Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Studio del ministero del Welfare sui ragazzi e le droghe

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Almeno una volta nella vita, uno studente italiano su tre, tra i 15 e i 19 anni, ha fumato uno spinello. Il dato emerge dallo studio Espad 2002 condotto su oltre 300 scuole e 20mila ragazzi e ragazze e inserito nell'ultima relazione sulle tossicodipendenze del ministero del Welfare.
Lo studio sottolinea anche come negli ultimi 4 anni sia cresciuta la tolleranza dei ragazzi nei confronti di hashish e marijuana: cosi' se nel '99 erano il 67 per cento quelli che disapprovavano il consumo occasionale di cannabis, nel 2002 sono scesi al 66, se nel '99 l'88 per cento si dichiarava contrario al consumo regolare, nel 2002 la percentuale e' scesa all'84. In pratica, il 33 per cento circa dei giovani dai 15 ai 19 anni ha 'fumato' almeno una volta. Una maggiore tolleranza da parte dei giovani e' emersa anche nei confronti di droghe considerate pesanti, come la cocaina (dal 10 al 12 per cento) l'ecstasy (dal 10 all'11 per cento) e il crack (dal 7 al 10 per cento).
La cannabis, secondo la relazione, e' anche la droga preferita dei militari tanto che l'84 per cento dei giovani scoperti ad assumere sostanze stupefacenti durante il servizio militare, fa uso di hashish e marijuana. E la cannabis e' anche la sostanza piu' frequentemente rilevata nel sangue nelle persone morte in incidenti stradali e in quei soggetti sottoposti a controlli alla guida.
Secondo la relazione del ministero del Welfare, la marijuana e' la sostanza illecita piu' utilizzata al mondo tanto che nel 2002, secondo stime internazionali, 147 milioni di persone, il 3,4 per cento della popolazione con piu' di 15 anni di eta', ha fatto uso di suoi derivati. La maggiorparte dei consumatori, equamente divisi in tutto il mondo con una percentuale piu' alta in Europa, sono giovani e giovanissimi.

In Italia, dei tossicodipendenti in trattamento presso i Servizi pubblici (Sert), i consumatori abituali di cannabis sono il 9,1 per cento.

Il trattamento dei tossicodipendenti presso i Sert
In generale, la relazione sottolinea come si registri un aumento delle richieste di trattamento presso i Sert e le strutture private, che sono passate dalle circa 143mila del '99 alle 155mila del 2002: ne emerge nell'ultimo quadriennio un aumento dei soggetti trattati presso le strutture statali e un leggero decremento del privato sociale accreditato. In aumento e' sia il numero di coloro che richiedono un intervento per la prima volta sia di coloro che continuano il trattamento per piu' di dodici mesi, sia, infine, del numero delle ricadute.
A rivolgersi ai Sert sono prevalentemente giovani, il 47 per cento, compresi nella fascia tra i 25 e i 34 anni mentre diminuiscono le richieste di coloro che hanno meno di 19 anni e che si rivolgono alle strutture per la prima volta.
Un'eccezione, in questo senso, e' rappresentata dal nord est, dove i giovanissimi rappresentano l'11 per cento dell' intera popolazione che fa richiesta per la prima volta.

I costi
Quanto ai costi, infine, oltre 38 milioni di euro sono stati spesi nel 2002 per i Sert, 11,5 milioni di euro per le comunita' private accreditate e 49,6 milioni per le strutture carcerarie.
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