Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. Tettamanzi: si' al diritto di voto alle ammenistrative per gli immigrati

U.E. - ITALIA
Notizia ·
A sole 24 ore dal voto amministrativo e dopo le polemiche sulla 'sanatoria' per oltre 480 mila immigrati ventilata dal ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero, l'arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, interviene sul tema immigrazione lanciando un messaggio del tutto politico e inequivocabile: "Si deve giungere a un corretto riconoscimento dei diritti civili" degli immigrati, dice intervenendo al convegno "Costruire la città, il contributo dei migranti".
Non solo. Tettamanzi chiama gli immigrati "miei figli carissimi" e spiega: "Così vi riconosco, vi stimo e vi amo e così a voi dico: 'Questa è la vostra città, questa è la vostra casa, Milano farà di voi, come con tanti altri nel corso dei secoli, dei suoi veri figli'". Poi, spiega che "una partecipazione attiva e responsabile alla vita sociale costituisce la premessa all'esercizio dei diritti di democrazia: dal voto, almeno a livello amministrativo, all'assunzione di incarichi pubblici".
L'arcivescovo di Milano apre dunque, con estrema chiarezza, al voto agli immigrati e alla necessità che essi, in un percorso di "cammino verso la cittadinanza legale" possano anche aspirare ad assumere incarichi pubblici avvalendosi "dei diritti acquisiti nell'ambito del lavoro o di altri settori sociali". Un cammino di progressivo riconoscimento che "ha come sua condizione basilare il pieno rispetto della legalità, con l'assunzione delle conseguenti responsabilità".
Nel suo intervento l'arcivescovo ribadisce di guardare ai migranti "come a un dono prima ancora che a una risorsa per questa città" e addita ai futuri governanti di Milano un sentiero imprescindibile. "Si pone come primo dovere di chi edifica e governa la città riconoscere, mediante l'accoglienza la centralità della persona, la sua dignità inviolabile, i suoi diritti nativi e insopprimibili". Una indicazione rivolta chiaramente ai due principali candidati sindaco, Bruno Ferrante per l'Unione e Letizia Moratti per la Cdl, a poche ore dall'apertura delle urne e da un risultato elettorale carico di valore emblematico rispetto agli scenari politici nazionali.

Il senso generale delle parole pronunciate oggi da Tettamanzi sull'immigrazione era stato anticipato la scorsa settimana, e si era scatenata una ridda di commenti tra i quali erano suonati particolarmente duri quelli di esponenti della Lega Nord. In particolare, l'eurodeputato Matteo Salvini, candidato anche in consiglio comunale, aveva puntato l'indice contro "quei vescovi che si svegliano con la voglia di fare gli imam".
A queste parole, ma anche a una visione complessiva sul fenomeno migratorio portata avanti dal Carroccio e non solo, Tettamanzi risponde indirettamente. "Con senso di vera responsabilità per l'altro e concordemente, impariamo a muoverci in una direzione comune, non di continua delegittimazione dell'altro e di sterile contrapposizione". Qualche pagina più in là il riferimento politico è ancora più evidente: "I fenomeni migratori vanno certo regolamentati e disciplinati - dice l'arcivescovo - perchè contribuiscano al bene di tutti. Ma questo non deve mai giustificare nessun tipo di discriminazione, ne può mai nascondere o favorire una mentalità intollerante o un clima di costante intimidazione, che alla fine portano a molteplici forme di conflittualità e di lacerazione e aprono la strada a possibili violenze".
Tettamanzi parla della necessità di superare "i possibili malintesi" e sottolinea che in senso cristiano la risposta al disagio sociale "deve partire dalla considerazione che ha maggiori diritti non chi possiede da più tempo la residenza in città, ma soltanto chi ha più bisogno, sia egli residente da lunga data o migrante". Una chiara risposta alla Lega che, da sempre, sostiene il diritto di prelazione di chi ha la cittadinanza italiana, lombarda, per esempio nell'assegnazione delle case popolari.
'Per carita', l'arcivescovo puo' dichiarare cio' che vuole, ma a volte mi sembra che parli come un capo partito'. Matteo Salvini, eurodeputato della Lega Nord, commenta cosi' le aperture verso il voto amministrativo agli immigrati espresse oggi dal cardinale Dionigi Tettamanzi.
'Non si tratta pero' - prosegue - di uno scontro fra la Chiesa e la Lega Nord, ma fra la gran parte di Milano e dei cattolici e un cardinale che non rispecchia il loro pensiero. A 50 chilometri di distanza il vescovo di Como quel discorso non l'avrebbe mai fatto'. 'Quella che parla a Milano - insiste l'esponente leghista - non e' la chiesa del territorio che convive con i problemi reali, ma e' quella parte chiusa nei palazzi del centro di Milano. Il rischio - conclude - e' che le chiese che portano avanti questa linea si svuotino perche' la gente si sente sempre piu' lontana'.
"Il cardinale di Milano ha il diritto di esprimere proprie opinioni, diverse dalle nostre, che preferiscono invece una preventiva rivisitazione del diritto di cittadinanza". Commenta cosi' il capogruppo dell'Udc a Montecitorio Luca Volonte' le favorevoli parole del cardinal Tettamanzi sull'intenzione del governo di modificare la legge sul diritto di cittadinanza. C'e' un ma, nel ragionamento dell'esponente centrista: "Ognuno di noi- avverte- ha un dovere in piu', nelle ore che ci dividono dal voto di importanti citta', tra cui Milano".
Secondo Volonte' "astenersi dal prender parte e dal 'citare' punti del programma dei singoli candidati e' appunto un dovere civile e nello stesso tempo un esercizio della virtu' della prudenza. Entrambi elementi chiari a Tettamenzi- conclude il capogruppo Udc- ma che possono esser annacquati nei resoconti giornalistici".
'Volonte' ce l'ha per abitudine di spacciarsi per interprete autentico della verita' cattolica in politica, di distribuire patenti di affidabilita' cattolica ovvero di comminare scomuniche. Oggi, nella sua severa censura e' incappato l'arcivescovo di Milano, cardinale Tettamanzi''. Cosi' il deputato dell'Ulivo Franco Monaco replica a Luca Volonte' dell'Udc. L'unico 'torto', sottolinea Monaco, sarebbe stato quello 'di riferirsi agli immigrati come persone e cittadini titolari di diritti e di doveri, peraltro in coerenza con la evangelica sollecitudine per gli ultimi'. Ma 'a Volonte' la cosa non e' piaciuta e puntuale e' partita la scomunica dalla sua alta cattedra. E' curioso che la censura venga dall'esponente di un partito che ama ostentare l'ispirazione cristiana - conclude Monaco - ma che evidentemente ignora il vangelo e il rispetto che si deve portare a chi, nella Chiesa, ha qualche titolo in piu' per interpretarlo'.
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