lombarda per il progetto 'Dama' sull'assistenza ai disabili e della Commissione ministeriale per lo studio e l'organizzazione delle Unita' spinali unipolari, specializzate nella cura e riabilitazione dei pazienti immobilizzati. L'esperto precisa di non volersi prestare ad alcuna strumentalizzazione etica o politica, specie in vista del prossimo referendum sulla fecondazione assistita. "Parlo sulla base di dati scientifici -ha affermato il 9 maggio nel capoluogo lombardo durante la presentazione del Comitato tecnico scientifico (Cts) della Federazione associazioni italiane paratetraplegici (Faip)- e dico che, nel caso specifico delle lesioni midollari, somministrate a pazienti in fase acuta le staminali embrionali hanno un effetto nullo. Contrariamente a quelle adulte: sia quelle neurali", da tessuti nervosi, "sia quelle ematopoietiche". "Il punto e' che la 'flessibilita" delle cellule staminali embrionali, capaci di dare origine praticamente a qualunque tipo di cellula, non rappresenta sempre una qualita' positiva". Dipende dalla malattia che si intende trattare. E di certo rischia di diventare una sorta di 'boomerang' nel caso delle lesioni al midollo spinale.
"Le staminali embrionali, infatti, hanno un'attivita' duplicativa altissima e conservano la capacita' di differenziarsi in ogni tipo di cellula. Ma proprio per questo, se le somministriamo quando l'infiammazione post-traumatica e' ancora in corso, queste si trasformano in cellule infiammatorie e muoiono". Non solo. "Uno studio condotto dal nostro gruppo, che sara' presentato a breve al congresso della Societa' italiana di farmacologia (Napoli, 1-4 giugno), ha dimostrato che le staminali embrionali, iniettate in fase acuta, non vanno solo dove servirebbero, cioe' nei tessuti midollari lesionati, ma si distribuiscono in tutto il midollo". Queste cellule 'bambine' "arrivano ovunque ci siano dei vasi sanguigni dilatati, si attivano e producono una proteina che si 'accatasta' formando strutture a catenella: un risultato che non ha nulla a che vedere con quello che cerchiamo". L'appello dell'esperto e' a un dibattito piu' serio e corretto. Perche' per certe malattie "le staminali sono come un farmaco e come tale vanno studiate".
"Le staminali embrionali, infatti, hanno un'attivita' duplicativa altissima e conservano la capacita' di differenziarsi in ogni tipo di cellula. Ma proprio per questo, se le somministriamo quando l'infiammazione post-traumatica e' ancora in corso, queste si trasformano in cellule infiammatorie e muoiono". Non solo. "Uno studio condotto dal nostro gruppo, che sara' presentato a breve al congresso della Societa' italiana di farmacologia (Napoli, 1-4 giugno), ha dimostrato che le staminali embrionali, iniettate in fase acuta, non vanno solo dove servirebbero, cioe' nei tessuti midollari lesionati, ma si distribuiscono in tutto il midollo". Queste cellule 'bambine' "arrivano ovunque ci siano dei vasi sanguigni dilatati, si attivano e producono una proteina che si 'accatasta' formando strutture a catenella: un risultato che non ha nulla a che vedere con quello che cerchiamo". L'appello dell'esperto e' a un dibattito piu' serio e corretto. Perche' per certe malattie "le staminali sono come un farmaco e come tale vanno studiate".
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