Italia. Tavolo Giustizia-Interni per la modifica della Bossi-Fini
Un decreto legge con cui modificare in piu' punti la 'Bossi-Fini'. E' questa - secondo quanto si e' appreso - l'ipotesi su cui si confronteranno presso il ministero della Giustizia, a partire al massimo da lunedi', gli esperti dell' ufficio legislativo del ministero di Via Arenula e quelli del Viminale, facendo cosi' partire il tavolo di lavoro congiunto voluto dal guardasigilli Mastella e dal ministro dell' Interno Amato.
I tecnici del ministero della Giustizia sarebbero al lavoro gia' alcuni giorni su alcune modifiche legislative in tema di immigrazione, in parte anticipate ieri dallo stesso Mastella.
La correzione principale riguarderebbe l'art. 12 della legge 'Bossi-Fini', cosi' da far rientrare anche il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina tra le competenze delle Direzioni distrettuali antimafia, che sino ad ora puo' avere voce in capitolo solo per i reati di riduzione in schiavitu' e tratta di esseri umani. Si pensa, inoltre, ad innalzare, nel minimo, la pena prevista per il favoreggiamento dell'immigrazione: chi contribuisce all'ingresso di un clandestino in Italia e' attualmente punito con una pena da 1 a 5 anni (da 4 a 12 se il favoreggiamento e' aggravato). L'ipotesi e' di innalzare il minimo della pena da 1 a 2 anni, cosi' da evitare la possibilita' che gli scafisti tornino in liberta' grazie alla sospensione condizionale della pena (consentita al di sotto dei 2 anni).
Tra le modifiche allo studio c'e' infine il carcere obbligatorio per gli scafisti, non solo per quelli colti in flagrante, ma anche per coloro gravemente indiziati di aver traghettato clandestini: la misura cautelare obbligatoria sara' introdotta cosi' come per i delitti di mafia.
I tecnici del ministero della Giustizia e dell'Interno - si e' infine appreso - si confronteranno sulle modifiche legislative con l'obiettivo di arrivare in tempi rapidi a un testo che possa essere presentato al prossimo consiglio dei ministri.
COMMENTI
"Nel campo dell'immigrazione occorre dare risposte immediate ai problemi piu' urgenti". Questo e' quanto afferma l'associazione umanitaria 'ActionAid', commentando la difficile situazione creatasi in Italia con gli ultimi sbarchi di clandestini. Fra i vari problemi il piu' urgente e' quello di "garantire i diritti delle persone che intraprendono questi viaggi in condizioni disperate, assicurando la possibilita' di fare richiesta di asilo politico a chi ne ha intenzione, limitando al massimo i provvedimenti restrittivi, procedendo all'identificazione dei migranti in modo scrupoloso, combattendo l'organizzazione dei viaggi illegali". Far fronte all'emergenza e' pero', per ActionAid, una risposta "insufficiente". Occorre infatti intervenire sulle cause di questo fenomeno "tra cui- sottolinea la nota dell'associazione- c'e' anche l'estrema miseria da cui le persone cercano di scappare". Secondo l'associazione infine l'Italia cosa sta facendo decisamente troppo poco: "nel far fronte all'immigrazione l'azione contro la poverta' non dara' risultati in tempi immediati. Ma questa non puo' essere una scusa per non intervenire- conclude la nota di ActionAid- al contrario deve essere un'esortazione al governo Prodi ad agire con grande urgenza, realizzando un'inversione di rotta che ancora non si vede. Solo cosi' si potranno ottenere risultati duraturi e non si dovra' piu' passare da un"emergenza immigrazione' all'altra".
"La politica del governo in materia di immigrazione e' pericolosa e schizofrenica". Lo afferma Maurizio Gasparri dell'esecutivo di Alleanza Nazionale. "Gli sbarchi in massa - aaggiunge - e le numerose morti di questi giorni sono diretta conseguenza degli annunci di Ferrero e degli atti di Prodi consistenti in maxi-sanatorie, annunci di ricongiungimenti familiari e cittadinanze facili. Parallelamente, grazie all' indulto, pericolosi trafficanti di clandestini sono stati scarcerati. Ora si annunciano sanzioni penali piu' severe, fantomatici pool e tavoli congiunti a cui si accinge a banchettare anche un irresponsabile come Mastella, a cui si deve la scarcerazione in massa di decine di migliaia di delinquenti". "Bisogna - continua Gasparri - andare in una direzione completamente diversa. Ed e' per questo che in Parlamento dovremo discutere la mia proposta di legge che prevede il reato penale di immigrazione clandestina, l'introduzione di attente verifiche prima di concedere la cittadinanza, per la quale la domanda dovra' essere presentata dopo 10 anni e non dopo cinque come dice Prodi". "Accanto alle norme piu' severe - conclude l'esponente di An - bisogna applicare con immediatezza la legge Mancino all'Ucoii, che si dedica alla propaganda antisemita e alla promozione del fondamentalismo islamico. Questa organizzazione deve essere messa al bando. Sanzioni severe e non buonismo pericoloso. Questa la ricetta contro la fallimentare politica del centrosinistra sull' immigrazione, che ha causato una strage enorme sulle coste di Lampedusa".
La legge Bossi-Fini sull'immigrazione "puo' essere migliorata, ripensando, ad esempio, al meccanismo degli sponsor: per evitare finzioni penso a delle fidejussioni bancarie da esibire per chi chiede l'arrivo di un lavoratore. Ma non e' la madre di tutti i guai. Pensare di abolirla e' un atto di fuga dalla realta'". Lo afferma, in un'intervista pubblicata sul prossimo numero de 'L'Espresso', Pier Ferdinando Casini, che affronta anche la questione della concessione della cittadinanza italiana. "Mi auguro -dice l'ex presidente della Camera- che il governo venga in Parlamento con la volonta' del confronto. Non mi e' piaciuto Prodi che dice cinque anni per avere la cittadinanza e non si discute. Come non si discute? E' un provvedimento che riguarda il nostro futuro, i nostri figli: non deve allargare le maglie degli arrivi, ma l'integrazione, per isolare coloro che nella nostra societa' ci stanno con gli stessi propositi dell'Ucoii". "Io -dice ancora il leader centrista- sono d'accordo di realizzare il principio dello jus soli anziche' dello jus sanguinis, ma bisogna essere equilibrati, per evitare la nascita di sacche di razzismo di reazione che possono essere pericolose. Ci deve essere un percorso che porta alla cittadinanza, dobbiamo rivendicare con forza la nostra identita', le nostre radici cristiane. A chi arriva in Italia va chiesto questo rispetto. Se si accettano posizioni come quelle dell'Ucoii, se si e' disposti a transigere, non avremo piu' credibilita' nel richiedere un'ordinata convivenza nel nostro Paese. Sui cinque anni bisogna meditare, e molto, perche' rischiano di essere troppo brevi. Penso ci debba essere la sottoscrizione di una carta dei diritti e dei doveri, una specie di patto di convivenza tra chi si appresta a diventare cittadino italiano, rinunciando alla sua cittadinanza, e chi lo accoglie come italiano a tutti gli effetti. Il test di cittadinanza dovrebbe avvenire dopo un corso molto serio di socializzazione che non e' solo un corso di lingua ma di educazione civica vera e propria".
"Il singolo extracomunitario dovrebbe essere affidato per il periodo di integrazione a una sorta di tutor, figura sulla falsariga dei 'facilitatori' che esistono in Francia. E' chiaro -conclude Casini- che tutto questo richiede un grande sforzo della pubblica amministrazione e i corsi devono essere organizzati da Stato ed enti locali con la regia dello Stato".
"La Bossi-Fini è sbagliata fin nelle sue fondamenta e va cambiata radicalmente, se non abrogata". Lo sostiene in una nota il capogruppo dei Verdi a Montecitorio, Angelo Bonelli, secondo il quale "non sono possibili piccole modifiche a questa legge, come sostenuto da Casini".
Il capogruppo dei Verdi esprime apprezzamento per l'iniziativa assunta dai ministri Amato e Mastella e sottolinea che "non bisogna dimenticare di promuovere anche una politica di cooperazione e sviluppo in tutto il Mediterraneo. Contro la piaga dell'immigrazione clandestina - conclude - l'Italia non può certo farcela da sola, e per questo solleciteremo un vertice europeo con i governi del Nord Africa e la Libia".
"Vorrei dire a certi ministri di stare attenti perche' le parole hanno un peso". Sul tema immigrazione, dal Meeting di Rimini l'ex ministro Rocco Buttiglione invita alla prudenza "quei ministri che nei giorni scorsi hanno annunciato una maggior liberta' di accesso in Italia. L'effetto e' stato il moltiplicarsi di quei viaggi di immigrati clandestini finiti, come sappiamo, in fondo al Mediterraneo. Riflettano sul fatto che le parole pesano". Sull'ipotesi che l'attuale governo modifichi la legge Bossi-Fini, Buttiglione si astiene da qualsiasi valutazione visto che "devono ancora dirci cosa vogliono modificare. L'impianto di base della legge e' buono, sulle quote d'ingresso, forse, c'e' stata inadeguatezza".
"Il ministro Amato e' il piu' equilibrato del questo governo. E' sbagliato da parte dell'opposizione pensare che il responsabile del Viminale voglia imporre uno stravolgimento nella gestione del fenomeno immigrazione. L'istituzione di un doppio pool di controllo dei clandestini, che operi anche in collaborazione coi governi stranieri, e' la soluzione giusta. Questa e' la linea da seguire". Lo afferma il segretario nazionale della Democrazia Cristiana, Gianfranco Rotondi. "Amato, poi, non ha mai parlato di abolizione della Bossi-Fini. Questa legge, che io ho votato convintamente, e' migliorabile. La maggioranza e l'opposizione approdino, sulla questione immigrazione, ad un tavolo di confronto serio e responsabile", conclude Rotondi.
I tecnici del ministero della Giustizia sarebbero al lavoro gia' alcuni giorni su alcune modifiche legislative in tema di immigrazione, in parte anticipate ieri dallo stesso Mastella.
La correzione principale riguarderebbe l'art. 12 della legge 'Bossi-Fini', cosi' da far rientrare anche il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina tra le competenze delle Direzioni distrettuali antimafia, che sino ad ora puo' avere voce in capitolo solo per i reati di riduzione in schiavitu' e tratta di esseri umani. Si pensa, inoltre, ad innalzare, nel minimo, la pena prevista per il favoreggiamento dell'immigrazione: chi contribuisce all'ingresso di un clandestino in Italia e' attualmente punito con una pena da 1 a 5 anni (da 4 a 12 se il favoreggiamento e' aggravato). L'ipotesi e' di innalzare il minimo della pena da 1 a 2 anni, cosi' da evitare la possibilita' che gli scafisti tornino in liberta' grazie alla sospensione condizionale della pena (consentita al di sotto dei 2 anni).
Tra le modifiche allo studio c'e' infine il carcere obbligatorio per gli scafisti, non solo per quelli colti in flagrante, ma anche per coloro gravemente indiziati di aver traghettato clandestini: la misura cautelare obbligatoria sara' introdotta cosi' come per i delitti di mafia.
I tecnici del ministero della Giustizia e dell'Interno - si e' infine appreso - si confronteranno sulle modifiche legislative con l'obiettivo di arrivare in tempi rapidi a un testo che possa essere presentato al prossimo consiglio dei ministri.
COMMENTI
"Nel campo dell'immigrazione occorre dare risposte immediate ai problemi piu' urgenti". Questo e' quanto afferma l'associazione umanitaria 'ActionAid', commentando la difficile situazione creatasi in Italia con gli ultimi sbarchi di clandestini. Fra i vari problemi il piu' urgente e' quello di "garantire i diritti delle persone che intraprendono questi viaggi in condizioni disperate, assicurando la possibilita' di fare richiesta di asilo politico a chi ne ha intenzione, limitando al massimo i provvedimenti restrittivi, procedendo all'identificazione dei migranti in modo scrupoloso, combattendo l'organizzazione dei viaggi illegali". Far fronte all'emergenza e' pero', per ActionAid, una risposta "insufficiente". Occorre infatti intervenire sulle cause di questo fenomeno "tra cui- sottolinea la nota dell'associazione- c'e' anche l'estrema miseria da cui le persone cercano di scappare". Secondo l'associazione infine l'Italia cosa sta facendo decisamente troppo poco: "nel far fronte all'immigrazione l'azione contro la poverta' non dara' risultati in tempi immediati. Ma questa non puo' essere una scusa per non intervenire- conclude la nota di ActionAid- al contrario deve essere un'esortazione al governo Prodi ad agire con grande urgenza, realizzando un'inversione di rotta che ancora non si vede. Solo cosi' si potranno ottenere risultati duraturi e non si dovra' piu' passare da un"emergenza immigrazione' all'altra".
"La politica del governo in materia di immigrazione e' pericolosa e schizofrenica". Lo afferma Maurizio Gasparri dell'esecutivo di Alleanza Nazionale. "Gli sbarchi in massa - aaggiunge - e le numerose morti di questi giorni sono diretta conseguenza degli annunci di Ferrero e degli atti di Prodi consistenti in maxi-sanatorie, annunci di ricongiungimenti familiari e cittadinanze facili. Parallelamente, grazie all' indulto, pericolosi trafficanti di clandestini sono stati scarcerati. Ora si annunciano sanzioni penali piu' severe, fantomatici pool e tavoli congiunti a cui si accinge a banchettare anche un irresponsabile come Mastella, a cui si deve la scarcerazione in massa di decine di migliaia di delinquenti". "Bisogna - continua Gasparri - andare in una direzione completamente diversa. Ed e' per questo che in Parlamento dovremo discutere la mia proposta di legge che prevede il reato penale di immigrazione clandestina, l'introduzione di attente verifiche prima di concedere la cittadinanza, per la quale la domanda dovra' essere presentata dopo 10 anni e non dopo cinque come dice Prodi". "Accanto alle norme piu' severe - conclude l'esponente di An - bisogna applicare con immediatezza la legge Mancino all'Ucoii, che si dedica alla propaganda antisemita e alla promozione del fondamentalismo islamico. Questa organizzazione deve essere messa al bando. Sanzioni severe e non buonismo pericoloso. Questa la ricetta contro la fallimentare politica del centrosinistra sull' immigrazione, che ha causato una strage enorme sulle coste di Lampedusa".
La legge Bossi-Fini sull'immigrazione "puo' essere migliorata, ripensando, ad esempio, al meccanismo degli sponsor: per evitare finzioni penso a delle fidejussioni bancarie da esibire per chi chiede l'arrivo di un lavoratore. Ma non e' la madre di tutti i guai. Pensare di abolirla e' un atto di fuga dalla realta'". Lo afferma, in un'intervista pubblicata sul prossimo numero de 'L'Espresso', Pier Ferdinando Casini, che affronta anche la questione della concessione della cittadinanza italiana. "Mi auguro -dice l'ex presidente della Camera- che il governo venga in Parlamento con la volonta' del confronto. Non mi e' piaciuto Prodi che dice cinque anni per avere la cittadinanza e non si discute. Come non si discute? E' un provvedimento che riguarda il nostro futuro, i nostri figli: non deve allargare le maglie degli arrivi, ma l'integrazione, per isolare coloro che nella nostra societa' ci stanno con gli stessi propositi dell'Ucoii". "Io -dice ancora il leader centrista- sono d'accordo di realizzare il principio dello jus soli anziche' dello jus sanguinis, ma bisogna essere equilibrati, per evitare la nascita di sacche di razzismo di reazione che possono essere pericolose. Ci deve essere un percorso che porta alla cittadinanza, dobbiamo rivendicare con forza la nostra identita', le nostre radici cristiane. A chi arriva in Italia va chiesto questo rispetto. Se si accettano posizioni come quelle dell'Ucoii, se si e' disposti a transigere, non avremo piu' credibilita' nel richiedere un'ordinata convivenza nel nostro Paese. Sui cinque anni bisogna meditare, e molto, perche' rischiano di essere troppo brevi. Penso ci debba essere la sottoscrizione di una carta dei diritti e dei doveri, una specie di patto di convivenza tra chi si appresta a diventare cittadino italiano, rinunciando alla sua cittadinanza, e chi lo accoglie come italiano a tutti gli effetti. Il test di cittadinanza dovrebbe avvenire dopo un corso molto serio di socializzazione che non e' solo un corso di lingua ma di educazione civica vera e propria".
"Il singolo extracomunitario dovrebbe essere affidato per il periodo di integrazione a una sorta di tutor, figura sulla falsariga dei 'facilitatori' che esistono in Francia. E' chiaro -conclude Casini- che tutto questo richiede un grande sforzo della pubblica amministrazione e i corsi devono essere organizzati da Stato ed enti locali con la regia dello Stato".
"La Bossi-Fini è sbagliata fin nelle sue fondamenta e va cambiata radicalmente, se non abrogata". Lo sostiene in una nota il capogruppo dei Verdi a Montecitorio, Angelo Bonelli, secondo il quale "non sono possibili piccole modifiche a questa legge, come sostenuto da Casini".
Il capogruppo dei Verdi esprime apprezzamento per l'iniziativa assunta dai ministri Amato e Mastella e sottolinea che "non bisogna dimenticare di promuovere anche una politica di cooperazione e sviluppo in tutto il Mediterraneo. Contro la piaga dell'immigrazione clandestina - conclude - l'Italia non può certo farcela da sola, e per questo solleciteremo un vertice europeo con i governi del Nord Africa e la Libia".
"Vorrei dire a certi ministri di stare attenti perche' le parole hanno un peso". Sul tema immigrazione, dal Meeting di Rimini l'ex ministro Rocco Buttiglione invita alla prudenza "quei ministri che nei giorni scorsi hanno annunciato una maggior liberta' di accesso in Italia. L'effetto e' stato il moltiplicarsi di quei viaggi di immigrati clandestini finiti, come sappiamo, in fondo al Mediterraneo. Riflettano sul fatto che le parole pesano". Sull'ipotesi che l'attuale governo modifichi la legge Bossi-Fini, Buttiglione si astiene da qualsiasi valutazione visto che "devono ancora dirci cosa vogliono modificare. L'impianto di base della legge e' buono, sulle quote d'ingresso, forse, c'e' stata inadeguatezza".
"Il ministro Amato e' il piu' equilibrato del questo governo. E' sbagliato da parte dell'opposizione pensare che il responsabile del Viminale voglia imporre uno stravolgimento nella gestione del fenomeno immigrazione. L'istituzione di un doppio pool di controllo dei clandestini, che operi anche in collaborazione coi governi stranieri, e' la soluzione giusta. Questa e' la linea da seguire". Lo afferma il segretario nazionale della Democrazia Cristiana, Gianfranco Rotondi. "Amato, poi, non ha mai parlato di abolizione della Bossi-Fini. Questa legge, che io ho votato convintamente, e' migliorabile. La maggioranza e l'opposizione approdino, sulla questione immigrazione, ad un tavolo di confronto serio e responsabile", conclude Rotondi.
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