Italia. Staminali e retina artificiale, un convegno a Genova
Cellule staminali e retina artificiale: da queste nuove frontiere della ricerca arrivano le speranze per chi ha perso la vista. Se ne e' discusso il 20 maggio a Genova, nel convegno "L'occhio della mente", organizzato dall'istituto David Chiossone e dal Centro nazionale di riabilitazione visiva per l'eta' evolutiva, durante il quale e' stata ribadita anche l'importanza della prevenzione.
Al seminario, organizzato in occasione dei festeggiamenti per l'inaugurazione del nuovo centro Villa Chiossone di Corso Italia, hanno partecipato esperti di oculistica, psicologia, neuropsichiatria. La presidenza del comitato scientifico e' stata affidata al direttore della Clinica oculistica dell'Universita' di Genova, Giovanni Calabria.
"La sperimentazione sulla retina artificiale e' portata avanti da 16 centri in tutto il mondo, nessuno dei quali pero' ha sede in Italia, che anche in questo paga la mancanza di fondi -ha spiegato Calabria- e puo' essere applicata a diverse patologie".
L'impiego della retina artificiale puo' migliorare la funzionalita' visiva in caso di glaucoma, e di patologie della retina. "La sperimentazione piu' avanzata e' quella sugli impianti corticali, che servono a ricollegare l'occhio alla corteccia cerebrale tramite elettrodi, in caso di danni al nervo ottico, provocati dal glaucoma", ha aggiunto Calabria.
Gli altri tipi di sperimentazione prevedono invece l'utilizzo di impianti retinici formati con materiale fotosensibile, che vengono sistemati sotto la retina, o capaci di trasmettere impulsi elettrici al nervo ottico e posizionati in questo caso sopra la retina.
"Per quanto riguarda le cellule staminali -ha sottolineato ancora Calabria- si sta portando avanti la sperimentazione su cellule prelevate da retine di embrioni umani e animali che devono essere coltivate fino a diventare capaci di interagire con la retina. Anche in questo caso la sperimentazione e' condotta soprattutto all'estero".
In Italia invece si sta gia' lavorando sul cristallino telescopico: si tratta di un sistema di lenti che vengono impiantate per ingrandire la visione, seguendo il metodo del telescopio, e che consentono il recupero parziale della vista in soggetti anziani colpiti da degenerazioni retiniche.
Oggi un anziano su tre soffre di questa patologia, legata all'innalzamento della vita media, ma anche a fattori esterni come il fumo, l'inquinamento e la luce, che sono ancora allo studio, e il problema e' risolvibile rivolgendosi ai centri di Genova, Milano e Roma.
Il capoluogo ligure, in particolare, e' all'avanguardia anche per quanto riguarda la prevenzione, la diagnosi precoce e lo screenig neonatale. In questo contesto si inserisce l'attivita' dell'istituto Chiossone che domani inaugurera' la sua nuova sede dedicata proprio alla diagnosi, alla cura e alla riabilitazione visiva nei bambini, oltre che alla ricerca sulla vista artificiale.
Al seminario, organizzato in occasione dei festeggiamenti per l'inaugurazione del nuovo centro Villa Chiossone di Corso Italia, hanno partecipato esperti di oculistica, psicologia, neuropsichiatria. La presidenza del comitato scientifico e' stata affidata al direttore della Clinica oculistica dell'Universita' di Genova, Giovanni Calabria.
"La sperimentazione sulla retina artificiale e' portata avanti da 16 centri in tutto il mondo, nessuno dei quali pero' ha sede in Italia, che anche in questo paga la mancanza di fondi -ha spiegato Calabria- e puo' essere applicata a diverse patologie".
L'impiego della retina artificiale puo' migliorare la funzionalita' visiva in caso di glaucoma, e di patologie della retina. "La sperimentazione piu' avanzata e' quella sugli impianti corticali, che servono a ricollegare l'occhio alla corteccia cerebrale tramite elettrodi, in caso di danni al nervo ottico, provocati dal glaucoma", ha aggiunto Calabria.
Gli altri tipi di sperimentazione prevedono invece l'utilizzo di impianti retinici formati con materiale fotosensibile, che vengono sistemati sotto la retina, o capaci di trasmettere impulsi elettrici al nervo ottico e posizionati in questo caso sopra la retina.
"Per quanto riguarda le cellule staminali -ha sottolineato ancora Calabria- si sta portando avanti la sperimentazione su cellule prelevate da retine di embrioni umani e animali che devono essere coltivate fino a diventare capaci di interagire con la retina. Anche in questo caso la sperimentazione e' condotta soprattutto all'estero".
In Italia invece si sta gia' lavorando sul cristallino telescopico: si tratta di un sistema di lenti che vengono impiantate per ingrandire la visione, seguendo il metodo del telescopio, e che consentono il recupero parziale della vista in soggetti anziani colpiti da degenerazioni retiniche.
Oggi un anziano su tre soffre di questa patologia, legata all'innalzamento della vita media, ma anche a fattori esterni come il fumo, l'inquinamento e la luce, che sono ancora allo studio, e il problema e' risolvibile rivolgendosi ai centri di Genova, Milano e Roma.
Il capoluogo ligure, in particolare, e' all'avanguardia anche per quanto riguarda la prevenzione, la diagnosi precoce e lo screenig neonatale. In questo contesto si inserisce l'attivita' dell'istituto Chiossone che domani inaugurera' la sua nuova sede dedicata proprio alla diagnosi, alla cura e alla riabilitazione visiva nei bambini, oltre che alla ricerca sulla vista artificiale.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti