Italia. Testo "alernativo" dell'opposizione
L'opposizione ha presentato al Senato un disegno di legge sugli stupefacenti alternativo alla "legge Fini". Il testo, presentato dal senatore Mario Cavallaro e che "ricalca quasi fedelmente quello presentato da Marco Boato nella scorsa legislatura", non prevede nessuna sanzione per ne' amministrativa ne' penale per i consumatori e non fa riferimento a nessuna quantita' massima detenibile.Rimane punibile soltanto lo spaccio, che avviene quando "si cede stupefacenti a fine di profitto".
Oltre che dallo stesso Cavallaro, il testo e' stato presentato da Giuseppe Ayala dei Ds, da Giampaolo Zancan dei Verdi e dal presidente di "Forum Droghe", Franco Corleone.
L'ultima sentenza della Cassazione, che ha stabilito la non legittimita' dell'arresto dei tossicodipendenti, ha detto Cavallaro "rende ancora piu' attuale e importante la presentazione dei questo testo, diametralmente opposto al testo governativo, che soprattutto esprime la comune posizione del centrosinistra. Quanto al ddl Fini per il quale e' prevedibile un prossimo esame da parte delle commissioni, e' puramente ideologico e ritorna indietro anche rispetto alla pronuncia referendaria del 1993. Il consumo di sostanze stupefacenti, va contrastato attraverso la prevenzione e va combattuto lo spaccio. Il nostro testo prevede che sia punibile soltanto chi cede sostanze stupefacenti a fine di profitto".
"E' un testo -ha aggiunto Zancan- condiviso da tutta l'opposizione, un ddl che nasce sul campo e non e' ideologico. Il punto centrale e' il commercio di sostanze stupefacenti che ha due tipi di anelli: l'anello dello spacciatore che sfrutta la necessita' del tossicodipendente e rispetto a questo non deve esserci alcuna caduta di sanzione penale. Poi vi e' l'anello della duplice necessita', ossia da parte di chi ne fa uso ed entra nel piccolo spaccio per procurasi la droga e questo non ha bisogno di sanzione penale ma di recupero. Nelle carceri, c'e' almeno il 30% di tossicodipendenti. La pena da 6 a 20 anni prevista dal ddl Fini, invece, e' una mattanza ideologica che nulla ha a che fare con il recupero".
Ayala, oltre a rilevare "il supporto di una Commissione tecnica", ha sottolineato come "la risposta che oggi lo Stato da' al tossicodipendente e' il carcere e cio' e' una follia. Per l'Ulivo, mi auguro che cio' possa essere l'inizio di un cammino in cui la concordia la faccia da padrone".
Secondo Corleone, infine, quello presentato e' un "testo che si lega all'opposizione che gia' si e' manifestata nel Paese contro la proposta Fini. Si tratta, di due filosofie diverse: quella punitiva, carceraria e quella della depenalizzazione del consumo, delle politiche di riduzione del danno e delle misure alternative. La legge Fini cosi' come e' concepita va contro la propaganda garantista e contro il principio del giusto processo che e' inserito nella Costituzione, perche' quando la pena e' per spaccio presunto vuol dire che le garanzie che vengono invocate quotidianamente si perdono e non c'e' piu' neanche il giusto processo. Oggi la prima sostanza bersaglio e' la cannabis, ossia la piu' innocua. Di fronte ad una criminalizzazione di massa attualmente in atto con la nuova legge avremo non 18mila tossicodipendenti ma 50mila consumatori occasionali nelle carceri".
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