Italia. Summit antidroga della Polizia
Le dinamiche del narcotraffico e la loro incidenza sul nostro Paese, ma anche la necessita' di nuovi sistemi di contrasto alla diffusione della cocaina e delle droghe sintetiche: questi i temi della riunione plenaria di esperti della Direzione Centrale Antidroga della Polizia di Stato, che lavorano presso alcune Rappresentanze Diplomatiche e Consolari italiane nel mondo, che si apre oggi a Roma.La gravita' del fenomeno del consumo di stupefacenti, con punte di crescita particolarmente elevate per la cocaina e le droghe sintetiche, spinge infatti alla ricerca di sempre nuovi sistemi e sinergie di contrasto interno ed internazionale. I lavori, che si articoleranno in quattro giornate, presso la Direzione Centrale Antidroga, saranno aperti dal Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Giovanni De Gennaro. Sono previsti gli interventi dei rappresentanti dei Ministeri dell'Interno e degli Affari Esteri, della Direzione Nazionale Antimafia, del Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e del Dipartimento Nazionale delle Politiche Antidroga.
La rete degli esperti Antidroga distaccati dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza in aree particolarmente sensibili di quattro continenti costituisce -secondo quanto riferisce la Polizia- un punto di osservazione privilegiato per l'analisi del fenomeno e per la risposta transnazionale ad una minaccia che non conosce frontiere.
C'e' un sodalizio tra mafie che vede in primo piano la 'ndrangheta, con il monopolio della cocaina e la capacita di creare vere e proprie joint-venture con 'cartelli colombiani', dietro al narcotraffico internazionale. Lo ha assicurato il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, intervenendo alla riunione. Grasso, secondo una nota del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, ha ricordato che gia' alla fine degli anni '80 Giovanni Falcone lancio' l'allarme sulle saldature operative fra mafie internazionali nel campo del narcotraffico e del riciclaggio e ha sottolineato il 'ruolo predominante', oggi, della 'ndrangheta, "spesso in joint-venture con i 'Cartelli colombiani' e altre organizzazioni mafiose italiane". Secondo il procuratore nazionale antimafia, e' piu' che mai necessario armonizzare le legislazioni europee, soprattutto per quanto riguarda operazioni sotto copertura, consegne controllate e squadre investigative composte da operatori di varia nazionalita', per disarticolare la saldatura tra diverse organizzazioni mafiose sul narcotraffico. Una saldatura che vede in prima fila la 'ndrangheta, monopolizzatrice, come ha ricordato anche il Direttore Centrale Antidroga, Generale Carlo Gualdi, dei traffici di cocaina. Per questo la lotta all'organizzazione criminale calabrese, ha spiegato Gualdi, "si sta svolgendo anche al di fuori del territorio nazionale, attraverso il contributo indispensabile di coordinamento e di intelligence della rete degli Esperti Antidroga, specie in sud America".
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