Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Tar Lazio sospende decreto del ministro Turco sulla cannabis

Notizia ·
Il Tar del Lazio ha sospeso il il decreto del ministro della Salute Livia Turco che ha innalzato da 500 milligrammi a 1 grammo la quantità massima di detenzione di cannabis oltre la quale scattano le sanzioni penali. La sospensione è stata decisa in attesa della pronuncia nel merito, accogliendo una richiesta in tal senso avanzata dal Codacons.
Lo hanno deciso i giudici della III sezione quater, presieduta da Mario Di Giuseppe.

Intanto il ministro della Salute Livia Turco ha annunciato che fara' ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza.
"In genere rispetto le sentenze. Ma in questo caso faro' ricorso al Consiglio di Stato. C'e' un dato tecnico giuridico infondato alla base della decisione, vale a dire che non puo' intervenire la discrezionalita' politica. Non e' cosi' sulla base della legge Fini-Giovanardi, non lo e' sulla base degli atti della Commissione insediata dal Governo precedente che stabilisce la soglia massima di cannabis. Dunque se e' invalidato questo decreto, lo e' anche il precedente e la stessa legge Fini-Giovanardi"

COMMENTI

'Quella di oggi del Tar del Lazio sul 'Decreto Turco' e' senza alcun dubbio una decisione giusta, visto anche il raddoppio, dal 2001 al 2005, del numero di consumatori di cannabis soprattutto dei giovani tra i 15 e i 24 anni'. E' il commento del presidente del Codacons Carlo Rienzi, dopo la decisione del Tar del Lazio che ha sospeso il Decreto con il quale erano stati innalzati i limiti quantitativi massimi, riferibili ad un uso esclusivamente personale, delle sostanze stupefacenti.
'La facilita' di passaggio alle droghe piu' pericolose - ha continuato Rienzi - e' scientificamente dimostrata. La decisione del Tar evitera' l' attivita' di quell' uso in comune di cannabis che finiva per diventare una sorta di spaccio involontario creatosi tra i giovani ai quali, col nuovo provvedimento, era in pratica data la possibilita' di avere con se' ben 40 dosi di cannabis e di poterle cosi' facilmente scambiare con gli amici'.


Intervento degli onorevoli Radicali della Rosa nel Pugno: Donatella Poretti, Marco Beltrandi, Daniele Capezzone, Sergio D'Elia, Bruno Mellano, Maurizio Turco:

Il Tar del Lazio ha sospeso il decreto del ministro della Salute, Livia Turco, che aveva innalzato da 500 milligrammi a 1 grammo la quantita' massima di detenzione di cannabis, al di la' della quale scattano le sanzioni penali.
Rivolgiamo un appello al ministroperche' non molli e faccia ricorso al Consiglio di Stato. L'innalzamento della quantita' massima di detenzione di cannabis previsto da questo "Decreto Turco" e' solo un timido provvedimento che potrebbe attenuare i danni della legge Fini-Giovanardi. Una legge voluta e votata dal Governo Berlusconi, ma che, grazie all'inerzia di Governo e Parlamento, e' stata fatta propria e gestita dal Governo Prodi.
Mercoledi' prossimo le commissioni Giustizia e Affari Sociali della Camera si riuniranno per un'audizione del ministro per la Solidarieta' Sociale, Paolo Ferrero, che riferira' sulle intenzioni del Governo di rivedere l'attuale approccio proibizionista e punizionista in materia.
Questa sentenza del Tar del Lazio conferma l'urgenza di mettere in calendario tutte le proposte di legge sulla droga. Ben venga un disegno di legge del Governo, ma nel frattempo, la Camera metta subito in calendario la discussione delle leggi gia' depositate.

Ottime notizie. Questo il commento dei giovani dell'Udc alla decisione del Tar del Lazio. La sentenza "permette finalmente di iniziare una seria lotta alla droga e alla cocaina iniziando dagli uomini di potere, fino ai nostri giovani". Secondo i giovani del partito centrista "il clima di questi giorni e' buono- continua la nota- l'occasione legislativa di intervenire e' stata creata, ora non va sprecato nulla, non bisogna lasciare spazio a chi predica la legalizzazione della 'cultura della morte'". A chiudere un appello: "richiamiamo gli uomini e le donne serie di entrambi gli schieramenti ad impegnarsi a fondo su questa battaglia- conclude la nota dell'Udc- che puo' davvero essere vinta".

"Come gruppo di Alleanza Nazionale, assieme ai colleghi Cesare Cursi e Achille Totaro, abbiamo chiesto al presidente Marino che il ministro Livia Turco venga immediatamente in Commissione a riferire sulla bocciatura da parte del Tar del Lazio del suo decreto con cui era stata raddoppiata la dose consentita di cannabis". Lo afferma Domenico Gramazio, capogruppo di Alleanza Nazionale in Commissione Sanita', a Palazzo Madama.
"La decisione del Tar del Lazio- dichiara poi l'esponente di An- dimostra che la lotta alla droga deve proseguire con l'applicazione della legge Fini, una normativa questa che consente la prevenzione e il recupero per i tossicodipendenti e che contrasta duramente e seriamente lo spaccio. Vogliamo sapere dalla ministra Turco i danni che ha arrecato l'applicazione del decreto ministeriale da lei firmato per quanti hanno potuto liberamente spacciare, facendosi forti della 'protezione' del decreto ministeriale".
Per Gramazio, "la bocciatura da parte del Tar del Lazio dimostra, inoltre, che per cambiare la legge non sono ammesse furbizie ed espedienti come quella del decreto ministeriale cui e' ricorsa il ministro Turco non avendo la forza, ne' i numeri parlamentari per procedere con una legge".

"La sentenza del Tar sbugiarda l'irresponsabilita' di un governo schiavo della sinistra radicale che sperava di smantellare, con un decreto ideologico, i positivi effetti della legge varata dal centro destra per contrastare la diffusione lo spaccio di droga. Dal fronte istituzionale e' arrivata una sonora bocciatura ad un decreto frutto della deriva laicista del governo". Lo scrive Isabella Bertolini di Forza Italia, secondo cui "questa sentenza e' una buona notizia per tutti coloro che credono che lo spaccio e la diffusione della droga vada duramente combattuto e non agevolato. Il decreto del ministro Turco ha fallito, nel metodo e nel merito".
"Questo governo ha dimostrato- sottolinea Bertolini- su un tema cosi' importante, di non volere e di non potere fare il bene del Paese e quello dei nostri ragazzi. Se avesse dignita' politica il ministro Turco si dovrebbe dimettere".

'Non possiamo che accogliere favorevolmente quest'ordinanza che risuona come l'ennesima bocciatura per un Governo, piu' preoccupato a dispensare contentini a minoranze interne, che a risolvere il problema della tossicodipendenza'. E' quanto afferma in una nota la Vicepresidente della Camera dei Deputati, Giorgia Meloni.
'Alla luce di questa nuova disapprovazione -prosegue Meloni- che manda in fumo l'asse Turco-Ferrero restiamo tuttavia in attesa di ascoltare dal ministro della Salute e da tutto l'Esecutivo le parole 'prevenzione' e 'cura' perche' in nove mesi di legislatura ancora non sono state pronunciate su quella che di fatto costituisce una delle piaghe sociali piu' gravi del nostro tempo'.

"Finalmente una decisione saggia, ora Turco ritiri il decreto, su cui non solo tutta l'opposizione ma anche parte della maggioranza, associazioni di consumatori, famiglie, operatori sociali e sanitari hanno espresso il loro dissenso". Questo e' quanto afferma Enrico Montani, capogruppo alla commissione Sanita' Lega Nord Padania commentando la sentenza del Tar del Lazio.
"Il decreto Turco e' sbagliato nel merito- continua Montani- perche' pericoloso e diseducativo, oltre che nel metodo, perche' ha affrontato con superficialita' e irresponsabilita' un tema di forte impatto sociale come quello della droga". Ora sarebbe necessario per il senatore della Lega "che il ministro si faccia un esame di coscienza: la lotta al consumo di droga deve essere un obiettivo di tutti. Non si puo' giocare con i nostri giovani per raccogliere qualche voto dell'estrema sinistra- conclude Montani- e tentare disperatamente di tenere in piedi un governo ormai morto".

"L'ordinanza del Tar e' una chiara sconfessione dell'operato del ministro della Salute, Livia Turco, che firmo' un decreto di natura politica e ideologica, contenente norme discrezionali non supportate da una necessaria istruttoria tecnica, come il caso del raddoppio della quantita' di droga legalmente detenibile richiedeva. Pertanto, come ha sostenuto l'ex ministro Storace, la Turco dovrebbe trarre le conseguenze".
Lo dichiara il presidente dei senatori di An, Altero Matteoli.
"Il ministro ha tutto il diritto di ricorrere al consiglio di Stato- aggiunge Matteoli- ma, intanto, la sospensione del suo decreto sarebbe un atto politico di buon senso e di chiarezza".

"Questo dimostra che e' ancora piu' urgente cambiare la legge Fini-Giovanardi. Le leggi proibizioniste non servono a contastare ne' il consumo ne' soprattutto il traffico di droga". Cosi' Gennaro Migliore, capogruppo di Rifondazione alla Camera
"Noi pensiamo- aggiunge- che bisogna sconfiggere i criminali, non criminalizzare i consumatori".

"Concordo con la Sentenza del Tar del Lazio che ha deciso di sospendere il Decreto Turco sull'aumento della dose detenibile di cannabis". E' questo il commento della senatrice Laura Bianconi capogruppo di Forza Italia in Commissione Igiene e Sanità al Senato, durante il suo intervento al Convegno sulla pericolosità delle droghe, in corso oggi a Roma.
"Un Decreto quello della Turco che abbiamo sempre vissuto come politicamente scorretto, che ha dato ai giovani una visione distorta e altamente diseducativa del mondo della Droga. La Legge 46 viceversa - precisa la Bianconi - prevedeva che a partire dal 2006 ci sarebbero state campagne comunicative e informazioni ben precise sui danni prodotti dagli stupefacenti i cui Fondi erano gia stati stanziati dalla Legge Finanziaria 2005-2006 dal Governo Berlusconi".
"C'è da chiedersi che fine hanno fatto questi i Fondi? Sono molte - conclude Bianconi- le domande alle quali il Ministro deve ancora rispondere e annuncio a tal proposito che a breve presenterò un interrogazione in tal senso".

"La motivazione del Tar del Lazio sul no al decreto-Turco e' impressionante: non c'e' stata alcuna motivazione tecnica alla base della scelta di aumentare le dosi di droga a disposizione dei consumatori". Lo afferma Francesco Storace, ex ministro della Salute e senatore di Alleanza nazionale, convinta che sia stata "solo una devastante scelta politica. In un Paese serio- e' la chiosa di Storace- un ministro sconfessato in questo modo, andrebbe a casa".

"Siamo perfettamente d'accordo con la ministra Turco come lo siamo stati sul decreto, che e' stato fatto per evitare l'incarcerazione di tanti giovani colpevoli solo di farsi uno spinello, e appoggiamo in pieno la sua decisione di ricorrere al consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Lazio che ha sospeso il decreto legge sull'aumento da mezzo grammo a un grammo la quantita' massima di sostanze stupefacenti che si possono detenere- il presidente Prc al Senato Giovanni Russo Spena e la capogruppo in commissione sanita' Erminia Emprin intervengono sulla sentenza del Tribunale amministrativo.
"E' ovvio che se, come motiva la sentenza, sulle quantita' non puo' intervenire la discrezionalita' della politica, tutte le norme precedenti- avvertono gli esponenti Prc- che fissano tali quantita', dovrebbere decadere. Siamo certi che il consiglio di Stato dara' ragione alla Turco, e chiediamo che a questo punto si arrivi al piu' presto alla discussione e al varo della legge che deve sostituire la Fini- Giovanardi".

'La sospensione da parte del Tar del Lazio del decreto Turco sulla cannabis non ci dispiace, dal momento che eravamo stati tra quelli, unici nella maggioranza, che avevano espresso piu' di una perplessita' al momento in cui questa misura era stata adottata'. E' quanto afferma in una nota Silvana Mura deputata di Idv, secondo la quale 'l'innalzamento del limite per il consumo personale di cannabis, al di fuori di una legge organica nella quale fossero previste adeguate misure di prevenzione, lo ritenevamo e continuiamo a ritenerlo un messaggio sbagliato'.
'Speriamo -conclude- che lo stop imposto dal Tar, possa costituire un'occasione di riflessione in seno alla maggioranza che porti ad una legge sulla droga in cui l'elemento della prevenzione e quello del contrasto allo spaccio, sia preminente rispetto all'esigenza di non criminalizzazione chi ne fa uso, che pure deve essere accolta'.

'Ora all'ex ministro della Salute ed attuale ministro dello Spinello Libero non resta che dimettersi'. Lo afferma Riccardo Pedrizzi (An), responsabile del partito per le politiche della famiglia.
Secondo l'esponente di AN, 'si tratta di un'altra sonora sconfessione per la Turco, dopo l'ordine del giorno approvato a grande maggioranza dal Parlamento, in commissione Sanita' del Senato, con cui si e' posto il governo di fronte ad un impegno ben preciso: riesaminare il decreto 'piu' canne per tutti' '.

"Cio' che era stato sostenuto dalla maggioranza dell'Ulivo in commissione Sanita' trova conferma nella decisione del Tar del Lazio di sospendere il decreto Turco che aumentava le cosiddette dosi minime detenute dai tossicodipendenti". Lo dichiarano le senatrici dell'Ulivo Emanuela Baio e Paola Binetti, che aggiungono: "Il ministero dell'Interno e quello della Solidarieta' sociale hanno diffuso i nuovi dati sul consumo di droghe,, che attestano un aumento considerevole del consumo di cannabis non solo fra i giovani ma in fasce diverse della popolazione".
"Come abbiamo gia' sostenuto- continuano Baio e Binetti- per arginare il fenomeno della tossicodipendenza, riteniamo fondamentale studiare una intensa ed efficace strategia di prevenzione per dare effettiva attenzione a tutte le persone che assumono vecchie e nuove droghe, e consentire loro di uscire dal tunnel della morte".
"Chiediamo al ministro Ferrero, che sta coordinando il pool di ministri sulla revisione della legge Fini-Giovanardi- proseguono le parlamentari Teodem- di tenere conto della decisione del Tar del Lazio e di ascoltare le comunita' terapeutiche e gli operatori del settore. La nuova legge dovra' puntare su prevenzione, dura repressione per gli spacciatori, recupero cosi' anche per favorire la cura dei tossicodipendenti al di fuori del carcere". "Dal primo all'ultimo articolo della nuova legge- concludono Baio e Binetti- dovra' emergere un unico chiaro messaggio: 'la droga fa male, distrugge la persona e puo' condurre alla morte'".

"La decisione del Tar del Lazio dimostra tutta l'artificiosita' del decreto Turco che con un colpo di spugna aveva raddoppiato le soglie per l'uso della cannabis." Lo dichiara il deputato dell'Udc Luciano Ciocchetti. "E' si' una sconfitta per il governo, ma prima di tutto e' una buona notizia per i nostri giovani e piu' in generale per la nostra societa' che deve esser messa in condizione di poter continuare la 'giusta' battaglia contro l'uso delle droghe e degli stupefacenti. Il messaggio che il decreto Turco conteneva- conclude Ciocchetti- era, infatti, devastante."

"Dopo la bocciatura in sede politica, ora anche davanti al Tar la ministro Turco e' stata sonoramente smentita". Cosi' Enzo Ghigo, senatore di Forza Italia commenta la decisione del Tribunale amministrativo del Lazio di sospendere il decreto che ha raddoppiato la quantita' detenibile di cannabis considerata a uso personale. "Dai giudici amministrativi - dice Ghigo - e' venuta una decisione che dimostra un maggiore senso di responsabilita' di quella avuta dal ministro. Di fronte alle statistiche, che purtroppo testimoniano un continuo aumento del consumo di stupefacenti, la scelta di aumentare a un grammo la cannabis che si puo' detenere senza incorrere in sanzioni penali, poteva essere interpretata come un segnale di apertura al consumo delle cosiddette droghe leggere. Che poi tanto leggere non sono, perche' spesso comportano effetti non irrilevanti per la salute. Credo che ora sia opportuno che il ministro Turco venga a riferire in Commissione Sanita' sugli intendimenti del governo, dopo questa clamorosa sentenza del Tar, che avvalora le contrarieta' gia' espresse in Senato sia dall'opposizione che da numerosi esponenti della maggioranza".

'Il Parlamento si attivi subito per sostenere legislativamente il provvedimento sulla dose minima di cannabis adottato con grande coraggio dal ministro Livia Turco'. E' quanto afferma in una nota il capogruppo dei Verdi in Commissione Affari sociali-Sanita' alla Camera Tommaso Pellegrino, commentando la decisione del Tar del Lazio.
'Le motivazioni addotte dal Tribunale amministrativo - aggiunge il parlamentare - devono spingere il Parlamento a prendere presto un'iniziativa su un tema delicato ed importante, che va affrontato con grande senso di responsabilita' e concretezza, evitando i guasti causati dalla precedente normativa varata dal centrodestra, dannosa e inutilmente proibizionista. Coraggio e assunzione di responsabilita' - conclude - che il ministro Turco con il suo decreto ha fortemente dimostrato'.

"Appoggiamo la decisione del ministro Turco: siamo perfettamente d'accordo con la sua decisione di ricorrere al consiglio di Stato dopo la sentenza del tribunale amministrativo". E' quanto afferma Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera, a proposito del ricorso del ministro della Salute, Livia Turco, dopo la decisione del Tar del Lazio.
"Serve prevenire e curare- sottolinea Sgobio- non incarcerare: e' questa la logica che deve essere applicata ed e' questo l'approccio civile che bisogna avere nei confronti della droga".
Per questo, sottolinea, "sosteniamo il decreto Turco, cosi' come pensiamo che sarebbe un bene abrogare la legge Fini-Giovanardi, che e' una legge che guarda solo all'aspetto punitivo e poliziesco del problema, senza- conclude Sgobio- una visione sociale della questione".

'La sospensiva concessa dal Tar del Lazio sul decreto che innalzava la soglia della cannabis richiede l'avvio di una rapida discussione sulla nuova legge sulla lotta alle droghe'. E' il commento del ministro della Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero.
L'emergenza creata dall'aumento dell'uso di sostanze dannose per la salute, da un lato, e la sospensione del Tar del Lazio, resa nota oggi, che blocca il decreto sull'aumento della soglia della quantita' massima di cannabis consentita, si fa sapere poi dal dicastero della Solidarieta' sociale, 'ripropongono l'urgenza di avviare un intervento coordinato nella lotta alla droga'.
Per questo motivo, proprio stamane, il Ministro Ferrero ha presieduto una riunione degli Assessori regionali che si occupano di tossicodipendenze per definire un programma di prevenzione finanziato con 10 milioni di euro e attuare il Piano di azione, richiesto dall'Unione Europea e mai fatto dal precedente Governo.
Un giro di incontri che proseguira' domani prima del Consiglio dei Ministri. Lo stesso Ferrero ha, infatti, convocato una riunione dei Ministri interessati, 'al fine di discutere le linee guida di una nuova legge sulla droga, visto il fallimento della normativa in vigore in materia di tossicodipendenze'.
Per quanto riguarda, infine, la sospensiva del Tar del Lazio, il Ministro Ferrero ha espresso 'piena condivisione con quanto affermato dalla Ministra Livia Turco sulla necessita' di impugnare il provvedimento'.

"Salutiamo con soddisfazione l'ordinanza del Tar del Lazio che sospende il cosiddetto 'Decreto Turco' che aveva innalzato il livello quantitativo di cannabis per uso personale da 500 milligrammi a un grammo, al di la' del quale sarebbero scattate le sanzioni penali". E' quanto hanno dichiarato Luigi Celori, consigliere regionale del Lazio di An, Piergiorgio Benvenuti, capogruppo di An a Palazzo Valentini, e Sergio Marchi, consigliere comunale di Roma di An.
"La decisione del Tar -hanno affermato- e' una decisione sensata che boccia una scelta sconsiderata da parte del governo e conferma quanto piu' volte abbiamo sostenuto, e cioe' che il suddetto innalzamento della dose di sostanza stupefacente consentita per uso personale avrebbe favorito il passaggio all'utilizzo di droghe piu' pesanti, con conseguenze -concludono Celori, Benvenuti e Marchi- pericolose soprattutto per i piu' giovani".

'La decisione del Tar, che ha sospeso il decreto Turco sull'uso personale di droga, deve rappresentare un monito per questo debole governo. Aver privato il Parlamento dell'esercizio delle sue funzioni su una materia cosi' delicata e' stato un grave errore, nel merito e nella forma. Ci auguriamo che ora il ministro si fermi a riflettere e ne tragga le necessarie conseguenze'. Lo ha detto Renato Schifani di Forza Italia.

'La sentenza del Tar e' una sentenza suicida. Se e' illegittimo il decreto Turco, lo era, per le identiche ragioni anche quello Storace. E' nella legge Fini-Giovanardi il problema'. E' il commento di Patrizio Gonnella, presidente dell'associazione Antigone.
'Quella legge - spiega - offre al Ministero della Salute la possibilita' di incidere sulla sanzionabilita' penale.
Quella legge va abrogata. Ma va abrogata non per i sofismi formali del Tar, ma perche' e' una legge che mette sullo stesso piano criminale consumatori di droghe leggere e spacciatori di droghe pesanti, servizi pubblici e comunita' private. Speriamo che la sentenza sia un'occasione per velocizzare l'iter parlamentare di quelle proposte che si muovono nel segno della depenalizzazione e del buon senso'.

'Ha messo a segno un clamoroso autogol il ministro Livia Turco. Se non ci ha pensato il Parlamento a bloccare le sue iniziative sbagliate ed evidentemente pericolose sulla droga, ci e' voluta la bocciatura da parte della giustizia': cosi' Maurizio Lupi di Fi.
'Anche se e' vero che spetta alla politica intervenire - aggiunge - la decisione del Tar del Lazio e' quanto mai opportuna e conferma che l'allarme lanciato dalla Cdl aveva un suo fondamento: il decreto del ministro giustificava infatti in qualche misura la diffusione del consumo delle droghe leggere tra i giovani. Ci auguriamo che il ministro comprenda la portata del suo fallimento e che ne tragga le opportune conseguenze'.

'La sentenza del Tar del Lazio boccia inesorabilmente l'assurda politica del Governo e del ministro Turco in materia di dosi minime di cannabis: dopo la famosa sentenza sul direttore del Regina Elena e' un'altra botta non indifferente per il Ministero della salute'. Lo afferma la sen. Maria Burani Procaccini, responsabile nazionale famiglie e minori di Forza Italia.
'La cannabis e' una droga a tutti gli effetti - osserva Burani - ed il Tar lo conferma inesorabilmente, cancellando una norma assurda e sbagliata, oltre che estremamente pericolosa per dei giovani che devono gia' assorbire modelli deliranti di equazione fra droga ed essere, come emerge dalle ultime inchieste'.

"Come operatori sociali nel campo della prevenzione e del recupero dalla droga, accogliamo con soddisfazione la decisione del Tar del Lazio di sospendere il decreto "Turco" che alzava la quantita' consentita di cannabis, depenalizzando di fatto lo spaccio di questa sostanza". E' il commento di Andrea Muccioli, responsabile della comunita' per recupero di tossicodipendeti di San Patrignano fondata dal padre Vincenzo, alla sentenza. "In questi mesi - commenta Muccioli - avevamo piu' volte denunciato l'assurdita' di questo decreto, promulgato dal ministero della Salute senza consultare nessun operatore e sulla base di motivazioni inesistenti.
Facilitare il consumo e la cessione di cannabis - porosegue - e' un atto ingiustificabile, a fronte della crescita esponenziale di droghe tra i ragazzi denunciata anche dalle istituzioni: nell'ultimo mese il ministro dell'Interno ha piu' volte messo in evidenza i pericoli delle droghe, facendo riferimento esplicito alle scuole, e il ministro dei Trasporti ha auspicato pene piu' severe per chi guida sotto l'effetto degli stupefacenti. In questo contesto - conclude - in cui e' necessario raddoppiare gli sforzi nel campo della prevenzione e della lotta al consumo e allo spaccio, auspichiamo che tutti, politici e non, possano mettere insieme le forze per tutelare ed accrescere il ruolo educativo della famiglia".

"La decisione del Tar Lazio e' una sberla per il governo e conferma cio' che abbiamo sempre detto: la Turco ha sbagliato a stravolgere la buona legge Giovanardi-Fini con un decreto inopportuno e dannoso. Un provvedimento fallito dalla nascita perche' assurdo. Tutti gli operatori sociali del settore e tutti gli studi in merito avevano avvertito che cio' avrebbe provocato una situazione estrema e negativa".
Lo dichiara il segretario della Democrazia Cristiana per le Autonomie, Gianfranco Rotondi.

'La sentenza del Tar che sospende il decreto legge sull'aumento a un grammo della quantita' massima di sostanze stupefacenti che si possono detenere suscita stupore'. Lo afferma il presidente dei senatori di Verdi e Pdci Emanuela Palermi.
'Ancora una volta - aggiunge - abbiamo la dimostrazione di essere di fronte ad una societa' chiusa, intollerante e pronta a scegliere l'inutile via della repressione'.
'Attendiamo fiduciosi - conclude - il pronunciamento del Consiglio di Stato. Intanto e' sempre piu' urgente modificare la legge Fini-Giovanardi che seguita a creare ingiustizie e storture'.

'Finalmente qualcuno ragiona con la propria testa. La decisione del Tar del Lazio di sospendere la proposta Turco in materia di cannabis ci da' qualche speranza che in questo Paese si possa fare ancora qualcosa contro il dilagare dell'uso e abuso di stupefacenti'. Lo afferma Beatrice Lorenzin, coordinatore dei giovani di Forza Italia.
'Denunciamo, inascoltati da anni, la pericolosa tendenza a normalizzare l'uso delle droghe 'sedicenti' leggere - osserva Lorenzin -, che continua ad essere promossa dalla maggior parte dei politici del centrosinistra, non ultimo dallo stesso ministro Livia Turco, e da una certo star system'.
'Questa vera e propria politica culturale - aggiunge - non ha fatto altro che produrre l'aumento a dismisura del consumo delle droghe tout court, dalle metanfetamine alla cocaina, deresponsabilizzando i giovani, le istituzioni e le stesse famiglie, che si sono illuse sulla fine del fenomeno droga dopo il calo del consumo di eroina'.
'Le ultime uscite del ministro Amato in tema di 'doping a scuola' - conclude - ci lasciano esterrefatti. I giovani italiani, a nostro avviso, non hanno bisogno ne' di provocazioni, ne' di falsi moralismi, ma di un messaggio certo e chiaro da parte delle istituzioni in tema di droga'.

'Siamo orgogliosi che sia partita dalla Puglia, e in particolare da una comunita' per il recupero di tossicodipendenti di Taranto, la battaglia che ha portato alla sospensione da parte del Tar del decreto Turco che consentiva il raddoppio della dose di cannabis detenibile per uso personale'. Lo afferma il responsabile di Forza Italia per le questioni del Mezzogiorno, on.Raffaele Fitto, coordinatore di FI in Puglia.
'Un decreto approvato dal Governo - afferma Fitto - senza alcun confronto con il Parlamento e criticato da esponenti di centrodestra e centrosinistra ma, quel che e' piu' grave e che rende incomprensibile l'ostinazione del ministro Turco che oggi vuol ricorrere addirittura al Consiglio di Stato, e' che quel decreto viene oggi bocciato grazie alla opposizione del Codacons e di una comunita' di recupero di tossicodipendenti'. 'Ne deriva - conclude Fitto - che il Governo aveva fatto un provvedimento ad hoc in favore dei consumatori di droghe leggere, contro il Parlamento, contro chi ogni giorno combatte per sconfiggere la droga, contro i giovani e le famiglie italiane'.

'La sentenza del Tar del Lazio non puo' restare priva di effetti politici'. Lo sostiene Alessandra Mussolini, leader di Alternativa sociale.
'Infatti - osserva l'europarlamentare - viene sancita la assoluta inaffidabilita' del Governo in tema di tossicodipendenze, che si era spinto fino ad emanare una norma assolutamente in contrasto con i piu' elementari cardini del diritto. Per privilegiare una impostazione ideologica, il governo non ha esitato a legiferare contro natura. Un governo serio non si affiderebbe al ricorso al Consiglio di Stato: si prenderebbe atto della bruciante sconfitta e politicamente si trarrebbero le ovvie conseguenze. Ma purtroppo per gli italiani non abbiamo un Governo serio'.

"Annunciando il ricorso al consiglio di Stato il ministro Turco dimostra un'evidente miopia ideologica: buon senso e perspicacia politica avrebbero suggerito a chiunque una retromarcia". Lo afferma, in una nota, il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volonte', a proposito del ricorso del ministro della Salute, Livia Turco, al consiglio di stato dopo la decisione del Tar del Lazio di sospendere il suo decreto sull'innalzamento dei livelli di cannabis consentiti per uso personale. "Il decreto Turco- spiega Volonte'- nient'altro che una sostanziale liberalizzazione della cannabis, era gia' stato bocciato dalla commissione Sanita' del Senato". Oggi, aggiunge l'esponente centrista, "il nuovo stop, questa volta giurisdizionale, che dovrebbe mettere l'anima in pace anche a Ferrero".
Alla Turco, conclude Volonte', "non resta che bloccare la sua iniziativa o imboccare la via, peraltro da lei stessa piu' volte annunciata in passato, delle dimissioni".

'Rispetto alle motivazioni addotte dal TAR del Lazio per sospendere l'efficacia del 'Decreto Turco', ci permettiamo solamente di rilevare che la legge (ancora e sempre la 'Fini-Giovanardi') non pone alcuna condizione e vincolo alla decretazione del governo (art. 73, comma 1 bis, lettera a), del DPR 309/90)': cosi' Rita Bernardini (segretaria di Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (Direzione Nazionale Radicali Italiani) in una nota congiunta.
'Al di la' e al di sopra delle dispute tecnico-giuridiche, ci preme, pero', dire una cosa: dietro i decimali di stupefacente e i commi della legge - proseguono - c'e' la vita reale di centinaia di migliaia di giovani, che sono costretti tutti i giorni a rivolgersi al mercato criminale per comprare sostanze sulla cui qualita' e composizione essi non possono svolgere alcun controllo, non hanno alcuna voce in capitolo; da oggi, non solo questi giovani sono in balia della lotteria del principio attivo contenuto nella cannabis di strada, ma devono stare attenti anche ai ricorsi e controricorsi al TAR e al Consiglio di Stato, che raddoppiano o dimezzano la loro probabilita' di finire in galera. Sembra uno scherzo - concludono - ma e' la realta' del proibizionismo all'italiana'.

'Il ministro Turco proponga il ricorso al Consiglio di Stato, com'e' nel suo pieno diritto e, a mio avviso, con ottime ragioni'. Lo dichiara la presidente del gruppo l'Ulivo del Senato Anna Finocchiaro, a proposito della sentenza pronunciata stamane dal Tar sul decreto ministeriale sulla cannabis.
'Osservo pero' - aggiunge - che ancora una volta viene risolta dai giudici una questione che dovrebbe essere risolta in sede politica e parlamentare'.

"La decisione del Tar del Lazio sul decreto Turco, che raddoppiava la dose di cannabis consentita per uso personale e' ineccepibile, sospende, infatti, un provvedimento iniquo, attuato senza il previsto iter parlamentare, senza una motivazione tecnica che giustificasse l'innalzamento e che aveva diffuso, specialmente nei giovani e giovanissimi, un messaggio permissivo da parte di quelle istituzioni che dovrebbero invece prevenire e reprimere il triste fenomeno delle dipendenze da ogni tipo di droga'.
Lo sottolinea Francesco Giro, deputato di Forza Italia.
'Il Ministro Turco -aggiunge- anziche' annunciare il ricorso al Consiglio di Stato, dovrebbe riflettere sulla bocciatura giuridica del suo provvedimento e valutare se non sia il caso di invertire la tendenza di effettuare scelte politiche compiacenti verso la sinistra radicale" .

"Tra campi di papaveri afgani e distese di canapa, la sinistra riscopre la sua anima bucolica". Lo dice Michaela Biancofiore, deputato di Forza Italia. "L'ecologismo del governo spinge probabilmente i ministri a difendere ogni tipo di arboscello, tanto che qualche deputato sinistro-radicale ci ricorda di essersi gia' occupato di giardinaggio nei cortili di Montecitorio. Per fortuna che il raccolto seminato dalla prima florovivaista di governo, Livia Turco, per quest'anno non e' andato secondo le aspettative dei fautori del consumo maggiorato di droghe. A rovinare la "sagra della cannabis" ci ha pensato il Tar, che riporta i limiti del possesso personale al piu' lucido decreto varato dalla Casa delle Liberta'. Chiaro che con la sospensione del decreto Turco, la sinistra perdera' quell'elettorato che si "annebbia" per dimenticare" soprattutto le stramberie dell'esecutivo. Ribadisco la mia ferma contrarieta' ad ogni forma di droga, soprattutto perche' e' una risposta sbagliata a problemi reali, come il disagio sociale e ai vuoti esistenziali.
Un governo dovrebbe estirpare questi mali alla radice, e non nutrirli per mieterli a raccolto!".

Dopo la sentenza del Tar del Lazio con la sospensione del 'decreto Turco', i Verdi confermano "pieno sostegno" al provvedimento del ministro della Sanita' che "ha evitato che migliaia di ragazzi finissero in carcere anche solo per uno spinello". A dar voce alla posizione del 'Sole che ride' e' il capogruppo alla Camera Angelo Bonelli secondo il quale "ora e' necessario fare la riforma complessiva della legge Giovanardi-Fini e superarla andando nella direzione di colpire il grande traffico e per quanto ci riguarda depenalizzando l'uso delle droghe leggere".

Ignazio Marino
, presidente della Commissione Sanità del Senato sulla sentenza del Tar preferisce non commentare ma attendere "di vedere l'esito del ricorso al Consiglio di Stato che il ministro Turco ha già preannunciato".
"Quello che è certo - dice Marino - è che resta quanto mai urgente, come giustamente indicato più di una volta dal ministro Livia Turco, valutare i risultati e quindi rivedere e riscrivere la Giovanardi-Fini. La legge sulle tossicodipendenze approvata dalla destra nella scorsa legislatura è inutilmente e inefficacemente repressiva. Non credo sia questa la strada per combattere la droga ed il rischio di tossicodipendenze".
"E' necessaria al contrario una nuova normativa che punti sulla prevenzione, sull'educazione dei nostri ragazzi a sani stili di vita, e sul recupero. Credo - conclude il presidente della commissione Sanità - che ora sia necessario avviare un confronto serio e sereno per una riforma organica che prenda le premesse dal programma dell'Unione. Per quanto ci riguarda, la commissione Sanità del Senato è pronta a mettersi al lavoro da subito".
"Siamo di fronte a una sentenza del Tar discutibile se non del tutto infondata". Questo il commento del socialista Roberto Villetti, capogruppo della Rosa nel Pugno alla Camera, che aggiunge "ci auguriamo venga annullata dal Consiglio di stato alla quale lo stesso ministro ha già annunciato di voler ricorrere".
"Non si vede proprio - continua - dove siano i presupposti del danno grave e irreperabile per un provvedimento di sospensione del decreto del ministro Turco che casomai va in direzione opposta perchè mira alla tutela dei giovani e di tutti quelli che si limitano a un consumo personale di sostanze leggere. Si possono avanzare dubbi anche sulla capacità dei ricorrenti ma soprattutto c'è da interrogarsi su questo interventismo del Tribunale amministrativo del Lazio, un organo che non ha nessuna responsabilità nei confronti dei cittadini e interferisce continuamente sulle scelte del governo".
"In ogni caso questo incidente di percorso ripropone il problema di una superamento della legge Fini-Giovanardi che già tanti guai ha creato. La galera non è certo la via migliore per combattere le tossicodipendenze. Deve essere sviluppata una politica di prevenzione - conclude il parlamentare dello Sdi - e vi deve essere una netta distinzione tra spacciatori, che vanno colpiti duramente, e i consumatori che vanno aiutati attraverso una politica di riduzione del danno".

'Errare e' umano, perseverare diabolico: non paga del messaggio negativo legato al suo decreto, sconfessato anche dal Tar, il ministro Turco annuncia di volere diabolicamente perseverare nell'errore ricorrendo al Consiglio di stato': cosi' Roberto Cota, vice capogruppo lega Nord Padania alla Camera.
'La Turco - aggiunge - e' disposta a imbastire una querelle giudiziaria pur di riaffermare il principio della droga libera.
la Turco ci ripensi: la via per contrastare il fenomeno della droga non e' certo quella di renderne piu' facile il consumo'.

'La vicenda del decreto Turco-Ferrero dimostra che il governo Prodi sottovaluta il problema droga che invece sta assumendo proporzioni gigantesche e che da' alla malavita organizzata un fatturato 60 volte superiore a quello della Fiat E'necessario difendere i nostri giovani da questo cancro con ogni mezzo e davanti alle scuole, che spesso sono centri di spaccio, metterei subito i cani antidroga'. A lanciare la proposta e' Gabriella Carlucci, deputato di Fi, segretario della Commissione Cultura della Camera e consigliere dell'associazione 'Valori e liberta', che e' intervenuta oggi al convegno 'Quando l'uso diventa abuso', che si e' tenuto al Quirino a Roma e al quale hanno partecipato i ragazzi delle scuole superiori della capitale.
All'incontro erano presenti anche esperti del fenomeno droga tra i quali Giovanni Serpelloni, (Direttore dell'Osservatorio Regionale delle Dipendenze della Regione Veneto, Andrea Fantoma (Osservatorio Nazionale delle Tossicodipendenze), Renzo Picutti (Direttore della Comunita' di Botticella - San Patrignano), Riccardo Gatti (Direttore del Dipartimento delle Dipendenze della ASL Citta' di Milano).
'Il convegno e' stato organizzato per informare i giovani sui pericoli cui vanno incontro, sulle conseguenze fisiche oltre che sulle implicazioni sociali che derivano dall'uso delle droghe e sono molto soddisfatta della risposta data oggi dai ragazzi che hanno prestato grande attenzione ai contenuti del convegno e interagito attivamente con i relatori', ha affermato l'On.Carlucci.

'Per fortuna esiste un giudice amministrativo, ormai in Italia siamo impotenti nel fronteggiare il fenomeno ad esempio della cocaina, della droga, lo ha detto il ministro dell'interno. Nelle scuole dei nostri figli e' diffusa la droga in quantita' e il ministro come primo provvedimento da' un messaggio di tolleranza, e' inaccettabile'. Cosi' il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini intervistato dal Tg3.

"Sarebbe necessaria maggiore cautela e meno strumentalità nelle dichiarazioni riguardo la sentenza del Tar del Lazio sull'annullamento del decreto Turco sui limiti massimi di sostanze stupefacenti e psicotrope".
Lo afferma la senatrice Fiorenza Bassoli, responsabile Welfare dei Democratici di sinistra.
"Bisognerà leggere con attenzione le motivazioni - prosegue la Bassoli -, mi pare che il Tar non entri nel merito del problema ma faccia una questione di metodo nello strumento utilizzato per correggere la Giovanardi-Fini".
"Occorre però che la riforma della legge Giovanardi-Fini si faccia al più presto e che sia il Parlamento a farsene carico, con una capacità di confronto reale che parta da un dato molto preoccupante, l'aumento del consumo. Lotta al traffico, prevenzione, riduzione del rischio, reinserimento sociale, sono i punti nodali di un impegno che deve essere comune, - conclude Fiorenza Bassoli - di fronte alla piaga che colpisce non solo i giovani, ma anche settori importanti della società adulta".
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