Italia. Una strana morte in carcere per overdose
L'avvocato Mario Secondo Ugolini ha presentato al procuratore della Repubblica di Verona un esposto-denuncia riguardante la morte in carcere di Cristian Orlandi, il giovane modenese che nel dicembre 2003 a Legnago aveva ucciso il suo amico Stefano Malagoli, pare per ragioni di gelosia, dopo una notte trascorsa in una discoteca del veronese.Orlandi e' morto nel carcere di Montorio Veronese il 22 luglio scorso, poche ore dopo aver ricevuto la visita della madre e della moglie. L'autopsia ha confermato che la morte e' avvenuta per un'intossicazione da sostanze psicotrope, in pratica per un'overdose di eroina, tranquillanti e alcol.
"Su questa morte non ci vedo chiaro. In carcere non si puo' e non si deve morire di droga, ci sono perquisizioni continue", ha detto oggi l'avv. Ugolini, difensore di Orlandi, che intende portare il caso all'attenzione del ministero di Grazia e giustizia. Secondo Ugolini, Orlandi non era un eroinomane e il fatto che sia morto per droga risulta ancora piu' inspiegabile. A parere del legale, Orlandi non avrebbe neppure inteso suicidarsi, in quanto i familiari, proprio poche ore prima della sua morte, lo avevano trovato sereno. Peraltro, in alcune lettere inviate ai familiari nel mese di aprile, Cristian Orlandi aveva segnalato di essere stato picchiato in carcere.
L'avvocato dunque chiede che venga fatta completa chiarezza sulla morte del giovane, che a suo parere mantiene ancora molti lati oscuri.
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