Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Le staminali per riparare la mandibola in collaborazione con la Germania

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Per molti pazienti, come quelli colpiti da malattie neurodegenerative, le cellule staminali rappresentano ancora solo una speranza. Non e' cosi' per chi ha perso gran parte dell'osso mascellare o mandibolare, in seguito a un trauma o a periodontite (o parodontopatia cronica dell'adulto). Sono infatti gia' 11 i pazienti italiani che, ad oggi, sono stati curati con successo grazie alle staminali adulte.
"Si tratta di un intervento ambulatoriale soft -spiega Luigi Montesani, lo specialista che ha introdotto nel nostro Paese la tecnica messa a punto in Germania- per i pazienti che hanno perso consistenti parti di osso, spesso non e' possibile neppure portare una protesi mobile; oggi invece, nel giro di pochi mesi, e' possibile impiantare viti su ossa rigenerate".
Le cellule staminali vengono per prima cosa prelevate dallo strato piu' sottile vicino all'osso da un angolo della mandibola del paziente. Quindi, si manda il campione nel laboratorio della Clinica Universitaria di Friburgo, che in collaborazione con la Charite' di Berlino, ha perfezionato e brevettato il metodo per ottenere moltissime cellule in una matrice tridimensionale da reimpiantare sul paziente.
"Le cellule, in un mese e mezzo si moltiplicano in un dischetto, una matrice duttile e riassorbibile -dice Montesani- quindi, il dischetto, che arriva a contenere 1-1.5 milioni di staminali proprie del paziente, viene impiantato. Le cellule (preosteoblasti) si differenziano in osso (osteoblasti) su cui poter ancorare saldamente delle radici artificiali (impianti) in titanio, che porteranno poi le protesi, cioe' l'imitazione dei denti originali".
L'innesto e' tessuto autogeno, proprio cioe' del paziente, e in pochi mesi crea quindi una base stabile di osso. "Prima di questo progresso tecnologico -conclude il medico, specializzato alla Tuft University di Boston e docente del Master in Implantologia dell'Universita' Tor Vergata di Roma- le cellule si estraevano dalle ossa del bacino, con un intervento traumatico che prevedeva un ricovero e un'anestesia generale. Ma era possibile prelevare solo poche staminali e la rigenerazione non era consistente come quella odierna".
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