Italia. Storie di proibizionismo: la 'Nrangheta colonizza il Piemonte?
La 'ndrangheta espande i suoi interessi anche in Piemonte, egemonizzando il traffico di sostanze stupefacenti. Lo rivela oggi la 'Gazzetta del Sud', che riporta le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Rocco Varacalli, coinvolto nel procedimento della Direzione distrettuale antimafia 'Stupor mundi'. Nelle regioni del nord Italia le cosche organizzano 'locali' identici a quelli del paese d'origine, cioe' strutture regolate da norme sociali, gerarchie e riti d'iniziazione tipici della 'ndrangheta. Varacalli, esponente delle 'ndrine operanti nel comprensorio di Plati' e Natile di Careri, ha raccontato di essere stato inviato in Piemonte e di aver ricevuto il battesimo di affiliazione. Li' ha trovato le medesime regole che vigevano in Calabria e ha rivelato che la 'ndrangheta gestisse il traffico di cocaina e avesse accesso al rifornimento di grandi quantitativi di droga: erano i calabresi a controllare l'intero traffico di Torino e dintorni. Dal grande criminale al piccolo venditore di dosi sul mercato, la struttura e' rigida e spietata con chi non rispetta le regole. 'Regole spietate e intransigenti che pure garantivano alla struttura una sopravvivenza sia alle logiche individualistiche interne, sia agli interventi posti in essere dalle forze dell'ordine'.
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