Italia. Staminali endoteliali per malattie cardiocircolatorie
Grazie alle cellule staminali endoteliali, che nel sangue formano il rivestimento dei vasi sanguigni sara' possibile curare alcune malattie dell'apparato cardiocircolatorio. Lo ha detto il professor Vincenzo Sorrentino, direttore del centro di ricerca sulle cellule staminali dell'Universita' di Siena (dove lavorano 20 giovani ricercatori con borse di studio finanziate dalla Regione Toscana, dalla stessa universita' e dalla Cee), annunciando i primi risultati del lavoro svolto nel settore. Il centro, inaugurato ufficialmente un anno fa, opera nell'ambito di un progetto di medicina rigenerativa finanziato dalla Regione toscana che interessa anche le universita' di Firenze e di Pisa. "Le cellule staminali endoteliali -ha sottolineato Sorrentino presentando i primi risultati delle ricerche- sono fondamentali per la salute dell'apparato cardiocircolatorio. Il gruppo di ricerca ha scoperto che una loro diminuzione e' connessa con malattie come la coronaropatia, infarto del miocardio, aterosclerosi e diabete". L'ipotesi dei ricercatori e' di ricorrere a trattamenti farmacologici per stimolare la formazione delle cellule endoteliali e curare le malattie cardiocircolatorie. Un secondo settore di ricerca ha interessato invece le cellule staminali mesenchimali che si possono ottenere dal tessuto adiposo e dal midollo osseo. Gli studiosi hanno accertato come crescono queste cellule e come si differenziano in base ai tessuti da cui provengono. I risultati saranno utilizzati per applicazioni cliniche per la ricostruzione di " deficit tissutali" come conseguenza di ferite traumatiche, di ustioni o di ulcere croniche. Riguardo i tempi per applicazioni pratiche su pazienti delle ricerche il professor Sorrentino e' apparso molto cauto. "I tempi saranno mediamente lunghi" ha puntualizzato.
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