Italia. Test antidroga per patentino, Radicali: Giovanardi se la prende con i ragazzini
Dopo aver appreso che il sottosegretario Carlo Giovanardi ha dichiarato che nei prossimi mesi in quattro città saranno compiuti dei test antidroga su chi vuole prendere la patente o il patentino per il motorino, Giulio Manfredi (vice-presidente Comitato nazionale Radicali Italiani) ha dichiarato:
"Giovanardi fa lo sbruffone prendendosela con i ragazzini e mettendo sotto i piedi la certezza del diritto. Come può pensare di imporre i test antidroga solamente in quattro città e per qualche migliaio di persone? Si creerebbe una disparità di trattamento con gli altri cittadini e i relativi provvedimenti potrebbero e dovrebbero essere impugnati davanti alla magistratura.
Sono poi fondate le osservazioni degli operatori del settore, peraltro già sollevate oltre vent'anni fa dal compianto Giancarlo Arnao: l'esame delle urine può riscontrare tracce di cannabinoidi fumati giorni, settimane o mesi prima del test. Non per nulla, da vent'anni a questa parte, tali esami sono utilizzati per perseguire e perseguitare tout court i consumatori di droghe (per la stragrande maggioranza quelli di droghe leggere), non certo per riscontrare un'intossicazione in atto, come accade, invece, per quanto riguarda i controlli sull'alcool con l'etilometro.
Rispetto al decreto sulla sicurezza in discussione questa settimana alla Camera, il governo non si smentisce: la legge Fini-Giovanardi aveva fatto di tutta l'erba un fascio, non distinguendo più fra cannabis, eroina, cocaina, ecstasy; coerentemente, le nuove misure intendono colpire la guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di stupefacenti, qualunque sia lo stupefacente consumato e qualunque sia la quantità e composizione. Di più: le sanzioni relative agli stupefacenti sono calibrate su quelle relative al consumo massimo di alcolici; chi si è fatto uno spinello una settimana fa ed è beccato alla guida rischia un'ammenda da 2.500 a 9.000 euro e l'arresto da 3 mesi a un anno (fonte dati: "Sole 24Ore") come chi si è scolato una bottiglia di superalcolico mentre era già al volante.
Tutto questo con la giustizia non c'entra nulla, poiché la legge deve (diciamo dovrebbe) sanzionare con la stessa misura condotte ugualmente pericolose ma con misure diverse condotte con gradi di pericolosità diversi.".
"Giovanardi fa lo sbruffone prendendosela con i ragazzini e mettendo sotto i piedi la certezza del diritto. Come può pensare di imporre i test antidroga solamente in quattro città e per qualche migliaio di persone? Si creerebbe una disparità di trattamento con gli altri cittadini e i relativi provvedimenti potrebbero e dovrebbero essere impugnati davanti alla magistratura.
Sono poi fondate le osservazioni degli operatori del settore, peraltro già sollevate oltre vent'anni fa dal compianto Giancarlo Arnao: l'esame delle urine può riscontrare tracce di cannabinoidi fumati giorni, settimane o mesi prima del test. Non per nulla, da vent'anni a questa parte, tali esami sono utilizzati per perseguire e perseguitare tout court i consumatori di droghe (per la stragrande maggioranza quelli di droghe leggere), non certo per riscontrare un'intossicazione in atto, come accade, invece, per quanto riguarda i controlli sull'alcool con l'etilometro.
Rispetto al decreto sulla sicurezza in discussione questa settimana alla Camera, il governo non si smentisce: la legge Fini-Giovanardi aveva fatto di tutta l'erba un fascio, non distinguendo più fra cannabis, eroina, cocaina, ecstasy; coerentemente, le nuove misure intendono colpire la guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di stupefacenti, qualunque sia lo stupefacente consumato e qualunque sia la quantità e composizione. Di più: le sanzioni relative agli stupefacenti sono calibrate su quelle relative al consumo massimo di alcolici; chi si è fatto uno spinello una settimana fa ed è beccato alla guida rischia un'ammenda da 2.500 a 9.000 euro e l'arresto da 3 mesi a un anno (fonte dati: "Sole 24Ore") come chi si è scolato una bottiglia di superalcolico mentre era già al volante.
Tutto questo con la giustizia non c'entra nulla, poiché la legge deve (diciamo dovrebbe) sanzionare con la stessa misura condotte ugualmente pericolose ma con misure diverse condotte con gradi di pericolosità diversi.".
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