Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Strategie nazionali e internazionali nella lotta alla droga, un convegno

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Si e' tenuto a Roma l'incontro sulle strategie nazionali e internazionali nella lotta alla droga organizzato dal Dipartimento nazionale per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio.
La rete dei servizi di assistenza ai tossicodipendenti va rimodulata, a dirlo il direttore del Dipartimento, Nicola Carlesi. Che ha fatto riferimento al problema della cosiddetta 'doppia diagnosi', quando, cioe', in una persona che fa abuso di sostanze stupefacenti esistono gia' disturbi psico-patologici. E' un fenomeno che e' in costante aumento, soprattutto fra i giovani e gli adolescenti. Per queste persone esistono pochissime strutture adeguate alla cura, e c'e' un "rimpallo tra i servizi psichiatrici e i Sert, per cui alla fine non vengono curati da nessuno". Carlesi ha sottolineato quanto sia cambiato il fenomeno delle tossicodipendenze in questi anni: non esiste piu' soltanto il problema eroina, che si e' stabilizzato, ma ora la novita' in crescita e' il fenomeno del poli-abuso, soprattutto in soggetti molto giovani, che assumono sostanze euforizzanti, derivati della cannabis e alcool nel fine settimana. I servizi, sia pubblici che privati, non sempre sono pronti a questo tipo di assistenza e di emergenza.
Carlesi ha quindi accennato alla conferenza nazionale, in programma a settembre a Pescara, augurandosi che "non sia un momento di scontro". In riferimento alla posizione di molte comunita' accoglienza, che hanno ribadito la loro contrarieta' alla legge Fini sulle tossicodipendenze, Carlesi ha affermato che "la legge e' in Parlamento, puo' essere modificata, abrogata, puo' succedere di tutto, e' il Parlamento che deve decidere. Noi, intanto, abbiamo la necessita' di rispondere ai problemi; il dipartimento intende affrontare i problemi reali dell'oggi. Della legge possiamo discutere ma non deve essere un momento di scontro ideologico altrimenti fallirebbero i presupposti della conferenza".

Prevenzione, repressione, recupero: sono le tre "direttrici" da seguire per combattere il fenomeno delle tossicodipendenze, secondo il ministro per i rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, che ha ricevuto da Gianfranco Fini l'incarico di aiutarlo nella gestione delle politiche antidroga. Giovanardi ha spiegato che la prevenzione e' di fondamentale importanza, "perche' i giovani ricevono messaggi di segno opposto a quello a quello che si vorrebbe", mentre bisogna "insistere sul messaggio che la droga distrugge la vita, causa danni irreversibili, non permette di essere cittadini a pieno titolo". Il ministro ha affermato che "bisogna trovare riscontro parlamentare al ddl Fini sulle tossicodipendenze", perche' c'e' "il rischio che finisca la legislatura senza l'approvazione di una nuova legge". Come per il fumo, ha aggiunto Giovanardi, bisogna "collegare l'uso delle sostanze ai riflessi che ha sugli altri, ad esempio se assumi e poi guidi metti a rischio gli altri", e "in questi casi vanno prevista sanzioni amministrative". La legge Fini, dunque, ha insistito, "deve trovare in aula il consenso necessario". Infine, il discorso del recupero: "bisogna far di tutto per far uscire il drogato dalla dipendenza" ha detto. Quanto al grave problema dei detenuti tossicodipendenti, Giovanardi ha accennato alla prossima inaugurazione, a marzo a Castelfranco Emilia, di un "carcere modello", una struttura dove si sperimentera' il recupero dei detenuti tossicodipendenti condannati a pene detentive che non permettono l'assegnamento a comunita' esterne. "Saranno le comunita' a entrare in carcere con progetti, in collaborazione con l'amministrazione penitenziaria, di recupero in carcere". Una struttura che "ha caratteristiche particolari in quanto ha ampi spazi interni e sara' attrezzato in modo da permettere questo tipo di attivita'".

E' "indispensabile" superare "inesistenti distinzioni fra droghe cosiddette 'pesanti' e 'leggere', nella consapevolezza che "un atteggiamento responsabile nei confronti del problema non puo' limitarsi ad una pilatesca 'riduzione del danno', ma deve andare ben oltre": ha detto nel suo intervento il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano. "Nessuno dubita che non basta potenziare le unita' di pronto soccorso degli ospedali, ma che e' invece necessario stabilire limiti e divieti, senza che cio' sia ritenuta una lesione dei diritti di liberta' dei singoli, e si debba infine sviluppare un'adeguata azione di sensibilizzazione e formazione negli strati piu' giovani della popolazione". Il sottosegretario ha quindi fornito un bilancio dell'azione di contrasto svolta in Italia nel 2004 dalle forze di polizia: 17.287 operazioni, 24.145 chilogrammi di stupefacenti sequestrati, piu' di 28 mila persone denunciate all'autorita' giudiziaria. Raffrontando i dati con quelli dell'anno precedente, si evidenzia una flessione dei sequestri (-45,5%), da riferire quasi esclusivamente alla minore quantita' di cannabis e suoi derivati a causa del "maggiore controllo sulle rotte dei traffici, che ha costretto la criminalita' a individuare percorsi alternativi". Aumentano, invece, i sequestri di anfetaminici (+50%), il che "indica una preoccupante svolta nella tipologia del consumo". Mantovano ha spiegato che oltre il 40% dell'eroina sequestrata nel nostro Paese risulta gestito da organizzazioni criminali albanesi e il 50% proviene dall'Albania, ma non e' prodotto in quel Paese, bensi' in Afghanistan. "Purtroppo anche per il 2005 vi sono ragioni per temere che questo paese costituira' il territorio a maggior produzione di eroina, per l'accentuato incremento delle coltivazioni di oppio e per l'accertata costituzione, in quel Paese, di un rilevante numero di laboratori clandestini". Il traffico di cocaina, invece, proviene quasi totalmente dalla Colombia ed e' gestito prevalentemente dalla criminalita' organizzata calabrese. L'hashish e' gestito soprattutto da cittadini marocchini e giunge in Europa dal Marocco attraverso la Spagna. In Italia, ha detto ancora Mantovano, nel 2004 sono stati denunciati oltre 8 mila trafficanti di etnia straniera, la maggior parte dei quali marocchini; di questi, oltre mille sono minori, con un incremento rispetto al 2003 del 6,5%. L'Italia, ha detto ancora, "mantiene le caratteristiche di Paese di transito dei traffici di droga, oltre che di consumo e continua ad essere una rilevante 'base' di articolate organizzazioni criminali di carattere sia nazionale che internazionale". Le analisi svolte hanno, inoltre, confermato che "il traffico di droga rimane la forma piu' diffusa e piu' redditizia di attivita' criminale organizzata a livello transnazionale".

Stanno aumentando nel mondo i test antidroga per chi guida, e l'Italia "dovrebbe considerarne l'introduzione": ha detto Antonio Maria Costa, direttore dell'Ufficio dell'Onu per la droga e il crimine. "Sul fronte della droga la situazione sta lentamente migliorando e potremo raggiungere risultati significativi in futuro, ma solo se manteniamo la rotta". Le coltivazioni di coca e oppio continuano a diminuire, ha spiegato, ma non bisogna dimenticare le droghe sintetiche. Buone notizie anche sul fronte dell'abuso delle principali sostanze, "in declino o stabile nei tradizionali centri di consumo", ma bisogna "affrontare seriamente l'abuso di cannabis e di droghe sintetiche". In ogni caso, secondo Costa "ridurre la domanda di sostanze tossicodipendenti non e' fattibile senza un sistema di controllo", e un numero sempre crescente di Paesi sta "adottando misure per verificare l'assunzione di droghe nelle industrie e servizi particolari per garantire la sicurezza degli utenti e dei lavoratori".

"Chi e' che, anche all'interno della maggioranza, rema contro la legge Fini antidroga e antispaccio, in discussione presso le commissioni congiunte Sanita' e Giustizia del Senato?". Lo chiede il senatore Riccardo Pedrizzi (An) che aggiunge "Se un provvedimento viene esaminato da piu' di una commissione in sede congiunta, questo, gia' di per se', ne rallenta l'iter. Se poi si continua con questi ritmi (siamo ancora alla fase delle audizioni), e' evidente che la legge non potra' essere approvata in questa legislatura, anche in considerazione del fatto che quella a Palazzo Madama e' la prima lettura". "Una cosa deve essere chiara: sulla difesa della vita umana e dell'integrita' della persona, sulla pelle dei nostri figli, non negoziamo e non facciamo scambi ne' baratti". "Chi, nella Cdl e in particolare in An, sostiene il provvedimento che porta il nome di Fini e che e' stato firmato anche da Berlusconi esca allo scoperto e chieda che l'iter parlamentare proceda con speditezza. Qui la divisione non e' tra falchi e colombe, ma tra chi pensa che drogarsi non sia lecito e chi invece ritiene che lo sia".
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