Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Strada sbarrata alle "banche" private

U.E. - ITALIA
Notizia ·
E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale l'ordinanza che regola la conservazione delle cellule staminali da cordone ombelicale. Il provvedimento "vieta l'istituzione di banche per la conservazione di sangue da cordone ombelicale presso strutture sanitarie private anche accreditate ed ogni forma di pubblicita' alle stesse connessa". Una strada diversa da quella intrapresa da altri paesi vicini all'Italia. Swiss stem cell bank e', infatti, una delle principali strutture elvetiche specializzate nelle procedure di trattamento e conservazione del sangue da cordone ombelicale. Nel nostro Paese, invece, la conservazione di sangue da cordone ombelicale e' consentita solo presso le strutture pubbliche.
Nel nostro Paese con un'ordinanza del ministero della Salute del 11 gennaio 2002, e rinnovata il 25 febbraio 2004, si e' deciso di vietare la conservazione in strutture private del sangue del cordone ombelicale e se ne e' proibito in passato anche l'uso autologo (cioe' in previsione di utilizzarle a esclusivo vantaggio del donatore stesso). Il Tar del Lazio, infatti, con una sentenza del dicembre 2002 ha confermato la "legittimita'" della norma: "in mancanza di una legge che espressamente disponga altrimenti, il donante non ha alcun diritto a destinare l'uso delle cellule a vantaggio suo, o di altri suoi familiari". L'ordinanza ministeriale pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale conferma il divieto delle strutture private per la conservazione delle staminali embrionali, ma apre all'uso autologo delle cellule.
Il sangue del cordone ombelicale e' una sostanza ricca di cellule staminali: vere e proprie salvavita per combattere malattie del sangue molto gravi. Identiche a quelle del midollo osseo tali cellule, la cui caratteristica consiste nel generare gli elementi fondamentali del sangue umano, globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, possono essere trapiantate nei pazienti affetti da leucemia, anemia, talassemia e altre rare patologie.
L'ordinanza ministeriale prevede che le banche per la conservazione di sangue da cordone ombelicale, che dovranno procedere alla tipizzazione delle cellule raccolte, siano individuate dalle Regioni sulla base di quanto previsto dai relativi piani sanitari regionali, e debbano essere accreditate operando in accordo con gli standard previsti da alcune societa', organizzazioni e gruppi clinico-scientifici.
Tra queste ultime vanno ricordate la Gitmo, Gruppo italiano trapianto midollo osseo), la Sie (Societa' italiana di ematologia); Simti (Societa' italiana di medicina trasfusionale ed immunoematologia). Il provvedimento ministeriale prevede anche che l'autorizzazione all'importazione e all'esportazione di cellule staminali da cordone ombelicale per uso sia autologo (cioe' in previsione di utilizzarle a esclusivo vantaggio del donatore stesso) che allogenico deve essere rilasciata di volta in volta dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute. Inoltre, la conservazione di sangue da cordone ombelicale per uso autologo o dedicato a consanguineo con patologia in atto, ove si renda necessario, e' consentita previa presentazione di motivata documentazione clinico-sanitaria.
La raccolta del sangue da cordone ombelicale e' una procedura semplice. Al momento del parto occorre un semplice kit di sterilizzazione in cui inserire il cordone, che deve essere inviato nei centri che prelevano e isolano le cellule staminali e le conservano sotto azoto. Ad oggi e' dimostrato che le cellule staminali derivate dal cordone ombelicale si manterrebbero intatte e funzionali almeno fino a 15 anni dal loro congelamento, ma occorrono ulteriori studi clinici che dimostrino che queste proprieta' si mantengono una volta trapiantate sull'uomo. Una donna in gravidanza occorre si informi presso il proprio ginecologo e la struttura dove ha in programma di partorire se questa e' attrezzata per la raccolta, per segnalare la sua richiesta. Infatti, nonostante i successi dei trapianti, e il riconoscimento unanime sull'importanza di queste cellule, in Italia non tutti gli ospedali e le cliniche sono predisposti per farlo. E anche nelle strutture attrezzate, non sempre e' un servizio segnalato e suggerito da medici e infermieri.

Abrogare l'ordinanza e "aprire la strada anche alle banche private accreditate per la crioconservazione del sangue del cordone ombelicale" e' quanto intende chiedere al nuovo governo la parlamentare della Rosa nel pugno, Donatella Poretti.
"Solo in questo modo la normativa italiana potra' adeguarsi a quella di numerosi Paesi europei", rileva Poretti in una nota. "Secondo l'attuale Governo solo le strutture pubbliche possono garantire un piu' 'giusto' utilizzo delle cellule staminali del cordone ombelicale. Ma la spiegazione che la donazione anonima e gratuita nelle banche pubbliche sia molto piu' utile per la societa' e per le persone che hanno bisogno di ricorrere ad un trapianto, evidentemente non e' bastata a frenare i tanti genitori che, nonostante i divieti, hanno deciso di ricorrere alle banche private presenti e legali negli altri Paesi".
La conseguenza del divieto, secondo Poretti, "ha prodotto il semplice risultato che ci sono stati, tra i tanti casi anonimi anche alcuni famosi, che hanno ammesso di avere aggirato questo divieto". A questo, si aggiunge il fatto che donare il sangue del cordone e' "praticamente impossibile in molte regioni italiane". Di conseguenza, secondo la parlamentare, "questa ordinanza non fa altro che continuare a 'vietare' questa pratica ed incentivare il ricorso alle banche private estere".
Secondo Poretti l'apertura all'uso autologo decisa dall'ordinanza "e' un limite alle innovazioni della ricerca scientifica che, in continua evoluzione, potrebbe scoprire altri usi di questo sangue per altre patologie, non indicate nelle motivazioni del deposito autologo; oppure il deposito autologo non sarebbe deciso perche' non ancora conosciuto l'uso per patologie non considerate guaribili in quel momento".
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